Il caso, le fatalità e gli “attivatori di convergenza”

4 Aprile 2022



Il caso, le fatalità e gli "attivatori di convergenza"
Il caso, le fatalità e gli "attivatori di convergenza"

Esiste incontestabilmente quello che chiamiamo “caso fortuito”. Incontri un amico che non vedevi da tanto tempo; per caso. Trovi a terra 10 euro; per caso. Scopri un negozio che vende quanto cercavi da molto tempo; per caso. Ti imbatti in un annuncio che reclamizza un luogo perfetto per trascorrere le vacanze che sognavi ed è pure molto economico; per caso. Leggi un menu al ristorante e ti propone il tuo piatto preferito; per caso. La sorte riserva anche sorprese meno piacevoli, ma allora la chiamiamo Fatalità. Infilo il telefono nella tasca della giacca, ma questa è bucata -non lo sapevo- ed il telefono cade a terra rompendosi; per fatalità. Esco, con una torta in mano, passando dalla porta di casa. proprio mentre un famigliare vuol entrarci correndo, la torta cade; per fatalità.

Non proseguo l’elenco delle fatalità e quello delle casualità è forse stato già fin troppo lungo. Mi premeva far capire come queste occorrenze che chiamiamo Caso o Fatalità siano segnali di qualcosa che ci incontra, come una foglia secca che ci cade in testa d’autunno, un fiocco di neve in inverno, un petalo di fior di ciliegio in primavera ed una stella dallo sciame delle Perseidi, nelle notti estive. L’incontro diventa, possibilmente, qualcosa di più significativo. Mi spingo oltre facendo qualche altro esempio, tratto dalla mia esperienza personale. Confido che sia comunque qualcosa di assimilabile ad esperienze comuni. Sei a lavoro, squilla il telefono proprio mentre avevi deciso, appena finito di dar servizio al cliente che hai di fronte, di prenderti una pausa caffé, quando entra nel campo visivo un collega che solitamente porta rogne da smazzare, squilla un secondo telefono, trilla il tuo smartphone e quando provi a pinzare un foglio con la pinzatrice, questa è improvvisamente scarica.

Sei seduto al parco su una panchina con la persona più interessante che tu abbia mai conosciuto, vorreste una bibita fresca ed in quella arriva un ambulante che ne vende, compaiono davanti a voi uccellini che cinguettano in modo piacevole, il suono del traffico si affievolisce nonostante sia un giorno feriale e ricevi un messaggio che ti informa che l’unico impegno che avevi ancora in giornata è stato cancellato e questo accade pure all’altra persona. Sono Caso? Sono Fatalità? Non potrebbero invece essere convergenze di fatti che sono, per così dire attratti, simultaneamente, in un luogo e in un preciso momento ? Indubbiamente lo sono; ma attratti da quale forza?

Attivatori di convergenza

Ricorrere alle etichette di Caso o Fato non mi da delle spiegazioni che trovo soddisfacenti. Resto convinto che tutto accada per un senso, se non altro. ogni accadimento ci invita a riflettere sul perché si sia manifestato. La mia tesi è che taluni eventi fungano da attivatori di convergenza. Un attivatore, in un tempo molto rapido, è in grado di generare eventi che costituiscono suoi riverberi. Nel esempio del contesto lavorativo, riverberi fastidiosi, in quello del parco, molto piacevoli. L’attivatore è dunque, nella sua natura, in grado di generare flussi di eventi convergenti su di noi. Ma allora perché questo non accade a comando? Perché non possiamo decidere di attivare convergenze piacevoli o magari stroncare quelle spiacevoli, sul loro nascere?
Se avessimo questo potere, somiglieremmo ad uno Chef stellato, capace di far convergere tutti gli ingredienti, le loro trasformazioni e mescolanze, verso il trionfo di gusto desiderato. Saremmo chef se potessimo procurarci gli ingredienti. Già, ma forse in effetti questi ingredienti e queste capacità, ci sono e pure alla nostra portata. Sul lavoro potremmo scegliere di non considerare convergenti questi elementi, semplicemente sganciandoli dal desiderio di una pausa caffé, che non è per l’appunto qualcosa che sta effettivamente accadendo ma vorremmo accadesse. Al parco potremmo andarci sempre attivando la nostra attenzione e lasciandola sintonizzata sulla piacevole esperienza dell’esser li in quel momento.
La convergenza dei segnali ci rende Chef quando sappiamo riconoscere quale desiderio è in noi presente nel qui ed ora non in proiezioni future. Ragionando in termini di proiezione futura, ogni cosa che non materializzi il desiderio, diviene ostacolo. Ragionando in termini di esserci, ogni cosa potenzialmente simile, si aggrega simultaneamente all’attivatore. Allora quando nell’esserci poni un appagamento nel quale non sei, le Fatalità si affolleranno. Quando nell’esserci resti, sentendo profondamente il -qui ed ora- molti casi fortuiti convergeranno su di te. Facciamo sperimentazione di questa tesi. Anche il migliore degli Chef, per generare un trionfo di gusto, dovrà fare molta sperimentazione. Fato o Caso che sia, nel mondo dei fatti il loro significato esiste quel tal significato, che siamo noi stessi ad attribuire. Facciamo buon uso di questa capacità. Buon lavoro.

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