Uscire dalla solitudine

5 Ottobre 2019



Uscire dalla solitudine
rubrica posta del cuore

Mi chiamo Grazia, ho 62 anni, ho due figli ormai grandi e sono divorziata da quando i ragazzi erano piccoli. in tutti questi anni mi sono occupata dei miei figli, del lavoro e ho avuto qualche relazione, ma ora sono sola. Vorrei tanto incontrare un uomo che mi sia al fianco, con il quale risentirmi viva. L’ho desiderato tanto, ma ormai non ci spero più. Eppure mi dicono tutti che non sono brutta. Ma quelli che si interessano a me proprio non mi piacciono e quelli che mi piacciono non mi guardano. Anche se in realtà non ho molte occasioni di conoscere persone. Mi sono ritirata in disparte, sono sempre più spesso sola e allora mi capita di accorgermi di sognare di essere con l’uomo che desidero e che lui mi ama e insieme facciamo tante cose. Ma poi mi risveglio e devo prendere atto di una realtà sgradita. Devo rassegnarmi?

 

 

Uscire dalla solitudineCara Antonella,

il problema che lei pone è più diffuso di quanto non si immagini. Molte persone, dopo aver subito più delusioni amorose, perdono la speranza e la fiducia di poter davvero incontrare una persona da amare e si rinchiudono in un bozzolo.

Non sempre sono consapevoli di questo atteggiamento di rinuncia , anzi più spesso lo fanno quasi senza accorgersene. Man mano che passa il tempo si abituano a vivere da soli e a non dover tener conto di un’altra persona e si ritirano in un ripetersi di abitudini. Mentre avvertono dolorosamente la solitudine e vorrebbero uscire e sentirsi uniti agli altri, hanno al contempo anche paura di essere feriti; di conseguenza, diminuiscono gradualmente le relazioni significative. Riducono i loro interessi, o, che è lo stesso, continuano a fare le stesse cose, non si fanno coinvolgere da una nuova attività o progetto, sono spesso riluttanti sospettosi e timorosi di non piacere.

E nel frattempo, quasi senza rendersene conto compensano la mancanza di rapporti significativi con sogni ad occhi aperti. Immaginano allora di incontrare l’uomo dei loro sogni, di fare con lui tutto quello che sognano e si incantano in questi pensieri dove tutto è realizzabile e facile.

Questo perché, nei sogni a occhi aperti, tutto si svolge come noi vogliamo, dato che siamo noi i registi, mentre nella realtà dobbiamo continuamente adattarci a una realtà inattesa, a reazioni e comportamenti degli altri che non avevamo previsto, e dobbiamo stare attenti a come ci comportiamo, a cosa diciamo. Insomma le relazioni arricchiscono la vita, ma ci chiedono molto investimento ed energia.

Dunque cara Antonella, a mio avviso sono proprio sogni che le fanno tanta compagnia e le occupano il tempo, il motivo per il quale lei si sta isolando sempre più.

La realtà nei sogni è sempre leggera, mentre avere a che fare con una persona richiede attenzione, diplomazia, e anche uno spirito di servizio che abituandosi a star soli si perde.

Per dare una svolta alla sua vita, l’unica cosa è cambiare i comportamenti , apprendere nuove abitudini. Nel romanzo Per dieci minuti , Chiara Gamberale racconta di una giovane donna in crisi col marito, che inizia a dare avvio al cambiamento con l’atto di volontà di fare una cosa nuova ogni giorno. Non importa se grande o piccola, importante o insignificante. Ma questa piccolo trucco funziona davvero e io la invito a provarlo. Faccia una cosa che non ha mai fatto prima, ogni giorno. Non ci pensi troppo, non si focalizzi sui particolari, si preoccupi soprattutto che in queste cose nuove che lei fa vi siano delle aperture sociali, la possibilità di nuove conoscenze. Lo faccia per tre mesi senza aspettarsi niente, ma senza smettere.

Cristina Cattaneo Beretta

 

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Uscire dalla solitudine

Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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