L’innamoramento unilaterale e bilaterale

4 Marzo 2019



L’innamoramento unilaterale e bilaterale
L’innamoramento unilaterale e bilaterale

Quando si parla di innamoramento quasi sempre si dà per scontato che si tratti di innamoramento bilaterale in cui due persone si vedono, ciascuno riconosce nell’altra ciò che cercava, entrambi si innamorano, hanno un periodo di ardente insaziabile erotismo dopo di che il desiderio parossistico diminuisce a poco a poco e subentra uno stato di amore sereno senza tensioni, conflitti, un amore che, confrontato col periodo ardente, può apparire noioso.

Quasi tutti tendono a parlare di colpo di fulmine, di attrazione improvvisa, di fascinazione, insomma di un legame fortissimo che si instaura subito e che se si ripresenta e viene ricambiato, diventa un idillio continuo senza incertezze. I due innamorati non sfogliano nemmeno la margherita  “m’ama non m’ama”. Si buttano freneticamente nelle braccia l’uno dell’altro e passano da un’ estasi sessuale a un’altra. E’ l’amore a prima vista raccontato dalla mitologia popolare e rappresentato dal cinema.

In questa “vulgata” l’amore viene presentato naturalmente come bilaterale e felice, nella realtà forse la forma più frequente di amore, anche quello che viene più cantato, è l’amore unilaterale. C’è una persona innamorata che si strugge per un’altra che non la ricambia nello stesso modo e lotta per conquistarla. Nelle storie d’amore, ed in particolare nei romanzi rosa, la parte interessante è quella in cui i due, vincendo mille difficoltà, riescono finalmente a riconoscere il loro amore. Dopo di che la storia finisce con la frase “e vissero felici e contenti”.

Sembra quindi che la parte essenziale dell’innamoramento sia la ricerca e la conquista dell’amore bilaterale. Ma questa affermazione ha un doppio significato. Nel romanzo rosa o nella storia d’amore a lieto fine i due, in realtà, sono già, se non innamorati, predestinati ad innamorarsi, fatti l’uno per l’altro, devono solo ritrovarsi, evitare equivoci, errori, evitare di farsi sedurre da un altro. Nella realtà quotidiana, invece, si presenta con grande frequenza il caso di una persona che è veramente innamorata di un’altra che però non solo non la ama, ma continua a non amarla. Lei allora cerca di farla innamorare ma l’altro non è affatto predisposto ad innamorarsi. Il suo sforzo seduttivo fallisce. Questo tipo di amore è alla base della dipendenza emotiva.

Lo schema popolare tranquillizzante forse era frequente nel passato quando la gente viveva guidata dalle regole della famiglia, del villaggio e della religione e passava attraverso le fasi di fidanzamento, matrimonio, figli. In quell’epoca il vero innamoramento che si scontra con la realtà istituzionale era raro e quando c’era si svolgeva contro la famiglia e al di fuori del matrimonio, come adulterio. Oggi, in cui è stato liberato tanto il desiderio sessuale quanto il desiderio amoroso, questa linearità è andata persa. I giovani si “mettono insieme” perchè attratti tanto emotivamente che sessualmente e non hanno sempre chiaro se sono attratti eroticamente o veramente innamorati. Le donne di solito lo vivono come innamoramento, gli uomini più come sessualità. Vi è però sempre un momento in cui l’attrazione e il legame, qualsiasi sorgente abbia, diventa fortissimo: tu non puoi più fare a meno dell’altro e allora capisci di essere innamorato.

Ma non è affatto detto che ciò che prova l’uno lo provi anche l’altro, capita anche che uno si leghi fortemente, si innamori, e l’altro no. Allora quello innamorato desidera, cerca, chiede e l’altro si concede solo quando ne ha voglia o prova piacere. Può anche avvenire che in un primo tempo entrambi si sentano innamorati e poi si accorgono di essere diversi, di non capirsi allora uno dei due incomincia ad allontanarsi, a distaccarsi. In certi casi se ne va, è l’abbandono. In altri casi invece si distacca emotivamente ma continua a tornare da quello che l’ama o perchè gli piace dominarlo o perchè ne ricava piacere sessuale. Chi ama vuole il bene dell’amato fa di tutto per renderlo felice e se non ci riesce si sente in colpa. Ogni volta che l’altro si allontana o lo tratta male si domanda ansioso dove ha sbagliato, cosa avrebbe dovuto fare e non ha fatto. L’innamoramento unilaterale è talvolta un continuo tormentoso senso di colpa.

Nell’amore bilaterale questo non succede ma sarebbe un errore pensare che esso sia privo di tensioni, di dubbi, sia un continuo idillio. Nel libro Innamoramento e amore ho mostrato che l’innamoramento è un periodo di profondo cambiamento, un periodo tumultuoso che incomincia dal periodo che lo precede, quello in cui matura. Noi non ci innamoriamo quando siamo sereni, tranquilli, felici. L’innamoramento sorge da una interna oscura insoddisfazione, da un disagio, da un malcontento che nasce dentro l’individuo e altre volte è provocato o alimentato da stimoli esterni. Per esempio un movimento collettivo come il sessantotto o il femminismo che trascina la gente fuori dai binari consueti. In questo caso è come se le due persone fossero strappate da terra da un vento chi le trascina con sé.

Sempre in Innamoramento e amore  ho mostrato l’importanza delle differenze non superabili, delle richieste inaccettabili dell’altro, che ho chiamato i punti di non ritorno ed ho dato un grande rilievo al dilemma  che sorge quando devi scegliere fra la persona che ami ad altri amori, altri doveri. L’innamoramento è una rivoluzione, uno strapparsi dal passato, un fuoruscire dai legami correnti. E anche nel caso in cui presenta come colpo di fulmine non resta mai pura incrollabile certezza. Ho messo in evidenza l’importanza delle prove: la  prova di verità  e la prova  di  reciprocità. La prima si domanda “lo amo veramente?” “sono veramente innamorato? Perché lo stato amoroso non è continuo, vi sono momenti di distrazione, di incomprensione, di dubbio. Anche nell’innamoramento più profondo ci sono momenti in cui sei lontano e l’altro se ne accorge e ti domanda “mi ami?”, e lo stesso fai tu. Ricordo il caso di una donna che si era profondamente innamorata di un uomo, era andata a vivere con lui, ma ogni tanto era ripresa dai problemi quotidiani e lavorativi e improvvisamente mentre era a letto con lui ebbe l’impressione di essere con un estraneo. È un aspetto del grande amore bilaterale che non è stato descritto e analizzato a sufficienza.

Vi sono anche innamoramenti estremamente intensi in cui entrambi i protagonisti sono dubbiosi, tormentati perchè hanno dei vincoli, dei problemi, delle paure dovute ad esperienze passate o delle relazioni difficili da sciogliere. Per esempio sono entrambi sposati con figli e la loro unione produce drammi familiari. In altri casi incontrano difficolta perchè hanno culture, tradizioni politiche e religiose diverse. Tutte forze che frenano dall’abbandonarsi all’innamoramento ed allora questo si fa strada attraverso un lungo processo di avvicinamento, tanto intellettuale che fisico, con lunghi periodi di grande slancio amoroso e momenti di dubbi, tristezza e perfino di disperazione.

Questi momenti di dubbio, di incertezza, devono in parte essere superati con la volontà ricordandosi di avere una fiducia profonda nell’altro, nella sua lealtà. Gli amanti devono essere orgogliosi del loro amore, di essere una coppia innamorata che resiste alle pressioni del mondo esterno che tendono a dividerla. In questi periodi i due innamorati si trovano come sulla cresta di una montagna circondati da due abissi. E basta un piccolo errore, l’irrigidirsi di una accusa, uno scontro più duro per creare una incrinatura, una ferita. Grazie all’esistenza del legame profondo dell’innamoramento bilaterale, però, ogni volta a questi momenti angosciosi di distacco segue rapido l’abbraccio, l’avvicinamento, il rinascere entusiasta dell’amore, il piacere di stare insieme, la consapevolezza di non poter vivere senza l’altro.

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L’innamoramento unilaterale e bilaterale

Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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