La reciprocità in amore

19 Giugno 2020



La reciprocità in amore
amore reciproco

Chi si innamora? Una persona che inconsciamente è alla ricerca di un nuovo mondo, di una nuova vita, di un nuovo futuro. Allora tutti i desideri che ha vissuto nella sua vita premono gridando di essere soddisfatti. E se incontra la persona che le fa sentire che li può realizzare, questa persona diventa la porta per entrare nel futuro, per vivere una nuova vita, per realizzare un nuovo mondo e un nuovo destino. Allora sgorga dal suo cuore, dal suo ventre, un’onda di amore che investe il liberatore. Qualunque cosa poi l’altro farà, agli occhi di chi ama ha già compiuto l’essenziale: la ha liberata. E non importa se la ama o non la ama, ciò che ha fatto già merita il suo amore. Lo ama anche se l'altro non la ama perché ha un valore immenso, perché per lei è un donatore divino.

All’inizio chi ama non chiede nulla in cambio, vuole solo amare, donare, darsi, perché la felicità dell'altro è la sua felicità. Questo è il modo in cui sorge il grande amore unilaterale. Ed è cosi che si rinnova ogni volta che lo si rivede, ogni volta che l'altro ripete il gesto simbolico della liberazione. Lo si ama perché è stato la fonte di vita, lo si ama come si amerebbe la madre, anche se non si vive insieme, perché ci ha partorito, perché è nostra madre. Lui è il nostro creatore.

E se lui non è innamorato di noi lo amiamo lo stesso. Ma poi, poco a poco, sentiamo il bisogno di essere amati a nostra volta  come lo siamo noi di lui. Non vorremmo solo dare, dare, dare amore, fare offerte al dio; anche noi vorremo sentirci dire “ti amo”, “sei tutto per me”, vorremo anche noi essere un dio, venire portati nell’olimpo con lui.

Il rapporto unilaterale finisce quando nel cuore di chi ama sorge il bisogno della reciprocità, della parità, dell’uguaglianza. E se l’altro non ce la offre, soffriamo.

Ah, come è grande e continuo l’amore bilaterale! Lui è un dio e noi nulla. Nell’innamoramento bilaterale si è entrambi divinità agli occhi dell’altro, quindi dei pari. Si può discutere, divergere allontanarsi e avvicinarsi. L’amore bilaterale dura perché rinasce continuamente. L’amore unilaterale invece dura sempre, è un continuo anelito, una continua attesa, fatto di momenti di estasi e lunghi periodi di dubbio e di dolore

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Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L'universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L'amore e il tempo (2020), Il rinnovamento del mondo. E' mancato il 14 agosto 2023.

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