Parliamo di fedeltà

10 Ottobre 2019



Parliamo di fedeltà
Parliamo di fedeltà

Con la liberazione sessuale ed emozionale, ciascuno di noi è libero di innamorarsi e di realizzare il suo amore ed è libero di  avere rapporti sessuali quando e come vuole. Ogni limitazione, ogni proibizione, il richiamo a qualsiasi dovere vengono considerate delle imposizioni, degli abusi, delle interferenze indebite, a meno che non sia stato fatto un patto come il matrimonio, davanti allo Stato.

Il mondo erotico-amoroso non è perciò più regolato dalla morale e dal costume, ciascuno agisce in totale assoluta libertà, a meno che non infranga una legge. Ciascuno può perciò liberamente avere rapporti sessuali con un’altra persona senza dirlo al suo partner, come può dirgli “non ti amo più e me ne vado” quando e come gli pare.

Questo stato di cose è stato teorizzato da Bauman con il concetto di “società liquida”, un sistema sociale in cui sono svaniti tutti i legami, tutti gli impegni, tutti i doveri. Tolte le leggi morali obbliganti, resta la morale liquida, in cui     tutti sono liberi di seguire il proprio utile e il piacere immediato.

Ma la realtà sociale non è affatto liquida, è intessuta da legami forti, fortissimi, che vengono continuamente lacerati dall’  irruzione  di  questa libertà illimitata. Per esempio, nel legame creato dall’innamoramento. Questo è esclusivo, non sopporta nessun rapporto sessuale dell’amato con estranei. Il pensiero liquido subito accusa “sei geloso perché vuoi possederlo, schiavizzarlo”.  In realtà  sono geloso  perché l’innamoramento è oblativo, generoso.  Ma anche esclusivo. Lo è sempre stato,  in tutti  i paesi del mondo. Perciò se il tuo amato ha anche un solo rapporto sessuale con un altro provi un dolore straziante. Per chi tradisce non è nulla, ha il pieno diritto di farlo, ma per chi lo subisce è un tormento. Nel caso di innamoramento bilaterale, entrambi sono spontaneamente fedeli, ma anche in questo caso, sotto la spinta della morale liquida, uno dei due può cedere ad una tentazione e l’effetto è catastrofico. Distrugge quello che potrebbe essere il più importante amore della sua vita.

Nella nostra società in realtà si stanno scontrando due morali: la morale esclusiva e la morale permissiva. La morale dell’amore e quella libertina. La morale solida e quella liquida. La morale liquida ci dice che possiamo fare tutto, diventare un imprenditore come Zuckenberg, un seduttore come Don Giovanni. Poi mi dice che posso lasciare una persona che mi ama disperatamente con un  messaggino: “non ti amo più. Amo un altro”. La persona lasciata soffre atrocemente, entra in depressione, se si suicida io non devo avere sensi di colpa. E non violo la legge se la tormento psicologicamente, se la inganno, se la derubo senza che lei  se ne accorga.

Eppure io so che queste azioni sono sbagliate, sono colpevoli. Davanti a cosa? La morale  liquida mi dice “davanti alla tradizione, al passato, alla religione, tutte cose superate”. No. Io credo che in tutte le menti ci sia un deposito di principi morali che trovi in tutte le società e in tutte le culture. Ed è questa morale universale che deve essere restaurata, riportata in primo piano. La morale liquida deve essere controllata da principi che frenano l’impulso immediato e l’arbitrio e, nello stesso tempo, consentono spazi di libertà. La parola “principio morale” non indica un desiderio, un impulso, ma qualcosa che è buono o cattivo, giusto o ingiusto, da fare o da non fare. È su questi principi morali che sono fondate le leggi, religiose o laiche.

Nel campo dell’amore è la morale universale con l’impegno, il rispetto della parola data e l’esercizio della volontà che consente la formazione della coppia, la convivenza e la vita sociale. Anche la fedeltà dell’amore deve essere perciò voluta,  rinunciando a seguire gli impulsi più stupidi e capricciosi.

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Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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