Nel 1834 Musset scrisse la commedia tragica 'Non si scherza con l'amore ' - di cui verrà pubblicato il libretto (la prima rappresentazione teatrale, del 1861, sarà postuma).
Aveva solo 24 anni e conosceva da alcuni mesi George Sand, al secolo Aurore Dupin. Il nome Sande derivava dal cognome di Jules Sandeau di cui Aurore era stata l'amante e con il quale pubblicherà le prime collaborazioni letterarie. Musset e George Sand avevano iniziato una relazione burrascosa l'anno precedente, e sarà il grande amore della loro vita sebbene di breve durata.
Figura emblematica e originale che gli valse il soprannome di 'enfant prodige' del romanticismo francese, Musset aveva iniziato con un'opera teatrale moralizzante, che non era per niente conforme all'esistenza che avrebbe condotto poi con Aurore, in particolare durante il loro soggiorno in Italia.
L'uno e l'altra erano feroci avversari del matrimonio, ritenuto una prigionia, sebbene la loro passione non sfuggisse ad alcune conseguenze non meno opprimenti.
A Venezia, Musset, tra droga e bordelli, avrebbe preparato, per così dire la sua fine anticipata (morirà nel 1857), mentre la sua bella si consolerà con il medico di lui, un certo dottor Pagello. L'episodio è riportato nel film di Diane Kurys 'Les enfants du siècle' (1999), titolo che evoca l'autobiografia romanzata del poeta ('Confessione di un figlio del secolo', 1836).
La sua esistenza già segnata dalla trasgressione e dall'alcolismo, e l'incontro qualche anno più tardi con la Sand, un rapporto litigiosissimo e contraddistinto da ripetute rotture, lo condurrà in uno stato di malattia perpetua ed eccessi continui. E questo, nonostante l'amore gli ispirasse le più belle pagine - come il dramma storico 'Lorenzaccio' scritto durante una separazione - e la serie poetica 'Le notti', stesa alla fine della loro relazione.
La Sand, notevolmente più realista, seppe passare senza grossi problemi da un amore all'altro.
Morirono a quasi vent'anni di distanza ed ebbero in comune il raggiungimento di un successo immenso, toccato appena prima di incontrarsi che sarebbe durato per qualche anno, finendo poi entrambi nell'oblio.
'Non si scherza con l'amore' pone un problema sempre attuale, che oppone sentimenti e divertimento, sincerità e inganno.
Questo pezzo teatrale evidenzia una coscienza ancora immatura dell'autore e funge da avvertimento contro il rischio di 'giocare all'amore' invece di amare. L'incostanza sentimentale e sessuale degli esseri umani fatica a conformarsi ai modelli prestabiliti, siano pure quelli che pretendono di difendere, per accorgersi delle contraddizioni che li assillano, malgrado e a causa del peso delle istituzioni, della morale e dell'ambiente sociale.
L'attualità del lavoro di Musset consiste principalmente in una testimonianza che ricorda i giochi d'azzardo: a un certo punto, il giocatore diventa la pedina del meccanismo che voleva dominare. E per questo motivo deve per forza disimpegnarsi per iniziare un'altra scommessa, a patto di non essersi rovinato in precedenza.
Quel rovesciamento dei ruoli, soggetto dominante o guscio di noce in balia della minima onda, tasche ripulite e cuore spezzato, rivela quanto, al gioco dell'amore, nessuno possa scommettere sul successo, a meno appunto di non giocare affatto.
Tuttavia, in che cosa consiste la seduzione, se non in un gioco a cui tutti si dedicano con più o meno successo, tra artisti del genere e semplici figuranti, tra regia talentuosa e trappola in cui si soccombe?
Si mira con armi varie, parole, gestualità o indifferenza simulata, doppio senso, ambiguità o voltafaccia, a predominare in una rivalità di cui nessuno, a prescindere dalla probabilità, comunque esigua di riuscirvi, può anticipare l'esito e consciamente prevedere le mosse necessarie per andare a buon fine. Del resto, neanche valutare se rimarrà nella partita fino alla fine e se il gioco ne vale la candela.
Eppure, questa rappresentazione artificiosa dell'amore, questo simulacro di intimità affettata, questa recitazione più o meno sceneggiata, si manifesta sotto gli strali dell'amore, lo anticipa o ne fa una parodia.
Alcuni osservano che il gioco (o il divertimento) è diventato un fenomeno diffusissimo, in particolare con l'uso dei social, che garantiscono l'anonimato, la non presenza e tutti i raggiri immaginabili. Sarebbe imprudente limitarsi a tale interpretazione.
Nel teatro di Musset il protagonista seduce una poveretta che finirà suicida, per conquistare una donna che apparentemente lo ignora.
Lui e lei, in verità, nascondono la loro incapacità di esprimere l'amore, di liberarsi dai loro contesti socio-culturali e dal peso dello sguardo altrui.
Oggi, la forma di tale fenomeno si è probabilmente invertita, condizionata non più dalla repressione del milieu socio-culturale, ma esacerbata dallo stesso.
Ciascuno pretende il meglio, e per questo motivo non si è mai soddisfatti di quello che si ha; in altre parole, il principe azzurro o la Cenerentola di una volta, sono stati sostituiti dalla top model, e ormai dall'influencer, dal cantante di successo e dal campione di tennis, idoli ed esempi altrettanto restrittivi.
Ho accennato poco in questo articolo alla personalità di George Sand, di forte ambivalenza, rivoluzionaria e conservatrice al tempo stesso.
Rivoluzionaria o meglio, anticipatrice, perché mentre la sua relazione con Musset fu segnata dalla sua facoltà di adattamento quasi continuo, qualunque cosa capitasse, non manca di ricordarci come oggigiorno, molti uomini, in amore, fragili e insicuri, finiscano con varie patologie, mentre le donne, abbandonate alla solitudine e non di rado senza figli, cuori solitari magari, resistono meno difficilmente a un fenomeno collettivo che denota comunque in ambedue i casi, una crisi dell'amore.
Un amore tanto mitizzato e traviato, che i modelli proposti non riescono forse neppure a suggerirlo. Per ultimo, proprio la figura della Sand ci offre la via d'uscita per scampare alle contraddizioni amorose. Musset, poeta tormentato, rimase prigioniero della propria immagine, dell'etichetta 'figlio del secolo', degli eccessi e delle contraddizioni irrisolti, mentre la Sand passò attraverso
le tempeste, quelle sentimentali in particolare, e le trappole dei giochi d'azzardo. Rivendicò e ottenne la propria libertà, ambivalente di sicuro, ma salva, non soltanto figurante della propria esistenza, ma maestra consapevole della stessa.
Fragile, ma mai sconfitta.
Tuttora, ci insegna una lezione fondamentale: 'Non mollare mai'.
Vedi I figli del secolo







