La fine dell’attrazione

12 Dicembre 2020



La fine dell'attrazione
La fine dell'attrazione

L’attrazione erotica intensa tra due persone e che ha una sorgente emotiva profonda si verifica nell’innamoramento.

La passione si esprime attraverso un desiderio ingovernabile che nasce negli strati profondi del nostro inconscio. Non si può né ignorarlo né contrastarlo, anche se può succedere che l’attrazione erotica si spenga come accade a molte coppie durante questa emergenza sanitaria. Alcune hanno ritrovato intimità durante la quarantena, altre invece, vedendosi ogni giorno, hanno aumentato le tensioni e perso il desiderio che forse già si stava spegnendo. In questo caso ci si chiede come mai un’attrazione, che è stata nel passato condivisa da entrambi, venga meno e il desiderio cambi direzione e investimento.

Una così forte variazione nei confronti del partner si verifica quando interviene in noi una trasformazione, spesso inconsapevole.

Chi inizia a rifiutare una persona che ha desiderato fino a poco tempo prima, spesso rimane turbato e non riesce a darsi una spiegazione. Il rifiuto fisico che si manifesta ha radici così profonde che non è facile da cogliere né da comprendere immediatamente. È il tuo corpo che ti dice che quella persona non ti piace più o comunque non abbastanza. Perché? Come può accadere? Le ragioni sono individuali, molteplici e non necessariamente legate a un nuovo incontro. Le più forti sono inconsce, quindi spesso si comprendono solo in seguito, perché l’individuo deve avere il tempo per riconoscerle ed elaborarle.

La sensazione è che il desiderio se ne vada, evaporando senza lasciare traccia, anche quando nel passato sia stato vissuto, percorso e appagato reciprocamente. È proprio questo che rende incomprensibile il suo svanire. Ma cosa ci dice questo? Che dobbiamo riconoscere la potenza espressiva del corpo e il suo linguaggio perentorio che non può non essere ascoltato e rispettato.

La caduta del desiderio è pertanto un segnale sintomatico di un disagio emozionale e affettivo, che implica una presa di distanza dall’altro.

La riflessione deve dunque partire da se stessi, e non trovare solo nell’altro e nei suoi comportamenti la ragione unica del rifiuto.

Ricordo due casi clinici che chiariscono bene come l’inconscio, parlandoci attraverso il corpo, sia molto preciso nelle sue immagini e suggestioni.

Un paziente mi raccontò che un giorno, osservando la sua fidanzata a cui era legato da tempo, “scoprì” improvvisamente quanto il naso della ragazza fosse “orribile”, quasi appartenesse a un animale. Allo stesso modo un’altra paziente mi riportò che, guardando le gambe del suo ragazzo, improvvisamente le vide con sembianze equine.

Furono segnali forti per loro, ma anche molto angoscianti.

In seguito entrambi si resero completamente consapevoli di aver elaborato il rifiuto dell’altro attraverso la proiezione sul partner di un’immagine inconscia, molto primitiva, ma che conteneva anche un messaggio di verità; solo con il tempo riuscirono a comprendere e razionalizzare quali fossero anche gli aspetti della personalità del partner che avevano impedito loro di continuare il rapporto.

Il corpo non inganna, la carne è intelligente.

Condividi questo articolo

La fine dell'attrazione

Claretta Ajmone

Clara Ajmone, psicologa clinica e psicoterapeuta, ha lavorato per più di trent’anni in ambito psichiatrico, nelle Strutture Territoriali e Ospedaliere del Servizio Sanitario Nazionale. Fino al 2009 è stata Responsabile della Struttura di Psicologia dell’Ospedale di Niguarda, dove ha svolto attività di Psicoterapia individuale, familiare, di coppia e di gruppo. È stata didatta e tutor per psicologi allievi di varie scuole di psicoterapia.

Back to Top