I nuovi paria

18 Settembre 2022



I nuovi paria
I nuovi paria

Ci viene sempre più spesso detto che nelle società occidentali vi sono molti uomini che non riescono ad avere rapporti amorosi e sessuali continuativi o occasionali con una donna.

Al punto che è stato creato un neologismo gli “ incel” (involuntary celibate). Anche nel passato c’erano tanto maschi quanto femmine che venivano espulsi dall’ordine sessuale o ne venivano collocati ai margini. In diverse società contadine ad ereditare la proprietà era il primogenito e i suoi fratelli non riuscivano a sposarsi. Nell’aristocrazia il figlio cadetto entrava in un ordine religioso e le femmine in un convento. Ma nella maggior parte della società umane funzionava un meccanismo istituzionale per cui quasi tutti i maschi e quasi tutte le femmine trovavano un compagno. Spesso provvedevano a questo le famiglie che talvolta combinavano il matrimonio quando erano ancora bambini, oppure in giovane età o nell’adolescenza.

In seguito è diminuita l’importanza della scelta della famiglia è aumentata la libertà di scelta degli sposi. Tutti comunque dovevano sposarsi e fare dei figli e quindi maschi e femmine andavano alla ricerca della persona che piaceva loro e dava garanzie di essere un buon marito o una buona moglie. È in questo periodo che è stato molto importante l’innamoramento una intensa esperienza di intimità, affetto e comprensione reciproca. In questo modo la società occidentale si è riempita di coppie con figli, la famiglia nucleare in cui in pratica tutti i maschi avevano una donna e tutte le donne un uomo, qualche volta per tutta la vita e più spesso per lunghi periodi. Questa è anche l’epoca degli “amanti” perché accanto al rapporto ufficiale poteva esserci un rapporto erotico amoroso clandestino e segreto, anch’esso a forma di coppia. Questa struttura che consentiva di evitare l’esclusione di masse di persone dall’ordine erotico sessuale è andata in crisi con l’eguaglianza femminile o meglio con l’eliminazione delle differenze fra maschio e femmina.

La differenziazione dei sessi corrispondeva a funzioni differenziate. La donna, in quasi tutte le società, si occupava della casa, del nutrimento, della cura dei figli, degli anziani, il maschio dei lavori più pesanti e spesso dei rapporti esterni. La famiglia coniugale poteva vivere grazie all’apporto di entrambi i coniugi. Anche se a portare a casa del denaro era uno solo, l’altro ci metteva un contributo lavorativo ed emotivo indispensabile. Da quando la donna studia lavora e fa carriera ciascuno è in condizione di vivere anche da solo, non ha bisogno di un compagno. Anzi, la presenza di un compagno e ancora più di un figlio, la ostacola nella sua carriera professionale. Il sistema produttivo moderno non ha bisogno di coppie come l’agricoltura e l’artigianato del passato. Ha bisogno di individui singoli che si spostano dove serve senza impedimenti o esitazioni.

La stessa funzione può essere svolta indifferentemente da un uomo o da una donna, maschi e femmine sono intercambiabili. In fondo dal punto di vista economico produttivo potrebbero scomparire anche le differenza fisiche, corporee fra maschi e femmine e questo già in parte avviene con la mascolinizzazione della donna, il suo sviluppo muscolare ed anche nel comportamento sessuale, in cui il sesso è stato separato dall’amore. Un altro segno di questa tendenza ad eliminare i sessi, lo vediamo negli studi sul gender e nella diffusione della omosessualità come modello di vita. Lo vediamo infine nella separazione fra amore e procreazione, nella separazione di maternità e procreazione. La nostra società , dopo l’utero in affitto è pronta alla produzione di uteri artificiali come immaginato da Aldous Huxley ne Il nuovo mondo e quindi con la eliminazione del concetto di genitore naturale.

Ma tutto questo non elimina la sessualità anzi le da un ruolo sempre maggiore perché, tolte di mezzo le istituzioni e i limiti da queste imposti, resta libera, senza freni, ma affidata alla pura attrazione e al piacere fisico. Ciascuno in sostanza può trovare piacere sessuale con un altro essere maschio e femmina senza legami, impegni. Quello amoroso sessuale è diventato un mercato aperto in cui ciascuno può cercare chi gli piace e con cui può godere. Ma un mercato aperto senza regole per sua natura crea diseguaglianze. Lo vediamo in economia dove crea super ricchi e miserabili. Nel campo erotico avviene lo stesso. Vi sono uomini estremamente desiderati. Quali? Quelli belli, giovani, eleganti, quelli famosi come i grandi calciatori, i grandi campioni, quelli, ricchi, ricchissimi esaltati ed elogiati dai mezzi di comunicazione. Con loro tutte le donne sono pronte ad accoppiarsi o a sposarli. E in compenso vi sono uomini che non sono belli o famosi ma brutti. I primi hanno un’enorme harem potenziale, quelli che non hanno niente e  non hanno doti che li distinguono, che non possono offrire niente, che non piacciono, vengono respinti, scacciati. Fino al momento in cui rinunciano. Alcuni si abbrutiscono diventano alcolisti, barboni. Sul piano erotico amoroso sono divenuti degli intoccabili, dei paria.

Sul tema vedi anche l’articolo I proletari affettivi.

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Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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