Covid-19: un tempo per le differenze

4 Febbraio 2021



Covid-19: un tempo per le differenze
Covid-19

Da un’intervista di Roberta Castoldi apparsa su LEI Style di Gennaio 2021 su come il Covid-19 abbia influito sulle relazioni di coppia.

In un passaggio del vostro libro L’amore e il tempo, vi riferite al fatto che l’inizio di un ciclo vitale possa essere generato da una guerra, un’epidemia, una carestia, una catastrofe naturale. Il nostro tempo presente ci sta forse aprendo ad un nuovo inizio?

(Francesco Alberoni) È un tema molto importante, su cui stiamo lavorando. Abbiamo descritto il secolo scorso come dominato dalle ideologie totalitarie del nazismo e comunismo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, è subentrato il ciclo della guerra fredda e della minaccia nucleare, terminato con il crollo del muro di Berlino, con il quale improvvisamente è scomparso il nemico; poi è seguito il terzo ciclo, quello della globalizzazione, dove il mondo è diventato unito, senza più barriere, liquido, appunto. Oggi, questo ciclo, con il Covid-19, è finito! Non c’è più unificazione economica del mondo. Quando la Cina ha costituito una propria area di libero scambio, è iniziata la differenziazione: oggi non puoi più andare in Cina come imprenditore, né come giornalista: non ti fanno parlare, non hanno più Google o Facebook…

(Cristina Cattaneo Beretta) Forse riemergeranno temi che non potevano essere trattati, come quello della differenza abissale tra uomo e donna di fronte all’amore, al sesso, dove abbiamo comportamenti diversi. Il fatto di considerarci tutti uguali non ha certo aiutato la comprensione delle reciproche differenze: quando in una coppia stabile, una donna inizia a non sentirsi più attratta dal partner, porta nel letto una problematica che invece è a tutt’altro livello, cioè che deriva da un’incomprensione relativa ad un altro piano. Invece l’uomo divide facilmente la sfera dell’amore da quella del sesso. Considerarsi uguali significa non riuscire a decodificare i diversi comportamenti. 

(Francesco Alberoni) L’omogeneizzazione e l’uguagliamento sono monotonia e morte. Tutto ciò che uguaglia, annulla le differenze, crea entropia e disordine, morte termica. La fase di globalizzazione è finita nella banalità e nella noia, nell’uguale: in tutti i luoghi del mondo si sono diffuse le stesse marche e tutti vestono nello stesso modo. Sarebbe meglio girare nudi, perché nudi saremmo tutti diversi! Da una fase di standardizzazione, dove non esiste nemmeno più motivo di operare una scelta, si passa ad una fase di differenziazione. Il Covid-19 ha fatto cadere l’entropia: dalla massima libertà del giorno prima, siamo stati chiusi in casa. Ma la trasformazione verso la differenziazione e la fine della globalizzazione erano già in atto, il Covid-19 ha solo dato il colpo di grazia.

Quali sono i segnali della differenziazione verso la quale la società si starebbe muovendo?

(Cristina Cattaneo Beretta) È in atto un grosso cambiamento nei rapporti di coppia. Con lo smart working per esempio, le coppie hanno potuto sperimentare un nuovo tempo, come fare colazione con calma, mangiare insieme, e questo non succedeva più da moltissimi anni. Non è un ritorno al passato, ma uno stare insieme qualitativamente diverso, dove la casa è stata rivissuta nei suoi spazi, ed è avvenuta una profonda rivalorizzazione del privato, e dei rapporti di forte significato.

(Francesco Alberoni) Leggere i deboli segnali della differenziazione non è questione di scienza, ma di arte. La donna che in casa fa smart working, si mette il profumo, si veste in modo diverso, si differenzia. Sono emerse le Regioni. Prima c’era il mercato a comandare dappertutto; di colpo è emerso lo Stato, a dare ordini ed impartirli su un territorio preciso, delimitato da frontiere. Le frontiere che non c’erano più. E quando lo Stato prende il potere, se lo tiene. 

Non solo il virus, ma anche un grande cambiamento è nell’aria…

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Roberta Castoldi

Roberta Castoldi è poetessa, musicista e si occupa di progetti in ambito culturale e scolastico. Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Cognitive presso l’Università degli Studi di Messina. Il suo principale tema di studio è il pensiero analogico. Le sue poesie sono apparse sulla rivista Poesia (Crocetti) e poi raccolte in La scomparsa (LietoColle Libri, 1999) con prefazione di Franco Loi, e nel 2007 in Il bianco e la conversazione (Marietti) a cura di Davide Rondoni. Ha curato per Einaudi Il libro di Morgan (2015) e tradotto saggi di filosofi francesi contemporanei. Come violoncellista ha collaborato con molti artisti italiani e stranieri: Afterhours, Bluvertigo, David Byrne, John Parish, e tanti altri. www.robertacastoldi.it

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