Domande sull’amore – 5

27 Aprile 2019



Domande sull'amore - 5
Domande sull'amore - 5

DOMANDA 1

Il mio fidanzato e io  stiamo insieme da tre anni, conviviamo da uno e pensiamo di sposarci; ma da qualche tempo siamo in crisi. Lui pretende che io sia la classica donna tutta casa e famiglia, mentre a me piace uscire e divertirmi. Io lo amo e apprezzo molte sue qualità ma sono esuberante e  mi sento soffocare all’idea di vivere in una routine sempre uguale. Allora prendo l’iniziativa, chiamo gli amici, combino di vederci, organizzo le vacanze insieme. Lui resterebbe sempre a casa a guardare la tv e le partite. Io invece preferisco la gente: ho anche amici e amiche personali con cui voglio poter uscire da sola. A lui questo dà fastidio, vorrebbe stare sempre assieme appiccicati senza fare nulla.

Io non voglio rinunciare alla vita per stare in silenzio davanti alla tv. E quando gli dico che io voglio la mia vita sociale mi accusa di non amarlo. Che cosa dovrei fare? Mi dia un consiglio

Carlotta

 

Domande sull'amore - 5Cara Carlotta, lei è una persona vivace, piena di energia che ama i rapporti umani. Quando ha incontrato il suo fidanzato, tuttavia, qualcosa del suo modo di vivere riservato deve averla rassicurata e fatta sentire protetta e amata. L’amore è condivisione di sogni, di valori e  ogni innamorato riceve dall’altro qualcosa che non aveva, che lo completa, che lo aiuta a crescere e a cambiare.

Ma questo richiede un lungo viaggio per comprendersi. Se non viene compiuto allora la convivenza diventa al contempo conflittuale e  noiosa.  Una persona estroversa può scoprire attraverso l’amato,  una profondità e una sensibilità che non pensava di avere. Viceversa una introversa può trovare nell’amato uno stimolo vitale, il piacere di stare in mezzo agli altri, la bellezza della vita sociale.

Questo fecero, ad esempio, John Lennon e Yoko Ono: prima si isolarono dal mondo approfondendo la loro intimità, comprendendosi a fondo, parlandosi continuamente; poi incominciarono a uscire, sempre loro due, sempre per mano,  diffondendo insieme il loro messaggio di pace e amore.

Ho invece l’impressione che voi questo processo di avvicinamento non l’abbiate fatto, neppure in parte. Entrambi siete rimasti come eravate prima di incontrarvi, anzi vi siete irrigiditi e ne è nata una lotta segreta di ciascuno per imporre all’altro le proprie idee e abitudini. La vostra contrapposizione poi, è legata alle abitudini di vita, ma due persone veramente innamorate si incontrano sui valori di fondo e costruiscono su un progetto insieme.

Se vi amate veramente dovete ricominciare da capo, raccontandovi i vostri desideri ed esigenze e cercare di soddisfare quelli dell’altro. Se non ci riuscite a fare questo processo, se continuate a litigare allora è meglio rimandate il matrimonio.

 

Mandate le vostre lettere, scrivete le vostre domande  a  Cristina Cattaneo Beretta (link) . 
Arriveranno nella sua posta personale. Sono  garantite  la riservatezza e l’anonimato.

 

 

2 DOMANDA

Vivevo quello che credevo essere un matrimonio felice quando lei un giorno mi ha confessato che mi aveva tradito. Mi ha giurato che è accaduto una volta sola e non ha più visto o sentito quell’uomo. Si è insomma trattato di un tradimento senza importanza, lei mi ama come e più di prima. Proprio trovandosi con un altro si è resa conto   quanto io sia importante per lei, e ha risvegliato il suo amore dato che il nostro matrimonio era diventato un po’ monotono. Ho tentato di perdonarla e credevo di esserci riuscito. 

Ma nonostante io mi renda conto che lei è stata sincera e ha scelto il rischio di parlare pur di essere vera nei miei confronti, io continuo a soffrire. Ogni volta che la guardo non riesco a evitare le immagini di lei insieme all’altro. Nei suoi confronti non sono più lo stesso, sono irascibile e perdo la pazienza per un nonnulla: la tratto anche male, come mai mi era accaduto. Temo di non poter perdonare il tradimento, anche se la amo ancora, niente è più come prima.

Secondo lei si può davvero perdonare un tradimento? (Valerio)

 

RISPOSTA

 

Domande sull'amore - 5Caro Valerio, in questa sua lettera traspare la sua  sofferenza,  infatti scrive di reazioni incontrollabili di rabbia che non aveva mai provato,  una ferita profonda che senza un lavoro potrebbe non rimarginarsi.

Questa sofferenza è il segno di quello che accade quando un legame forte viene attaccato. Possiamo essere “sportivi” quando non amiamo veramente, ma tutto cambia quando  riguarda il nostro uomo, la nostra donna, che  amiamo profondamente.  E per lei sua moglie che era  pura, intoccabile, colei di cui si fidava non è più la stessa donna. E lei ora è preso da due spinte contrarie.

Ritengo che sua moglie abbia fatto due errori. Il primo a non parlarle della noia che provava, del senso di routine che la soffocava. Ha sbagliato a non mandarle alcun segnale  della crisi che stava vivendo. E ha sbagliato poi, a raccontarle di questo tradimento. Io sono convinta che la verità debba sempre essere detta, ma in questa situazione, qual è la verità? Che  l’ha tradita o che ha scoperto di amarla ? Spesso è  attraverso un tradimento che ci accorgiamo di non amare più di non desiderare più il nostro partner. Ma sua moglie ha scoperto che l’amava ancora.  Perché allora invece di correre da lei, buttarle le braccia al collo e dichiararle il suo amore, le ha parlato del suo tradimento, del suo allontanamento, che apparteneva ormai al passato?

Ci sono sempre tra due persone che si amano dei momenti di buio, di ombra, di lontananza, di incomprensione. Può capitare anche che in uno di questi momenti si possa cadere tra le braccia di un altro o un’altra di cui non ci importa nulla, ma che ci lascia addosso, se amiamo il nostro partner, il senso di vergogna e di disgusto. Sua moglie confessandoglielo però l’ha contagiata e ora è lei che prova questo senso di repulsione e non può fare a meno di vedere sua moglie con l’altro. La gelosia esiste ed è una cosa seria. È una reazione emotiva potente che si rinnova continuamente attraverso fantasie visive ossessive. E queste fantasie la costringono a  rivedere continuamente nella sua mente il film di sua moglie con l’altro, a immaginarsi il loro incontro a luci rosse, un film  che invece di smorzarsi continua a intensificarsi. Eppure razionalmente è riuscito a comprendere e perdonare.

La memoria traumatica va affrontata sul suo stesso terreno. Il problema di fondo è che tutto è già avvenuto:  lei non si è accorto che sua moglie l’aveva tradito, ma è stata lei che ha dovuto dirglielo. Così rivive nella mente delle immagini di qualcosa che è già avvenuto, che è nel passato e lei non può agire affrontando il rivale e riconquistare sua moglie. E di ciò si accusa.

Ma sua moglie è tornata da lei e le dice che l’ama e lei l’ama ancora. Cosa resta a dividervi?  La fantasia visiva che lei  continua a rivivere una memoria che ha costruito lei. Se il tradimento non si può cancellare, si può però lasciarlo andare nel passato come tante cose da cui ci stacchiamo. E lei lo può fare agendo sulla memoria, modificando   il film del tradimento pezzo a pezzo, sino a distruggerlo e dando al contempo molta più importanza al presente. Quando è assillato dalle fantasie erotiche di sua moglie con il rivale, si ricordi che sono prodotte dalla sua mente:  dunque è suo il potere di modificarle. Può  immaginare di affrontare il rivale, metterlo in fuga e sostituirsi a lui, oppure lo può ridicolizzare, farlo diventare piccolo, sbiadito, trasformarlo in un gatto e vederlo scappare. La sua fantasia è sovrana.  All’inizio sarà difficile, ma pian piano sentirà che la memoria dell’altro sbiadisce, sentirà qualcosa cambiare.  A poco a poco questa immagine diabolica si attenuerà, scivolerà nel passato. In questo passaggio, però, cerchi in tutti i modi di non trattare male sua moglie, sia gentile con lei,  la corteggi, faccia in modo di farle sentire che adesso potete avere la vera felicità. Se lo ricordi: il grande amore assorbe, perdona, dimentica.

Cristina Cattaneo Beretta

 

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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