Io e te abbiamo una storia

27 Novembre 2019



Io e te abbiamo una storia
Io e te abbiamo una storia

Io e te abbiamo una storia. Ricordi? Ci siamo incontrati in un pomeriggio di pioggia in quel bar in centro. Cercavamo entrambi il nostro ombrello, io ero ancora bagnata di pioggia e tu mi dicesti con un sorriso che non mi serviva un ombrello ma un Phone, Poi ci rincontrammo nello stesso giorno, la sera in un teatro, io aspettavo la mia amica e tu eri solo. Allora ci siamo messi a parlare e subito ho fatto una strana esperienza: il tempo era scomparso. Non aspettavo l’inizio dello spettacolo, sarebbe iniziato a suo tempo, né pensavo più al difficile incontro di lavoro che avevo avuto quel giorno. Mentre parlavamo e ridevamo non mi era neppure accorta che la mia amica si era allontanata e che lo spettacolo era iniziato. E poi ci rincontrammo fuori e camminammo per tutta la città, sino a notte. Ma era presto per pensare a qualcosa. Arrivai a casa leggera e senza ombre pesanti sul cuore.

E poi, non saprei neppure dire come, da quel giorno è nata la nostra storia, una storia semplice. Ci vediamo un paio di volte a settimana, ogni tanto dormi da me e talvolta io da te. Ceniamo insieme, stiamo abbracciati e facciamo l’amore. Parliamo di tutto e di ogni cosa. ridiamo molto anche se i nostri discorsi sono molto seri.  Da otto mesi, da già otto mesi, abbiamo una storia. Detto col linguaggio di oggi, sono una tipa, o meglio, spero, la tipa che frequenti. E io per te non ho una definizione e vorrei tanto averla. Oppure no. Dico solo che in questo periodo esco con un certo Davide. Ho notato che quando antepongo “un certo”, le amiche non chiedono di più. Capiscono che non devono interrogare, che forse è sposato o forse che io non sono molto disponibile. Se no parlerei in altro modo. Ma io sto zitta. Non parlo più con le altre donne.

E’  con te che parlo invece.  Quando ci svegliamo uno dall’altro, a turno portiamo il caffè a letto al nostro ospite. Dipende se tu sei da me o io da te.  Poi stiamo un po’ a perdere tempo, un tempo che non sentiamo, tanto che di colpo ci accorgiamo che ne è passato troppo e corriamo fuori per andare a lavorare. Due volte la settimana facciamo tardi al lavoro e inventiamo scuse di ogni genere.  Ma quel ritardo è la nostra vita. Il nostro ritmo.

Io sono felice che tu sia nella mia vita è anche tu sei, lo capisco, felice, a tuo modo.

Ma noi abbiamo una storia, la viviamo come un episodio staccato dalla vita, il nostro vederci non posso chiamalo amore, non posso chiamarlo amicizia non posso chiamarlo essere amanti.  Noi siamo liberi, Saremmo liberi di amarci, nessuno purtroppo si è messo sul nostra cammino, nessuno ci ha costretto a lottare.  Siamo solo noi due con il nostro presente e i nostri lavori diversi e ognuno coi suoi amici.  Sarà quello in nostro problema?

Oh certo, abbiamo un’immensità di motivi: tu sei stato tradito da tua prima fidanzata e poi anche da tua moglie e io ero delusa da una serie di fidanzati poco affidabili e tanto tempo fa persino un marito di breve durata.

Quindi entrambi avevamo già avuto altre storie in cui avevamo creduto quando ci siamo incontrati, Ma erano finite e di colpo ci erano apparse finte, Illusioni.

Eravamo a quel punto della vita, quando ci siamo incontrati, in cui arrivano molte persone che si sono illuse si sono deluse e hanno sofferto.

Era quel punto della vita in cui ti sembra di diventare adulto, di aver capito il segreto per non soffrire più: non legarsi più.

Cosi ora siamo due adulti che si sono incontrati e che fanno come se l’incontro non ci fosse stato; due adulti autonomi che sanno stare soli, io non mi appoggio e non faccio affidamento su di te e tu non cerchi in me niente oltre un po’ di compagnia.  tutte le cose solide della vita sono rimaste fuori dalla porta, così non abbiamo occasioni per litigare o difficoltà da affrontare insieme.

 

 

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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