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Il paradiso delle signore

15 Maggio 2026



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15L'eredità di Filippo Tommaso Marinetti, con la sua provocatoria volontà di "bruciare musei e biblioteche" per liberare la dinamica del presente, non è affatto un cimelio del secolo scorso. Al contrario, questa pulsione verso la rottura radicale persiste nelle avanguardie contemporanee. Si pensi al Punk, nato con il marchio di "buono a nulla", o al Rap dei ghetti newyorchesi: entrambi i movimenti hanno agito come agenti di frammentazione dell'identità e di sfiducia nelle istituzioni.

In un certo senso, hanno operato una mutazione antropologica, promuovendo un'idea di "umano diverso" ben prima che la diversità diventasse l'ossessione teorica di saggisti come Francesco Remotti.

Tuttavia, il binomio identità/diversità deve essere maneggiato con cautela. Spesso privo di riscontri in natura, esso attinge a ideologie dominanti che rischiano di scatenare confronti violenti. I "futurismi" di ogni epoca, infatti, si fondano paradossalmente su una serie di divieti: nel tentativo di sbarazzare la società dalle "scorie" del passato, finiscono per cancellare componenti vitali del presente, appoggiandosi al motto autoritario del "SI DEVE".

La Storia come monito

Se interroghiamo la Storia, la risposta sulla pretesa di definire l'avvenire a tavolino è crudele. Gli esempi abbondano:

Roma Antica: La lotta tra Ottimati e Popolari, entrambi convinti di "salvare Roma", ne decretò la caduta attraverso la violenza.

L'impero di Costantino: Fondare una "Nuova Roma" su Bisanzio fu un atto futurista, ma l'imperatore non poteva prevedere come il cristianesimo avrebbe trasformato e preservato il primato della Roma "abbandonata".

L'arte e la coscienza: Giotto, nella Cappella degli Scrovegni, fu inconsapevole annunciatore dell'umanesimo moderno.Queste esperienze dimostrano che le predizioni sono solo incentivi all'azione, mai anticipazioni certe di eventi futuri.

 

La trappola della temporalità

La nostra percezione del tempo complica ulteriormente il quadro. Nonostante la volgarizzazione della relatività di Einstein, a scala umana tempo e spazio restano separati. Viviamo in una "temporalità" scandita da cicli biologici e spostamenti, più che in un tempo lineare.

Nel sonno, ad esempio, perdiamo ogni capacità di misurare la durata; la memoria ci restituisce solo frammenti delle fasi di veglia. II futuro stesso attinge a questa evanescenza: è una logica ipotizzata che, per definizione, non potrà mai verificarsi nella forma prevista.

 

La Modernità e il "Paradiso" femminile

Il concetto di modernità viene spesso travisato come l'imperativo di spazzare via il passato, ignorando che la vera novità non deve necessariamente condannarlo. Un esempio lampante fu la nascita dei Grandi Magazzini nella seconda metà dell'Ottocento. A Milano, nel 1877, i fratelli Bocconi diedero vita a quello che sarebbe diventato "La Rinascente" (nome coniato da D'Annunzio). Non fu solo un'operazione commerciale, ma una rivoluzione sociale. Le donne, attraverso il cosiddetto "shopping", scoprirono uno spazio di libertà unico.

Indipendenza: Potevano muoversi senza mariti o protettori, diventando soggetti attivi.

Estetica e Socialità: Le vetrine scenografiche, le volte vetrate e le sale da tè trasformarono il consumo in un'esperienza di vita.

Questo è ciò che Émile Zola definì "II paradiso delle signore": un microcosmo dove la donna non era più solo "sposa o amante", ma protagonista della propria esistenza.

 

Conclusione: Il rigetto del morbido

È interessante notare come il Manifesto del Futurismo di Marinetti (1909) sia nato quasi in risposta a questa "femminilità" emergente fatta di morbidezza, salotti ed eleganza.

Ricordiamo due tra gli undici punti elencati nel Manifesto:

  1. Noi vogliamo glorificare la guerra — sola igiene del mondo —

il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertarii,

le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

  1. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie

d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo

e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

Il futurismo reagì non solo esteticamente, ma politicamente, con una durezza che avrebbe presto lambito le sponde del fascismo, prima della Guerra del 1914, contrapponendo il culto della velocità e del metallo a quel "paradiso" di libertà e consumo che stava nascendo nel cuore della città moderna.

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Michel Besson Bernasconi

Originario di Grenoble, si è appassionato da giovane alla cultura e al patrimonio italiano. Ha svolto in Francia attività teatrale, sia come scrittore di testi che come attore, si è occupato anche di poesia, saggistica, fotografia e video. Ha operato come imprenditore in campo culturale. Ha pubblicato in italiano il saggio Maschere edizioni Altromondo. I suoi soggetti fotografici sono stati esposti in varie mostre, l'ultima a Grenoble nell'estate del 2025.

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