L’amore chiede la parità 

12 Agosto 2019



L’amore chiede la parità 
L’amore chiede la parità 

Quando vedete due che sembrano innamorati, dovete porvi una domanda.  Chi  di loro due è arrivato a questa intesa  perché trovava insopportabile o noiosa o  stupida la vita che stava conducendo?
E  non amava, non provava nessun sentimento appassionato con la persona con cui viveva, fosse  il marito, il convivente o l‘amante? Una persona cioè che inconsciamente era alla ricerca di un nuovo mondo di una nuova vita, di un nuovo futuro?  Allora tutti i desideri che ha vissuto nella sua vita premono gridando di soddisfarli ed  ecco allora che incontra la  persona che  glieli  fa realizzare.  Si, la persona che ti abbraccia e  ti dà quella grande felicita diventa per te la porta per entrare in un  nuovo mondo, per sognare una nuova vita, per avere  un nuovo futuro e un nuovo  destino.

E’  come se  fosse richiusa in un carcere ed ecco che  quella persona che l’abbraccia, contemporaneamente le  tende le braccia e la  libera.  Allora sgorga dal suo cuore, dal suo petto, dal suo ventre, un’onda di amore che lo investe.

Si quell’uomo  ti  sta liberando e –  lo intuisci –  sta realizzando ciò che hai sempre  desiderato  avere. E’ lui  che,  aprendo i cancelli del carcere ti rivela la  tua natura, la tua essenza, ti  fa capire chi sei, svela i tuoi desideri  più nascosti e proibiti e ti  fa conoscere ciò che finalmente potrà diventare  – anche se non sai ancora esattamente come.

In quel momento, il  liberatore o la liberatrice, qualunque cosa poi farà,  ai suoi occhi ha già compiuto l’essenziale: ti ha liberata.

  E non importa se ti ama o non ti ama,  perché ciò che  ti ha dato ,  ciò che  ha fatto e ciò che fa,  è già amore. Tu non puoi non continuare ad  amare il tuo liberatore perché  ciò che ha fatto ha un valore eterno. Lo ami anche se non ti ama perché ha un valore immenso, perché  lo merita.  Sì, il tuo liberatore ai tuoi occhi  merita l’amore come lo merita un dio, per la sua sublime eccellenza.

All’inizio non  chiedi   nulla in cambio,  vuoi solo amare,  donare, darti, farlo felice perché la sua felicità è la tua felicità.  Questo è  il  modo in cui sorge il grande amore unilaterale . Ed è cosi che si rinnova  ogni volta che lo rivedi, ogni volta che lui  ripete  il gesto simbolico della liberazione. Lo ami perché lo merita, lo ami perché  è stata la tua fonte di vita, lo ami  come ameresti tua madre anche se non vive con te perché ti ha partorito, perché è tua madre. E lui è il tuo creatore.

Prima o poi viene il bisogno della parità

Ma  se questo avviene all’inizio, verrà un momento in cui vorrai essere amata  anche  tu.  Non vorrai  solo dare, dare, dare amare amare, fare offerte al dio, essere amata da lui, anche tu  vorrai  essere una dea, essere portata nell’Olimpo con lui.

Il rapporto unilaterale finisce quando dentro il cuore di chi ama sorge  il bisogno della reciprocità, della parità, dell’uguaglianza. E se l’altro non gliela dà,  aspetta che gliela dia. E’ cosi che  chi ama aspetta che l’altro lo ami nello stesso modo.

Perché  sorge questo bisogno di parità, quando prima lo amavi proprio perché lo vedevi come liberatore quindi superiore ? Vuol dire che ora gli devi negare le qualità straordinarie che  prima gli attribuivi  ?

Si, prima lui non aveva bisogno di te, era un dio perfetto in se stesso. Ora, e qui sta il passaggio cruciale, vuoi  sentirti anche tu il suo liberatore.

Perché avviene questo passaggio ?

perché questo bisogno di parità e di reciprocità?  Deve entrare in gioco  un meccanismo  primordiale. Un meccanismo presente tanto nell’atto sessuale come nel rapporto figlio madre. Nel rapporto sessuale provi piacere solo se il tuo partner prova piacere , cioè se entrambi vi date piacere. Nel  rapporto figlio madre   tu ami tua madre  perché ti ha dato la vita , ma anche lei ama te  perché anche tu le  hai dato la vita come madre.  Senza di te non sarebbe  madre.
Il dio greco  ha bisogno degli uomini, delle sue offerte e gli dei si innamoravano degli umani.
Il Dio cristiano  ama gli uomini  e muore in croce per amore loro  Gli dei  indiani erano addirittura coppie divine  come  Shiva e Parvati .
Il bisogno di amore reciproco nasce da questo engramma  primordiale. L’amore che è puro dono è perciò solo il momento iniziale del processo che aspira alla sua completezza

 

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