Allontanati da chi ti tratta male

12 Ottobre 2019



Allontanati da chi ti tratta male
Allontanati da chi ti tratta male

Gentile dottoressa,

Sono Rebecca, le scrivo non per una domanda d’amore di coppia, ma per qualcosa che ugualmente mi ferisce: sono separata da alcuni anni e vivo con i miei figli, i quali sono ormai giovani adulti, così stiamo imparando una vita nuova dopo un periodo molto travagliato. Ora, con grande determinazione, sono riuscita a ricostituire un gruppo familiare abbastanza sereno. Ma vedo che i miei figli, ora litigano spesso tra di loro su quisquilie, cosa che prima non facevano e io temo derivi dall’aver visto me e mio marito litigare spesso gli ultimi anni, perchè non voleva divorziare.

Ma non è tutto; dopo anni in cui ero fatta oggetto di continue critiche da parte di quest’uomo,  e stranamente questa dinamica si era ampliata a tanti settori della mia esistenza, la mia nuova vita è serena e vivo in mezzo a gente rispettosa e amichevole.

Ma ogni volta che torno a casa, da cui sono spesso lontana per lavoro, un lavoro che mi piace, sono riassorbita in un piccolo mondo di angherie e cattiverie che mi fa sentire imprigionata, mi scatena una rabbia reattiva e fa soffrire. La vicina di casa che non mi vede da due anni, appena incontra me e mi miei figli, ci aggredisce per la spazzatura. Inutile dire che siamo innocenti. La stessa donna mi deve ripagare un danno che ha fatto alla mia auto facendo manovra e che ha riconosciuto e che non ho esigito subito perchè avevo ben altri problemi. Ieri  gli ho chiesto una parte  della spesa in via amichevole,  veramente ridotta, ma non solo non vuole pagare perchè non l’ho fatto subito, mi ha assalita  insultandomi, dicendo, lei  casalinga femminista a me che sono divorziata “che lo avrebbe detto a suo marito”.  Ma è solo un esempio…..

che suggerimento ha per me?

 

 

 

Allontanati da chi ti tratta maleCara Rebecca,

lei sta toccando un tasto dolente che non riguarda un solo ambito ma tutti gli ambiti della società. Il tema comune è che non c’è più una condanna sociale verso tutti quei comportamenti che deviano da quelli che costituiscono lo stile di una comunità pacifica in tempo di pace, prosperità e cultura.

Un tempo non potevi divorziare, almeno nel mondo cattolico. Ma oggi quando un partner vuole il divorzio e l’altro no, costui pensa in molti casi che la volontà dell’altro sia un arbitrio indebito e se può distruggerlo o minare il suo equilibrio con sistematici maltrattamenti, ingiurie, rapine economiche, lo fa. Non pensa a tutti i gesti e gli atti che ha fatto e che hanno fatto disamorare l’altro e hanno segnato un punto di non ritorno. non capisce che vi è un punto superato il quale il vaso è rotto e non si può tornare indietro. Allora usa il bisticcio, il discredito, la violenza, il ricatto.

Uno dei risultati è che i bambini assistono a scene di continuo litigio e anche se non vorrebbero, imparano per contagio mentale a essere molto suscettibili, a riprodurle.

Ma anche i nostri rappresentanti politici e i talk show  e purtroppo molti giornali non ci mostrano mai lo sviluppo di un ragionamento,  solo litigi e partigianerie. Come accade su Facebook dove uno scrive una frase contro qualcuno e tutti gli amici rispondono facendo il tifo per l’uno insultando l’altro, senza in verità sapere niente di quelle persone.

La sua osservazione finale poi sarebbe umoristica se non fosse vera: la femminista casalinga che non paga un piccolo danno fatto a un’altra donna che lavora e è divorziata (quindi una donna che lei dovrebbe stimare e omaggiare) e minaccia di dirlo a suo marito, non possono che farci concludere con un’osservazione. Che le parole hanno nella maggioranza dei casi smarrito il loro senso. quella femminista sarà molto gentile con un’altra casalinga come lei, che ha passato la vita in un recinto.

Ma lei Rebecca ha saputo attraversare un guado e lasciarsi alle spalle una vita di bisticci e salire a un altro livello.  Esistoo livelli diversi dove non si perde tempo a litigare e si è rispettosi e produttivi. Continui pazientemente a mostrare in tutti modi e con l’esempio soprattutto ai suoi figli  che  vi è un altro modo di vivere e  non abbia pietà: tagli tutti i legami con il vecchio mondo.  Si allontani da tutti coloro che la trascinano indietro,  senza lasciarsi prendere dalla nostalgia del luogo natio o da qualche senso di colpa o dovere, perchè il male è contagioso.

E’ il suo essere vitale è il suo essere stata capace di cambiare  e inventarsi una nuova vita che questa donna che non può tollerare.

 

Allontanati da chi ti tratta male

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Allontanati da chi ti tratta male

Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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