Gioco e amore

25 Gennaio 2019



Gioco e amore
Gioco e amore

In una società pacifica la competizione umana è sempre elevatissima. La troviamo in tutti i campi. Nel terreno professionale per fare carriera, in quello commerciale come negoziazione vantaggiosa, successo economico nella concorrenza, in politica come competizione per il voto e conquista del potere, in campo erotico amoroso come competizione, seduzione, conquista gelosia e quando cessano queste attività, per esempio in tempo di vacanza o in pensione, la mente umana ha inventato dei giochi competitivi, di cui il burraco è un ultimo esempio.

Tutti coloro che praticano uno sport competitivo si riuniscono fra di loro e creano una comunità di persone che si conoscono personalmente, organizzano riunioni e competizioni periodiche ed hanno al loro interno una gerarchia di valore sportivo Nelle grandi città sono sopravvissuti circoli esclusivi come il circolo degli scacchi, il circolo della caccia, del polo, del golf, del tennis, di scherma. Ma vi sono anche circoli nel campo del gioco di carte come quelli di bridge e di poker. Esse sono tutte comunità ma costituiscono delle comunità anche le scuole di pugilato, di karate e di ogni altra specialità sportiva.

Perchè il gioco competitivo ha bisogno di una comunità ordinata attorno a sé? Perché nella società civile la competizione viene ordinata da regole informali ma soprattutto dalla legge. In mancanza di questo diventerebbe sopraffazione e violenza. Ora, qualunque gioco competitivo produce eccitamento e frustrazione e può diventare violento. Esso ha bisogno di una comunità formata da gente che condivide gli stessi valori, le stesse regole, che le rispetta perché le ha interiorizzate, è abituata alla sconfitta come alla vittoria. La competizione in questo modo si svolge fra uguali di fronte ad uguali, in un campo sociale di lealtà e di solidarietà che le impedisce di debordare. I membri della comunità perciò fungono collettivamente come garanti e giudici di gara al di sopra delle parti in conflitto. E questo ha consentito competizioni estremamente pericolose come i tornei medievali o gli incontri di pugilato.

Diciamo ora qualche parola sul gioco d’azzardo come è praticato nei grandi casino. Qui l’individuo non gioca contro un avversario, anche se ci sono strategie di gioco come nel Chemin de Fer e il Baccarà, ma contro il banco, cioè contro il fato, la fortuna il destino. Ed è un gioco senza fine perché se vinci vuoi vincere di più e, se perdi, ti vuoi rifare. Spesso i grandi giocatori sono persone ricche che nella loro vita hanno rischiato e sono stati molto fortunati e sfortunati. Costoro giocano un po’ del loro abbondante denaro per vedere se sono fortunati o sfortunati.

E da ultimo parliamo dell’amore. L’innamoramento è imprevedibile come il gioco, tu metti tutto il tuo affetto, tutto il tuo desiderio su una persona che in fondo non conosci e che non ti conosce e ti aspetti che lei risponda. Ma anche quando lei ti darà una risposta positiva, farà all’amore con te, ti dirà che ti ama tu non saprai se veramente ti ama nello stesso modo in cui la ami tu. Perciò l’innamorato sfoglia la margherita in continuazione “mi ama, non mi ama, mi ama non mi ama”. Perché quando sei innamorato sei legato con una catena a quella persona e a lei sola l’unica cosa importante e se lei ti ama a sua volta nello stesso modo, cioè se anche lei è legata a te da una catena della stessa forza che ti lega a lei. E se non lo è devi essere ben pronto a scappare per non diventare schiavo dell’incantesimo.

Nel gioco dell’amore vi sono due tipi di competizione, la competizione con un rivale per avere quello che ti piace e quella per conquistare l’amore di chi ami. Ed è questa quella decisiva perché con un errore puoi perdere tutto. E non è detto che, facendo tutte le mosse giuste, tu vinca. Perché in questo gioco il peso del caso assomiglia più al gioco d’azzardo che a quello del Burraco. A volte l’altro non ti corrisponde qualsiasi cosa tu faccia perché è inadatto, o non è pronto, o e già impegnato. Perché non vuol cambiare o perché sei tu ad essere incerto a non voler rischiare. Ma anche l’analogia col gioco d’azzardo è limitata. Nell’azzardo se perdi puoi vincere la prossima volta, nell’amore erotico è lo stesso, ma nell’amore dell’innamoramento se perdi hai perso per sempre. In questo il grande amore è come la guerra o vinci o perdi e se perdi vieni annientato devi ritirarti andare in esilio, ricostruire tutto daccapo.

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Gioco e amore

Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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