Io per te farei tutto, tranne cambiare

6 Agosto 2019



Io per te farei tutto, tranne cambiare
Io per te farei tutto, tranne cambiare

Alcune persone, prese da un impulso erotico o amoroso, dall’entusiasmo per un uomo o una donna che hanno conosciuto e che appare loro come una creatura adorabile e desiderabile, le promettono quasi ogni cosa. “Anche tra trent’anni potrai chiamarmi se hai un problema e ti aiuterò, potrai sempre contare su di me, non mi interessa cosa sarai diventato, io sarò sempre al tuo fianco. Il tuo fido scudiero”.

E in quel momento credono a quello che dicono. Ma non è vero. Sono espressioni di desiderio, non impegni. Nel momento stesso in cui fanno queste promesse, non riescono ad aiutarti quando hai un reale problema concreto.

Anche nel vero profondo innamoramento l’innamorato guarda al futuro, si impegna, fa promesse, ma agisce anche subito, nel presente. L’innamoramento, a differenza di una infatuazione, è un cambiamento radicale di vita. Noi ci innamoriamo quando la vita che conduciamo ci è diventata stretta, povera, disagevole, quando un oscuro disagio ci dà l’impressione di essere prigionieri e vogliamo liberarci. E ci innamoriamo quando incontriamo qualcuno che ci apre le porte su un nuovo mondo, una nuova società, una diversa prospettiva di vita. Ma ce la apre veramente, non ce la  fa solo  immaginare, non ci espone un sogno. Gli innamorasti lasciano il passato, cambiano, si dedicano totalmente alla costruzione di una nuova vita. E spesso questo cambiamento è doloroso, richiede uno sforzo su se stessi e sacrifici.

La persona che invece si infatua di te e ti fa promesse mirabolanti, di solito non ha assolutamente voglia di cambiare. Spesso ha una famiglia, magari una moglie e dei figli con cui conduce una vita monotona, in cui è sparito ogni slancio, ogni erotismo, ogni invenzione. E tutto il suo tempo è regolato minuziosamente dagli orari di lavoro, dagli straordinari, dagli impegni domestici con la moglie, i parenti, gli amici, gli spettacoli della televisione, dagli impegni scolastici dei figli, medici, sportivi. Poi vi sono gli impegni quotidiani, come fare la spesa, occuparsi delle cose pratiche.

Cosa resta fuori da questa trama accuratamente intessuta di impegni e obblighi? Il sogno dell’amore. E infatti è l’amore ciò che loro sognano, perché hanno già provato una volta il sogno e si sono trovati legati con una donna o un uomo con il quale si parla solo di doveri, di figli e di conti economici. Non hanno però voglia di gettare all’aria tutto. Certo, vorrebbero essere liberi di lasciarsi andare alla passione, ma non ne hanno l’energia e la forza. E soprattutto non vogliono soffrire e far soffrire. L’amore appare loro come sogno, come fantasticheria, come desiderio di evasione, come eccitazione erotica.

Quando vi fanno la corte, dicono di essere liberi, dicono che sono separati in casa. E in un certo senso è vero, perché il loro amore è morto, la loro vita appassita. Spesso si sentono maltrattati, messi da parte, messi a dormire in un lettino, in una stanzetta, come nella cuccia del cane. E il coniuge non solo non lo ama più, ma lo compatisce, forse segretamente lo disprezza. E la cosa può anche essere reciproca. Ma ogni volta tornano nella vecchia stalla, nel vecchio canile. Hanno due vite, una reale lunga, lenta povera e triste, l’altra fatta di incontri furtivi, di piaceri erotici rubati, ma intellettualmente povera senza una meta, un ideale .

Ma non hanno più la capacità di creare il nuovo, di trarre dalle profondità del loro essere l’energia per costruire insieme un nuovo mondo, al massimo hanno la capacità di costruire insieme una relazione clandestina, in cui uniscono i loro lamenti, i loro sogni, i loro corpi, il loro sesso. Se hanno una casa abbastanza grande, o più di una, e un minimo di agiatezza economica, possono gestire la situazione in modo quasi indolore. Sempre che l’altro non si innamori e voglia di più. Ma anche l’altro, in un terreno così paludoso, finisce per perdere ogni energia. Cos’è ciascuno per l’altro ? Un amore? Di certo un “amante”, nel significato del linguaggio corrente, qualcuno da poter abbracciare, con cui fare l’amore, stringersi, provare un po’ di calore, senza pretendere di trasformare la vita e tutti i rapporti sociali.

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Io per te farei tutto, tranne cambiare

Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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