Il film mentale del tradimento

21 Ottobre 2019



Il film mentale del tradimento
Il film mentale del tradimento

L’erotismo maschile è discontinuo, vorace, corporale, promiscuo, legato al possesso sessuale e quindi nell’immaginario maschile le fantasie di tradimento sono sempre visive e legate all’atto sessuale. Perché nell’uomo l’erotismo tende sempre all’appropriazione del proprio oggetto d’amore, è cioè di tipo ‘oggettuale’. Anche l’uomo meno geloso, infatti, se tradito o se ha il sospetto di esserlo, si crea un film mentale in cui immagina l’amata mentre fa l’amore con l’altro, mentre prova piacere, mentre concede all’altro ciò che fino a quel momento era riservato solo a lui e il timore è che preferisca l’altro a lui.

Come accade in Eyes Wide Shut (1999) di Kubrick, in cui una fantasia di tradimento che ha avuto in passato Alice turba Bill, il marito, al punto che l’uomo viene perseguitato per tutta la notte da pensieri ossessivi su Alice che fa all’amore con lo sconosciuto, come se lei lo avesse tradito nella realtà. Immagini che diverranno sempre più ricorrenti e sincopate, un vero e proprio film mentale, con flash in cui vede la moglie a letto con l’altro.

Nella maggior parte dei casi, e gli studi e la cronaca purtroppo ce lo confermano, la gelosia scatenata dal film mentale del tradimento dà luogo a violenza o rabbia – fisica o verbale – che si scaglia sulla donna.

Ma vi sono casi in cui la reazione può non riversarsi sull’amata (si desidera preservare il proprio oggetto d’amore), ma sublimarsi nell’invidia mimetica, quando prevale il bisogno ancestrale di riaffermare la propria virilità. E il film mentale scatena una competizione di tipo sessuale.

Analizziamo un breve dialogo tratto dal film Closer (2004) di Mike Nichols.

Anna e Larry si conoscono, si piacciono e si sposano. Anna è adultera. Ed è innamorata dell’altro. Quindi decide di confessare la sua infedeltà e di lasciare Larry. Nonostante neppure Larry sia veramente innamorato, Anna gli piace, ne è eroticamente attratto, la desidera, e vuole che resti sua. Inoltre l’altro è un uomo che lui conosce e che ritiene un debole, un inconcludente, un rivale inadeguato.

“Ti scopa bene? È bravo? Meglio di me?” –  la aggredisce verbalmente quando lei gli confida di essere innamorata dell’altro. Sminuisce subito l’innamoramento di Anna riducendo l’amore alla scopata. In lui è già scattato il film mentale sul rivale che possiede sessualmente sua moglie. E la sua rabbia si riversa dunque sull’altro. E insiste, incalza, finché lei risponde: “Diverso”.

Con quella risposta, Anna evita i paragoni, muovendosi sul piano dei sentimenti, non del sesso. Ma Larry ha bisogno di aggrapparsi al confronto sessuale, alla competizione, perché la sua autostima e il suo potere sessuale non vengano sminuiti.

“Meglio? Dimmelo!” insiste.

“Più tenero”, ammette Anna. Il termine che usa allude nuovamente ad un’esperienza emotiva, legata al sentimento, non al sesso fine a se stesso.

Ma Larry non è ancora soddisfatto. Vuole scandagliare nel profondo, vuole i particolari. Il suo linguaggio, sempre più crudele, crudo e volgare, è teso a distruggere, a frantumare il film  mentale di un antagonista che mette in discussione la sua virilità e il suo possesso. Non una sola parola è legata all’amore, alla rottura dell’intimità, della coppia. Perché in lui prevale la competizione sessuale con un rivale che vuole annientare a tutti i costi.

Che si tratti di una fantasia o di un tradimento reale, nell’uomo è sempre l’immagine filmica dell’infedeltà fisica, sessuale a prendere il sopravvento. Anche le donne possono farsi dei film mentali, anzi, forse molto più spesso degli uomini, ma generalmente a prevalere è poi il dolore per la perdita dell’intimità e della complicità che si condivideva col partner. Mentre nell’uomo no. L’idea che la propria donna – amata o meno – gli sia stata infedele, innesca in lui l’istinto primordiale del possesso e della competizione sessuale. E solo in seguito, se è innamorato, viene il dolore.

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Il film mentale del tradimento

Federica Fortunato

Sociologa e professional coach. Collabora dal 2000 con l’università IULM, ha tenuto corsi presso l’Università Statale degli Studi negli insegnamenti ad indirizzo sociologico e ha collaborato con il Politecnico di Milano. Nel corso degli anni ha partecipato a numerose ricerche universitarie, con l’ISTUR presso committenti privati e istituzionali, con il Centro Sperimentale di Cinematografia e presso realtà aziendali italiane nel settore del lusso.

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