Chi paga?

18 Aprile 2020



Chi paga?
Chi paga?

Gentilissima dottoressa,

poco prima della quarantena, ho interrotto una relazione con un collega di lavoro, che era cominciata solo due mesi prima. Lui occhi sinceri, è profondamente timido e silenzioso. Nelle uscite c’erano lunghi silenzi e a volte mi sentivo quasi da sola. Tra noi c’è stata subito una buona intesa che, per il suo modo d’essere, non mi sarei mai aspettata.

Ha più volte fatto delle battute sulla parità di genere, allorché mi sono ritrovata spesso a pagare i conti al ristorante, al bar, al cinema (anche quando era lui ad invitarmi) perché era molto restio a tirar fuori il portafogli e io invece già alla prima uscita avevo dimostrato la mia disponibilità a partecipare. Nelle gite fuori porta, oltre a dividere equamente le spese, ha preteso anche i soldi del carburante.

Non è mai venuto a prendermi a casa, anzi, l’ho dovuto sempre raggiungere nella sua città con la mia macchina e non si è mai preoccupato di mandarmi un messaggio, a tarda notte, per sapere se ero arrivata. Insomma è come se ci fosse stata un’inversione di ruoli: io uomo, lui donna. Per un episodio legato, come al solito, a faccende pecuniarie, in seguito ad un litigio, ho deciso di chiudere anche se sento di provare qualcosa per lui. Naturalmente non ci vediamo e non ci sentiamo da oltre un mese. Ho sbagliato io? Davvero questa parità ci deve portare a sentirci e a comportarci da uomini? Si puo rimediare o devo lasciar perdere?

Grazie

Barbara

Cristina Cattaneo BerettaGentile Barbara,

Le questioni di denaro, ciò di cui meno si parla  sono uno dei registri più confusi tra uomo donna.  E  tuttavia,  quando due persone iniziano a uscire insieme,  il modo di gestire il “vil denaro” incide più di quanto si pensi sul significato che ciascuno di loro attribuisce alla relazione. Ci sono uomini che si offendono se lei vuole pagare e altri che pensano che una donna sia una sorta di camerata e che sia giusto dividere tutto. Ma quando ci si innamora le cose cambiano e le regole sociali spesso non vengono di fatto seguite.

Quando un uomo prova un vero interesse, quando in lui sta nascendo un vero affetto per una donna, ha una spinta fortissima a dimostrarglielo in tutti i modi.  Vuole renderla felice, farle passare dei momenti belli, portarla in un luogo se possibile indimenticabile.   Insomma fa tutto quello che può, in relazione alla sua situazione, per farla sentire unica, desiderata, amata.  E pagare la cena è solo il  modo più facile e scontato. Non dimentichiamoci che abbiamo alle spalle una lunga storia evolutiva in cui il maschio doveva dare un segnale alla femmina: che si sarebbe occupato di lei e della loro prole, che li avrebbe difesi e protetti. E il denaro ha mantenuto il significato simbolico di protezione, perchè serve a comprare tutto ciò che serve.

Venendo al suo caso ho l’impressione che le idee di questo signore sull’emancipazione c’entrino poco e che il comportamento del suo collega  sia solo un segnale della  sua povertà umana , della sua avarizia, del suo egocentrismo. Cosa è disposto a fare? Guardi la cosa senza pensare che siete uomo e donna. Lei prende l’auto, lo raggiunge nella sua città, spesso paga il ristorante, il cinema, il caffè. Lei si espone per stare con lui, dimostrandogli  la sua volontà,  il suo desiderio di stare insieme. Il suo amico, invece  usa appositamente e a sproposito, un tema che pesa sul cuore delle donne: la parità, solo per nascondere la sua indolenza.

Forse vi sono delle attenuanti alla maleducazione di questo signore, per esempio il fatto che siete colleghi – i colleghi sono abituati ad andare a pranzo e ognuno si paga il suo. Ma ora voi siete due innamorati e non due colleghi: perché non venirla a prendere a casa o farla tornare a casa da sola magari tardi se può riaccompagnarla? Perchè non fare una telefonata, non farle sentire che gli importa di lei ?

No, cara signora, lei non ha perso proprio niente di valore. Meglio tagliare subito una relazione allo stato iniziale che trovarsi invischiati in situazioni spiacevoli.  Il senso di vuoto che prova in questo momento va solo occupato con un altri interessi,  con persone  migliori, con un uomo  più generoso, più aperto, più fiducioso e ottimista. Più simile a lei.

Tenga presente che  la “parità” in amore c’è sempre stata, ma solo nel vero amore, perché entrambi considerano l’altro l’essere più importante e ognuno desidera dare all’altro  tutto quello che può offrire, quello che ha.

E il denaro  è solo una metafora del dono di sè: lei avrebbe potuto iniziare a uscire con un uomo poverissimo che le confessava candidamente subito che non poteva  pagare la sua parte. Ma se quest’uomo fosse stato innamorato di lei avrebbe fatto  in tanti altri modi dono di sé in modo da farla sentire amata e si darebbe da fare con tutta l’energia possibile per cambiare la situazione, forte del suo amore.

L’amore non è mai conteggio.

 

Cristina Cattaneo Beretta

 

 

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Chi paga?

Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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