Le leggi dell’amore, le conosci?

23 Settembre 2019



Le leggi dell'amore, le conosci?
Leggi dell'amore tra dama e cavaliere

Le leggi dell’amore  sono ancora valide? Intorno all’anno mille nacque l’amore cortese. Fu un fenomeno  straordinario, un impulso creativo che produsse un  nuovo fiorire di musica e poesia, una poesia così ispirata da forgiare la lingua.  Le corti d’amore  raggiunsero la massima diffusione tra il il XII e il XIII secolo.

Erano corti nelle quali si parlava molto d’amore: si riteneva  che l’amore avesse delle leggi che dovevano essere conosciute e onorate e, soprattutto che l’amore si doveva meritarlo. Si insegnava anche a guardare dentro se stessi per comprendere i propri sentimenti, per esempio, che non si possono amare  due persone contemporaneamente.

Si insegnavano le leggi dell’amore a chi voleva amare. Che l’amore richiede dedizione, impegno, serietà (di entrambi) e che sia tu sia la persona che ami dovete avere reciprocamente un contegno ineccepibile. Ma anche l’importanza di dare valore all’amore, di metterlo al di sopra di tutto, di preservarlo, custodirlo. Si avvisava che vi sono cose che uccidono l’amore come l’avarizia (sentenza n. 10),  o che l’amore sempre cresce o diminuisce (sentenza  n. 8). E si cercava di rispondere alla domanda di ogni innamorato: come faccio  a capire se mi ama? Un innamorato è sempre timoroso  (sentenza n. 4 ) –  e che devo fare in modo che mi dimostri di meritare il tuo amore (sentenza 18-  Solo il merito rende degni d’amore). E ancora, che la gelosia nasce dall’amore….

Molti punti di questo piccolo elenco sono sconosciuti alle persone che oggi cercano di capire i motivi dei loro problemi d’amore (magari rivolgendo le loro domande nei gruppi di facebook), e sarebbero un utile conoscenza, in un periodo come quello odierno, in cui sotto all’idea che l’amore sia facile e ovunque disponibile, vi è tanta solitudine e incomprensione.

Questo perchè abbiamo scordato che l’amore è anche una forma di comunicazione di alto livello, è la scelta di un modo di vivere, di una propensione culturale, di uno stile, di un autoeducazione, di una sincerità reciproca che  costano fatica.

Nelle Corti d’amore (Stendhal, Dell’amore) , venivano emesse “sentenze sia su questioni di diritto, ad esempio: l’amore può esistere tra gente sposata? Chi ama può desiderare di fare l’amore con altri?

A guidare le corti e ad emettere i giudizi e a dare suggerimenti  erano donne di chiara fama e saggezza, esperte d’amore:  venivano chiamate a dirimere questioni di cuore e si riteneva il loro giudizio di grande valore. Alcune tra le corti più rappresentative erano quella della dama di Guascogna, di Ermengarda, della viscontessa di Narbona (1144-1194), la corte della regina Eleonora, della contessa di Fiandra, della contessa di Champagne (1174).

 

Stendhal racconta

 

Le tenzoni erano dispute su soggetto d’amore che si facevano tra cavalieri e dame poeti parlando insieme di qualche bella e sottile questione d’amore; e dove non potevano trovare accordo, le inviavano per averne la definizione, alle illustri dame presidentesse che tenevano corte d’amore aperta e plenaria a ‘Signe’ e a ‘Pierrefeu’, o a ‘Romanin’, o ad altre, e su quelle si emettevano sentenze che erano dette LE SENTENZE D’AMORE.

 

I giudizi erano espressi da motivazioni

 

DOMANDA: “Il vero amore può esistere tra persone sposate?” GIUDIZIO della contessa di Champagne: “Diciamo e assicuriamo, dalla percentuale dei presenti, che l’amore non può estendere i suoi diritti su due persone sposate. Infatti gli amanti si accordano tutto, reciprocamente e gratuitamente senza esservi costretti da alcun motivo di necessità, mentre gli sposi sono tenuti, per dovere, a subire reciprocamente l’uno la volontà dell’altro, e a non rifiutare niente l’uno all’altro.. “Che questo giudizio, che abbiamo reso con un’estrema prudenza, e secondo il parere di un gran numero di altre dame, sia per voi una verità costante e irrefragabile. Sentenziato così. Nell’anno 1174, il terzo giorno delle calende di maggio. Convocazione VIII.”

Queste sentenze avevano un peso, perché il trasgredirle comportava la perdita dell’amicizia con la dama e la sua corte d’amore, l’isolamento, il discredito.

Le corti d’amore erano anche itineranti

In esse oltre a disputare, si componevano romanze in stile provenzale e si cercava con grande sensibilità e umanità di definire un’etica dell’amore. Perché l’amore potesse avervi il posto adeguato. Infatti venne anche stilato un codice d’amore, di grande raffinatezza, che reca il segno di lunghi ragionamenti e approfondimenti.

Lo propongo al lettore perché si renda conto di quanto la cultura attuale sia, in questo campo, assai più superficiale e come in quelle corti si esprimesse un’alta cultura che è anche stile. Leggendolo ci accorgeremo di quanti inganni siamo in questa epoca di grande emancipazione solere cadere vittime,  perchè ignoriamo quasi tutto delle leggi dell’amore e conosciamo solo quelle dell’attrazione erotica

CODICE D’AMORE DEL XII SECOLO

 

1 Il motivo del matrimonio non è da allegare come scusa legittima per l’amore.

2 Chi non sa nascondere, non sa amare.

3 Nessuno può legarsi a due amori.

4 Si sa che l’amore sempre cresce o diminuisce.

5 Non ha sapore ciò che l’amante prende di forza all’altro amante.

6 Il maschio non ama in genere se non nella compiuta pubertà.

7 E’ prescritta a uno degli amanti, per la morte dell’altro, una vedovanza di due anni.

8 Nessuno senza una ragione più che valida deve esser privato del suo amore.

9 Nessuno può amare se non vi è spinto dalla persuasione di amore (dalla speranza di essere amato).

10 L’amore di solito è cacciato di casa dall’avarizia.

11 Non conviene amare coloro di cui ci si vergognerebbe di desiderare le nozze.

12 L’amante vero non desidera gli amplessi di altri ma solo quelli provenienti dall’affetto dell’amante.

13 L’amore raramente è solito durare una volta divulgato.

14 Il successo troppo facile toglie presto incanto all’amore: gli ostacoli ne accrescono il valore.

15 Ogni persona che ama impallidisce alla vista dell’amante.

16 All’apparire improvviso dell’amante, il cuore trema.

17 Un nuovo amore obbliga il precedente ad andarsene.

18 Solo il merito rende degni d’amore.

19 L’amore che diminuisce rapidamente cade e raramente riprende vigore.

20 L’innamorato è sempre timoroso.

21 Dalla vera gelosia cresce sempre il sentimento d’amore.

22 Dal sospetto nasce la gelosia e cresce il sentimento d’amore.

23 Dorme meno e mangia meno colui che il pensiero d’amore tormenta.

24 Ogni azione dell’amante termina nel pensiero della persona amata.

25 Il vero amante non trova nulla di buono se non in ciò che pensa possa piacere alla persona amata.

26 L’amore non può rifiutare nulla all’amore.

27 L’amante non può saziarsi del piacere della persona amata.

28 Una piccola presunzione fa pensare che l’amante sospetti cose sinistre della persona amata.

29 Un’eccessiva abbondanza di piaceri impedisce l’amore.

30 Il vero amante è occupato dall’immagine della persona amata, assiduamente e senza interruzione.

31 Niente impedisce che una donna sia amata da due uomini, e un uomo da due donne.

(Stendhal “Dell’amore”)

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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