Il viaggio nella storia: l’impresa di Colombo e la nascita del viaggio moderno

19 Agosto 2022



Il viaggio nella storia: l'impresa di Colombo e la nascita del viaggio moderno
Il viaggio nella storia: l'impresa di Colombo e la nascita del viaggio moderno

Il viaggio nella storia segue alla prima parte: Il viaggio nella storia : da sofferenza o punizione a opportunità di conoscenza

L’impresa di Colombo

La vera storia del viaggio moderno  si inaugura ufficialmente con l’impresa di Cristoforo Colombo del 1492.

La rotta tra il Vecchio e Nuovo Mondo, per esempio, è stata percorsa da individui che, pur compiendo un identico tragitto, erano animati da scopi molto diversi fra loro. Pare, per esempio, che già nella fase interglaciale, assai prima della scoperta “ufficiale” dell’America, popolazioni di cacciatori attraversassero lo stretto di Bering verso il Nuovo Mondo per seguire le tracce dei grandi mammiferi.

L’impresa di Cristoforo Colombo ha, invece, alla base una ricerca e una teoria scientifica ben precise e due motivazioni esplicite rispecchiate perfettamente nelle prime pagine del suo Giornale di bordo: trovare la “via dell’Oriente” e quella del Paradiso Terrestre. (Giornale di bordo di Cristoforo Colombo, Bompiani, Milano 1939)

Una volta scoperta l’America, nella miriade di persone che hanno attraversato l’Oceano per raggiungere il Nuovo Mondo, intenti e fini si moltiplicano a dismisura.

A seconda dei casi, i primi conquistadores sono animati da spirito di avventura, brama di ricchezze, desiderio di conoscenza, missione religiosa, sete di potere o semplice bisogno di sopravvivere.

In altri casi, la corsa verso nuove terre viene alimentata dall’inesausta ricerca della splendida Eldorado, una città nell’America latina lastricata d’oro e dalla collocazione sconosciuta. Nonostante il fallimento di una delle prime spedizioni intrapresa nel 1531 da Giorgio da Spira, partito con 361 uomini addentratisi fino alle Ande e tornato tre anni dopo con pochi altri superstiti stremati, il fascino del mito ha alimentato i sogni di molti esploratori fino al XVIII secolo.

Nel 1620, i Pilgrim Fathers, per sfuggire alle persecuzioni religiose anglicane, decidono di imbarcarsi sul Mayflower, alla ricerca di una terra in cui realizzare il progetto politico-religioso calvinista.

Per centinaia di pregiudicati, fuorilegge, malviventi, quella stessa partenza coatta verso le Americhe, invece, si prospetta come unica alternativa alla carcerazione, ai lavori forzati, se non addirittura alla morte che li attende se rimangono in patria. Come è risaputo, l’Australia stessa, allora nota come Nuova Olanda, è nata come luogo di deportazione di carcerati inglesi dopo che la precedente colonia penale della Virginia si era resa indipendente dal Regno Unito. Così il 26 gennaio 1788, fra le circa mille persone che giungono dall’Inghilterra nel luogo che diventerà l’attuale città di Sidney, settecentocinquanta sono forzati, duecento marinai e una cinquantina donne, bambini e impiegati dello Stato.

Nel secolo dei Lumi, iniziano a comparire i primi viaggiatori mossi prevalentemente ed esclusivamente da curiosità scientifiche. E, al viaggio esplorativo compiuto per scovare e osservare i fatti e le nuove realtà si sostituisce a poco a poco il viaggio di istruzione che ha come meta i nuovi centri di studio e di raccolta di notizie e materiale provenienti da ogni parte del mondo. Il Museo di Storia Naturale di Parigi ne è un esempio in quanto monopolizza per un lungo periodo l’interesse degli scienziati europei.

Tra il ‘700 e l’800 si accentua l’opposizione fra l’esplorazione fantastica o metafisica del mondo interiore e quella scientifica, accuratamente progettata, della terra. Viaggiano numerosi studiosi e scienziati, tra cui Louis-Antoine de Bougainville e Carlo Linneo.

Il primo, grande matematico e ammiraglio francese, durante i suoi viaggi e la circumnavigazione della Terra portava a bordo anche un disegnatore, un astronomo e un naturalista.  Le loro osservazioni astronomiche sulla longitudine permisero l’elaborazione di precise carte nautiche. Bouganville diede il suo nome  a varie isole e stretti e alla pianta scoperta in Brasile, la bougainvillea, poi molto diffusa in Occidente.

A Carlo Linneo, medico, botanico, naturalista e accademico svedese, si devono invece le basi per la moderna classificazione delle specie viventi.

Intanto, molti poeti tra i quali Goethe, pur non essendo scienziati, cercano di riportare fedelmente quello che osservano nel corso del viaggio. Goethe resta in Italia tre anni, dal 1786 al 1788, affascinato come Montaigne dal carattere italiano e dalle testimonianze del glorioso passato di un popolo diverso dal suo.

Mentre Goethe percorre inquieto la Nazione, altri famosi visitatori del nostro Paese focalizzano la propria attenzione su alcune città particolari verso le quali si sentono fortemente attratti.

Nel 1829, Stendhal pubblica Passeggiate romane che vuole essere una descrizione dettagliata dell’Urbe sotto tutti i punti di vista. John Ruskin, trae da Venezia lo spunto per il suo elogio verso l’architettura gotica. (Le pietre di Venezia, 1851-1853) Un altro viaggiatore tedesco molto noto, è Heinrich Heine che, nel 1828, descrive con interesse l’Italia pre-risorgimentale. (Reiserbilder, 1826 – 1831, l’Italia è descritta nella 2° parte del terzo volume e nel quarto volume)

I nobili o i ricchi borghesi del Settecento intraprendono il viaggio anche per far fortuna o per fuggire dai debiti. Per esempio, Casanova, invece di restituire a Lorenzo Da Ponte, il librettista di Mozart, la somma di denaro che gli aveva prestato, lo consiglia di andare a Londra in cerca di fortuna. Casanova stesso, poi, si reca a Parigi dove “l’impostura e la cialtroneria possono far fortuna meglio che altrove. (G. Benzoni, Le smanie del viaggio, in AA.VV., Storie di viaggiatori italiani, Europa, Electa, Milano, 1988, p.138-9)

Nel Settecento, il viaggiare è segno di salute, di energia, sintomo di appetito, di voglia di vivere, come le gioie galanti o quelle della buona tavola e l’emblema è proprio Casanova che prende la vita come un movimento dove intrecciare avventure di ogni tipo.

Diverso è invece il viaggio per i romantici, che lo vivono anche come una sorta di maledizione. Nella Ballata del vecchio marinaio di Coleridge, durante una traversata in nave, l’uccisione di uno splendido albatro, simbolo dello Spirito, da parte di un vecchio marinaio, dà avvio a un lungo e drammatico processo di punizione e purificazione del colpevole.

Dall’Ottocento, alcuni secoli dopo le prime conquiste del Nuovo Mondo, carestie, fame e speranze di una vita migliore scatenano il grandioso fenomeno dell’emigrazione irlandese e italiana verso il Nord America, che finisce con il simboleggiare l’opulenza e il progresso. Gli Stati Uniti, in particolare, sembrano dare a ognuno la possibilità di realizzare i propri sogni. Alla celebre “conquista del West”, concorre la brama di ricchezza concretizzatasi nella “febbre dell’oro” dei pionieri. Chi parte povero può sperare di poter tornare, un giorno, ricco nel paese natale e vivervi per sempre nell’agiatezza. O, più verosimilmente, di far fortuna e di radicarsi nel Nuovo Mondo, come testimonia la storia di grandi famiglie come i Kennedy, i Reagan o i McDonald.

Ma gli uomini non si limitano a viaggiare per terra e per mare, dopo aver viaggiato per millenni attraverso i vari continenti lungo la superficie terrestre in modo orizzontale, già a partire dal XVIII secolo si domandano più che mai che cosa ci sia sopra e sotto. A Parigi, i fratelli Mongolfier sollevano da terra il primo pallone volante, mentre l’americano David Bushnell, tra il 1775 e il 1776, costruisce il primo sottomarino l’American Turtle il cui nome deriva dalla particolare forma di doppio guscio di tartaruga dalla sezione di un diametro di circa due metri. Nel 1798, Robert Fulton inventa il secondo prototipo che chiama Nautilus e che ispirerà l’opera di Verne intitolata Ventimila leghe sotto i mari, pubblicata quasi otto decenni dopo, ma otto anni prima che l’invenzione venga resa operativa nel 1887.

Intanto, l’uomo inizia a scalare le più alte montagne e incomincia a salire ancora più in alto lanciandosi nell’universo, fino ad arrivare ad imprimere la propria orma sul suolo lunare per la prima volta nel 1969. Ormai, si è aperta la strada a ogni tipo di viaggio in ogni direzione, verso ogni meta del mondo ormai completamente esplorato, con mezzi sempre più veloci e sicuri e in grado di rispondere a ogni finalità desiderata.

(L’articolo trae spunto da alcuni temi trattati da R. Lavarini, Viaggiatori, Hoepli, Milano, 2005)

 

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Il viaggio nella storia: l'impresa di Colombo e la nascita del viaggio moderno

Rosantonietta Scramaglia

Laureata in Architettura e in Lingue e Letterature Straniere, ha conseguito il Dottorato in Sociologia e Metodologia della Ricerca Sociale. Ha compiuto studi e svolto ricerche in Italia e in vari Paesi. Attualmente è Professore Associato in Sociologia presso l’Università IULM di Milano. È socia fondatrice di Istur – Istituto di Ricerche Francesco Alberoni. È autrice di oltre settanta pubblicazioni fra cui parecchie monografie.

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