Gelosia nell’infatuazione competitiva

15 Luglio 2018



Gelosia nell'infatuazione competitiva
Gelosia nell'infatuazione competitiva

Il protagonista de L’innocente di D’Annunzio ha una moglie (e un’amante di cui è pazzamente innamorato) e lo dice anche alla moglie chiedendo il suo aiuto e la sua comprensione. La donna tace, impotente. Ad un certo punto arriva un famoso scrittore. Sua moglie se ne innamora ed ha una relazione con lui. Lui si ingelosisce, dimentica istantaneamente l’amante ed è afferrato da un amore travolgente per la moglie. La porta nella casa in cui hanno abitato appena sposati, la corteggia come un amante appassionato e le giura che staranno sempre insieme. Ma lei aspetta un bambino dallo scrittore che, nel frattempo, è morto. Ossessionato da questo bambino che vive come un rivale, una notte in cui tutti sono fuori casa lo uccide.

Questo personaggio dannunziano rappresenta il caso estremo, il prototipo, di un tipo umano che esiste anche oggi, sia tra i maschi che tra le femmine. Egli è pieno di desiderio solo quando sente i morsi della gelosia, quando è sfidato da un rivale. Ama, desidera soltanto la persona che gli viene indicata come desiderabile da un altro. E la desidera tanto più quanto più teme di perderla. Non siamo di fronte ad un vero innamoramento, ma ad uno pseudo-innamoramento competitivo. Il desiderio è del tipo mimetico descritto da Renè Girard, ma in più in questo caso non si placa nemmeno con la morte del rivale. Si mette in moto la gelosia del passato, così difficile da controllare e da vincere, è una gelosia del passato ravvivata dalla presenza del figlio del rivale che lui uccide al suo posto e per ferire mortalmente sua moglie che lo ha tradito. Il protagonista può solo uccidersi e lo fa in modo plateale davanti alla moglie per farla sentire in colpa. All’estremo opposto di questo tipo umano, troviamo invece quello che non desidera una persona sotto lo stimolo della gelosia, ma solo perché è lei. Il vero innamoramento non ha bisogno di un rivale. Esso sorge dallo stato nascente in cui entrambi si “riconoscono”, si sentono affini, hanno l’impressione di aver trovato l’anima gemella. Perciò tendono a fondersi fra di loro per realizzare appieno la propria personalità e la propria vocazione. In questo caso l’amore diventa tanto più intenso quanto più fra di loro cresce l’intimità, la fiducia, la fedeltà. A questo tipo di amore si applica il motto di Dante: “Amor ch’a nullo amato amar perdona”. La coppia del primo tipo, quella che nasce dall’amore competitivo, è ovviamente fragilissima. Paradossalmente riesce a durare solo se entrambi sono stimolati dai morsi della gelosia, solo se si eccitano reciprocamente con la possibilità di tradimento. La coppia del secondo tipo, invece, è molto stabile. Però non sopporta la gelosia e soffre molto in caso di tradimento.

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Gelosia nell'infatuazione competitiva

Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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