Come uscire dalla crisi della mondializzazione 1. I problemi della mondializzazione

28 Febbraio 2019



Come uscire dalla crisi della mondializzazione 1. I problemi della mondializzazione
Come uscire dalla crisi della mondializzazione 1. I problemi della mondializzazione

Questo tema sarà trattato in tre articoli successivi. Il primo si intitola: I problemi della mondializzazione, il secondo: La rivolta e una nuova elìte, il terzo: Una soluzione federale.

 

1) I PROBLEMI DELLA MONDIALIZZAZIONE

Nei primi due decenni del terzo millennio si sono sovrapposti due processi rivoluzionari. Il primo di carattere economico finanziario. Di colpo dopo la firma del WTO  nel 1994 è incominciato a formarsi un unico mercato mondiale del lavoro,  del capitale e delle merci. Di colpo si sono aperti gli enormi mercati asiatici con possibilità di decentrare imprese sul posto, far produrre i propri beni a prezzi più bassi e rivenderli in Europa con alti profitti. Contemporaneamente i nostri lavoratori si sono trovati in concorrenza con quelli dei paesi a basso costo di manodopera ed hanno perso il lavoro o sono stati sottopagati. Il mercato finanziario ha finito per dominare quello economico comperando, vendendo, fondendo, spostando imprese, senza più consentire ai governi nazionali di fare una vera politica economica. E questo processo ha consentito il formarsi di smisurati fondi d’ investimento internazionali che possono condizionare le politiche di tutti i paesi, salvo le superpotenze USA, Russia Cina e India.

Il potere su internet
Il secondo processo rivoluzionario che si è sovrapposto al primo è quello di internet, con la possibilità di connessioni e di informazioni istantanee fra miliardi di persone. In poco tempo questo processo rivoluzionario è stato monopolizzato sul piano ideativo, produttivo e gestionale da poche imprese multinazionali che continuano a fare innovazione programmando l’obsolescenza rapida dei modelli in corso e quindi obbligando a nuovi consumi. Un processo accelerato dal fatto che ogni minima innovazione costringe tutti gli utenti ad un continuo studio per aggiornamento che richiede tempi lunghissimi ed un intenso impegno mentale. La concorrenza esaspera questo processo per cui si può dire che una buona parte del tempo recuperato dalla velocità di comunicazione e di raccolta delle informazioni viene dissipata in continue sfibranti ricerche su come operare. E poichè l ‘apprendimento intuitivo del metodo avviene in giovane età, si assiste ad un rapidissimo invecchiamento tecnologico della popolazione con riflessi sul mercato del lavoro ed anche nella gestione della propria vita quotidiana che viene riempita da moduli sempre più complicati. Anche in questo settore si sono sviluppate delle superpotenze sovranazionali come Google, Facebook o, nel campo dei consumi, Amazon, che raccolgono informazioni dettagliate su tutti i consumatori grazie alle quali possono influenzarne i gusti, il pensiero, l’orientamento culturale e politico oltre a condizionarne i consumi su scala planetaria. Esse non possono essere arginate o regolate dai governi locali e di fatto fanno ciò che vogliono con clienti sempre più manipolati per dare loro profitti. Il risultato è che questo miglioramento tecnico non ha diminuito o facilitato il lavoro e non ha reso più efficiente la burocrazia pubblica.

I ricchi sempre più ricchi i poveri sempre più poveri

Questa duplice rivoluzione ha portato all’arricchimento smisurato di piccole minoranze e parallelamente alla scomparsa di attività commerciali, di attività produttive tradizionali, al fallimento degli artigiani, ha schiacciato la piccola imprenditorialità,   ha creato una classe di lavoratori precari e malpagati oltrechè una massa di disoccupati giovani e  di mezza età. Di qui un diffuso sentimento di disagio, di pericolo, la perdita di fiducia nel futuro per cui si incrinano o si spezzano i legami forti sostituiti con legami deboli o con rapporti aridi e vuoti. Se i giovani verso i vent’anni un tempo si fidanzavano si sposavano e dopo qualche anno avevano dei figli, oggi non lo fanno più perché sono disoccupati o perché studiano fanno stage all’estero. Tutto il mondo europeo si avvia verso la povertà e la solitudine.

 

 

Segue: La rivolta e una nuova elìte

 

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Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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