Amare dopo un tradimento

19 Settembre 2019



Amare dopo un tradimento
Amare dopo un tradimento

È possibile amare dopo un tradimento? È difficile sopportarlo, e ancora più difficile perdonarlo e riabbracciare il partner che ti ha ferito per amarlo come e più di prima. Quando però a farlo è un poeta famoso, abbiamo tutti il privilegio di poter accedere direttamente a questa esperienza attraverso le parole della poesia, quelle del linguaggio universale, che trasformano l’esperienza da particolare a universale, e perciò di tutti.

Umberto Saba, il celebre poeta triestino, sposa Carolina Wölfler, detta Lina, una giovane donna ebrea di alcuni anni più grande di lui. Comincia ad innamorarsi di lei ancora prima di conoscerla, dalle descrizioni di un amico: Lina ha atteso invano per anni il fidanzato anarchico che non tornerà mai e soffre per questo di depressione.  La storia gli evoca il dramma della propria madre, abbandonata dal marito dopo la sua nascita.

Umberto e Lina si sposano. Il  poeta fin da giovane soffriva di disturbi depressivi, che lo porteranno più tardi a seguire un lungo percorso di analisi da Edmondo Weiss, lo stesso medico di Svevo, nel fecondo ambiente mitteleuropeo di Trieste. La cura lo porterà a scoprire che la donna più importante della sua vita è stata la sua balia, Peppa Sabaz (in onore della quale, probabilmente, mutuerà anche il suo nome d’arte), a cui la madre, una donna fredda di origine tedesco ebraica, lo aveva affidato per i primi tre anni.

Lina è la sua musa, quella che gli ispira, tra l’altro, l’indimenticabile A mia moglie, studiata da decenni da tutti gli studenti dei licei, in cui Saba la paragona di volta in volta a una pollastra, a una mucca, a una coniglia, in un’espressione di amore commovente nella sua colloquialità.

Quando nasce Linuccia, la figlia, il poeta costringe l’amatissima moglie ad affidarla ad una balia. Nascono dei dissidi molto forti: Lina  si allontana con la figlia e poi lo tradisce platealmente con un pittore, provocandogli una sofferenza indicibile. Ma poi ecco, noi leggiamo i suoi versi che ci portano in un altro scenario:  ed amai nuovamente/ e fu di Lina/ dal rosso scialle il più della mia vita./Quella che cresce accanto a noi, bambina/ dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita […] ogni altro conobbi umano amore;/ma per Lina vorrei di nuovo un’altra/vita, di nuovo vorrei cominciare.

C’è un altro inizio, un’altra vita e Saba ama nuovamente. È tornato ad amare dopo un tradimento. Ama la donna che è stata di un altro, ma senza che rimanga un’ombra di rancore, anzi amandola di più. Da quel momento in poi Lina è come e più di prima l’oggetto delle sue poesie più belle, in particolare nella raccolta capolavoro Trieste e una donna. 

Ma non solo: si avvicinano anni cupi, quelli delle persecuzioni razziali in cui sia Lina, ebrea, che Saba, ebreo per parte di madre, devono abbandonare la loro casa e le loro occupazioni (Saba deve lasciare la sua storica libreria antiquaria) per fuggire in altre parti d’Italia.

Qui ritroviamo Lina forte e calma, a fronte di un Saba sempre fragile e soggetto a crisi nervose, che serve serenamente un caffè a Montale che li va a trovare nel loro rifugio segreto di Firenze.

Secondo Francesco Alberoni un innamoramento autentico ha basi molto forti e, in caso di tradimento,  dopo il periodo di lutto causato dal terribile dolore della rottura del patto di fedeltà, la coppia ha un’occasione unica di rinnovamento, di ritrovare la sincerità, di ridiscutere e, di abbattere il fantasma del terzo che si è introdotto, di uscirne persino rafforzata.

Il perdono di Saba nasce dalla dimestichezza del poeta ad analizzare le sue emozioni, la sua storia di vita, drammatica già alla nascita, che lo ha portato a identificare in un primo momento la moglie con sua madre, anch’essa abbandonata da un uomo, e poi a spingerla a ripetere il suo copione.

Ma c’è più. Quando Lina si è ribellata e lo ha tradito, ha rotto il fil rouge che la legava nella mente di Saba all’immagine di sua madre ed è diventata per lui una donna diversa: è diventata se stessa. Forse per la prima volta Umberto Saba l’ha vista per quella che era: Lina e solo Lina. Potremmo addirittura azzardare l’ipotesi  che in realtà  si innamora veramente di lei dopo il suo ritorno, quindi dopo il suo tradimento.

Dopo essersi “visti” per quello che erano veramente e non per le loro proiezioni inconsce, i due coniugi sono rimasti molto uniti per tutta la vita. Le lettere tra i due, un lungo epistolario non ancora pubblicato completamente, sono affettuosissime e scritte da due anime molto vicine.

Come molte coppie affiatate e simbiotiche i Saba moriranno a pochi mesi di distanza ormai anziani. Prima Lina e poi Umberto.

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Giusy Cafari Panico

Giusy Cafari Panico (email), laureata in Scienze Politiche a indirizzo politico internazionale presso l’Università di Pavia, è studiosa di geopolitica e di cambiamenti nella società. Collabora come sceneggiatrice con una casa cinematografica di Roma, è regista di documentari e scrive testi per il teatro. Una sua pièce: “Amaldi l’Italiano” è stata rappresentata al Globe del CERN di Ginevra, con l’introduzione di Fabiola Gianotti. Scrittrice e poetessa, è direttrice di una collana editoriale di poesia e giurata di premi letterari internazionali. Il suo ultimo romanzo è “La fidanzata d’America” ( Castelvecchi, 2020).

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