Mettere l’altro alla prova

6 Dicembre 2019



Mettere l’altro alla prova
Mettere l’altro alla prova

Talvolta, in una relazione, uno dei partner pone all’altro una condizione per mettere alla prova il suo amore, di solito quando il rapporto sta vivendo un momento di fragilità e incertezza.

Nel film “Scusate il ritardo” Vincenzo, interpretato da Massimo Troisi, è un giovane pigro e indolente che non prende mai un’iniziativa. Anna, la sua fidanzata, interpretata da Giuliana De Sio, a un certo punto, stanca del suo comportamento gli chiede una pausa di riflessione.  Vincenzo a questo punto è disperato, anche se la solita abulia gli impedisce di reagire. Grazie a un suo amico che sblocca la situazione, Anna torna da lui, che sa sconsolato, ma lo avverte che lei si deve trasferire. Se ne andrà in un’altra citta, a meno che lui non la fermi. Lei pretende una vera dichiarazione, perché è stanca dell’incertezza della loro relazione ed è pronta a rompere.

Anna agisce così perché si è resa conto di aver bisogno di aver bisogno di un segnale da parte di Vincenzo che non ha ancora espresso la sua volontà di stabilire con lei un patto profondo e non capisce se è per la sua pigrizia o per mancanza di amore.

Anna, infatti, vuole che Vincenzo sia più consapevole e metta il loro rapporto davanti a tutto il resto. Non sopporta che lui, mentre è a letto con lei, faccia una sceneggiata perché la sua squadra del cuore, il Napoli ha perso con una squadra di provincia, quasi dimenticandosi di lei. Al di là della comicità del film, in scena ci sono due persone che hanno due mentalità diverse..

Anna quindi, per allontanare le sue perplessità, vuole, ha bisogno di una prova.

Per arrivare all’amore, infatti, sono necessarie diverse prove. Una tra le più importanti è la prova di reciprocità. Noi chiediamo all’altro se il rapporto che stiamo vivendo è vero amore, se è disposto a cambiare vita e a cominciare un progetto insieme, una rivoluzione, per decidere a nostra volta se affidarci con fede assoluta a lui e alla coppia che andremo a formare.

È un periodo di lotte interiori, di dilemmi, in cui l’esitazione a fondersi con l’altro combatte con l’impulso irrefrenabile di volare verso un futuro appassionato e vitale con la persona amata.

Se la coppia vive insieme o si vede quotidianamente, un periodo di separazione può servire a scatenare il meccanismo della perdita. In poche parole, se chi si allontana sente dentro di sé la mancanza dell’altro, se si sveglia e cerca il suo viso sull’altro cuscino, se la sua immagine torna nella giornata nei motivi più impensati, allora riscopre dentro di sé quel sentimento di cui aveva perso la consapevolezza nella quotidianità.  Se nell’altro si anima lo stesso sentimento di perdita, la pausa durerà poco, e i due torneranno corroborati insieme. Se invece uno dei due non sente alcuna nostalgia, si arriva alla rottura.

Nel caso di Vincenzo/Massimo Troisi, la pausa di riflessione porta a un lieto fine. Finalmente, dopo tante esitazioni mirabilmente interpretate da Troisi, Vincenzo si decide e finalmente gli esce dalla bocca: “Resta!!!”

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Mettere l’altro alla prova

Giusy Cafari Panico

Giusy Cafari Panico (email), laureata in Scienze Politiche a indirizzo politico internazionale presso l’Università di Pavia, è studiosa di geopolitica e di cambiamenti nella società. Collabora come sceneggiatrice con una casa cinematografica di Roma, è regista di documentari e scrive testi per il teatro. Una sua pièce: “Amaldi l’Italiano” è stata rappresentata al Globe del CERN di Ginevra, con l’introduzione di Fabiola Gianotti. Scrittrice e poetessa, è direttrice di una collana editoriale di poesia e giurata di premi letterari internazionali. Il suo ultimo romanzo è “La fidanzata d’America” ( Castelvecchi, 2020).

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