Una smisurata libertà

23 Dicembre 2019



Una smisurata libertà
Una smisurata libertà

L’esperienza fondamentale di questa epoca , un’ idea nuova che  ha contagiato tutti è che  come singoli individui  ci sentiamo liberi  di   fare qualsiasi cosa. Hai   la percezione di poter esercitare la tua azione  liberamente e ovunque.  Questa idea dell’uomo libero di agire che ha infinite possibilità è assolutamente nuova e forse  la sua comparsa fa da spartiacque  fra due epoche diverse:  il ventesimo e il ventunesimo secolo.
Tu puoi agire liberamente senza qualcuno che ti dia delle regole, ti dia  il permesso. che ti autorizzi  o che ti  protegga  perché il rapporto e sempre pensato come uno ad uno. In questa grande estrema libertà però noi competiamo con tutti.  Tu sei libero di fare qualsiasi cosa ma cosi pure qualsiasi altro. E anche se alle nostre spalle vi sono secoli di scritti filosofici  sul problema della libertà, noi, forse per l’immaterialità di internet  che ci nasconde la fisicità degli avversari,  immaginiamo di agire in uno sterminato campo vuoto, come se il mondo fosse una sterminata pianura  e lo facciamo senza che ci sia qualcuno che ce lo ordina ce lo proibisce senza bisogno di un governo, di una organizzazione che  ti protegge.  Senti che puoi agire liberamente come persona singola. è  la prima volta  al mondo  che questa idea circola tra le persone comuni.  E sei convinto che se hai una buona idea  puoi avere  un grande successo, un grande impatto. E’ l’idea dell’uomo fatto da se che viene portata alle estreme conseguenze .

Poi c’e anche un’altra idea collegata a questa, che la vita sia  tutta come una pianura senza il tempo, senza l’invecchiamento  senza memoria e tu ti senti libero di ricominciare, pensi che ti sia possibile  chiudere e ricominciare e ti sembra sempre possibile fare tutto. L’uomo moderno è convinto che le esperienze che ha  fatto non gli lascino dei segni indelebili, delle ferite, dei ricordi, delle cesure della mente, de  blocchi, dei solchi,  dei segni   indelebili. L’uomo moderno si immagina come une un  disegno, un blocco di plastilina  che puoi  volontariamente cancellare e rifare diverso, a cui puoi cambiare la testa o le braccia allungare le gambe.

Per questo sempre più donne e sempre più uomini  non vogliono  legarsi subito  da giovani,   vogliono incominciare la vita facendo diverse esperienze quasi ad assaporate a pregustare la varietà di avventure e di piaceri che potranno provare  in futuro, gustare la straordinaria libertà che vedono davanti a loro. Sta forse arrivando un periodo  in cui si teme l’amore esclusivo di coppia  perché  diventa un ostacolo alla formazione, alla ricerca di lavoro,  alla carriera  e si va diffondendo  il convincimento  che è meglio stabilire una relazione che non  ti tenga  imprigionata, che non impedisca altre esperienze.  Molti pensano di sostituire   il grande amore che dura  con altre esperienze più brevi e più intense, che immaginano  di poter iniziare e interrompere a piacimento. Ma è possibile continuare a  lungo in questo stato?  Non abbiamo anche noi bisogno di qualcosa di stabile pur  nella varietà e nella libertà? E se non lo troviamo più nell’amore e nella coppia dove lo troveremo? Nell’amicizia affettuosa  delle donne con le donne e degli uomini con  gli uomini, o in nuovi tipi di relazioni e di legami che ora non conosciamo ancora?

 

 

 

 

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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