Giornata Mondiale dell’Orgasmo
Le ricerche fanno celebrare la Giornata Mondiale dell’Orgasmo, nota anche come “Global Orgasm for Peace Day”, inizialmente fissata al 22 dicembre e, successivamente, al 22 luglio. Cristina Cattaneo, amica e collega, mi ha invitato a scrivere un articolo al riguardo, e colgo volentieri questo invito, tra l’ilarità e la serietà che questo tema richiede. Ilarità, perché un buon orgasmo, sia per le donne che per gli uomini, mette di buon umore; serietà, perché scivolare verso la banalizzazione potrebbe ridurre l’importanza dell’intimità.
I Greci consideravano il sesso il cibo del corpo e dello spirito. Il racconto della sentenza di Tiresia, interpellato da Zeus ed Era che discutevano su chi godesse di più nell’atto sessuale, è inequivocabile. Tiresia, figura centrale nella mitologia di Tebe e indovino cieco, secondo il mito, divenne donna dopo aver separato due serpenti in accoppiamento, per poi tornare uomo dopo aver ucciso il serpente maschio nella stessa posizione. La sua figura è nota per le sue capacità profetiche e per aver vissuto entrambe le esperienze di uomo e donna. Alla domanda della coppia divina, Tiresia rispose che il piacere più intenso veniva provato nove volte di più dalle donne rispetto agli uomini.
La cultura greca ha quindi posto, sin dall’inizio, il piacere sessuale come fine a se stesso ed è in questo contesto che si incontra la parola "orgasmo", intesa come godimento del piacere sensuale e creativo. Nell’antica Grecia, il piacere era ricercato sia dagli uomini che dalle donne e provare un orgasmo non era vissuto come una colpa. Le orge erano considerate una valvola di sfogo, il sesso anale era ritenuto un’attività divertente, e la masturbazione, chiamata "cheiromanìa" o “passione della mano”, era vista come una forma di sicurezza per coloro a cui il sesso non era concesso, non come uno spreco di seme.
Con l’inizio del Cristianesimo, però, nasce l'idea di "peccato" e conseguente espiazione e autoflagellazione. Il sesso privo di fini riproduttivi viene identificato con l’orgasmo, mentre la scienza e le correnti femministe, in tempi più moderni, rivendicano il diritto all’orgasmo femminile, storicamente penalizzato dalla religione cattolica e da tutte le religioni monoteiste. Nel Rinascimento, con la ripresa degli studi anatomici, Matteo Realdo Colombo descrisse per primo il clitoride con le seguenti parole: “Se lo si tocca, si scopre turgido e oblungo, tanto da muoversi come una sorta di membro maschile. Se lo si strofina vigorosamente con il pene, o lo si tocca anche solo con un dito, a causa del piacere il seme volatile si sparge ovunque.” Tuttavia, alcuni sostenevano che le protuberanze rendessero le donne incapaci di sperimentare piacere durante l’atto sessuale.
Il periodo vittoriano reprime ulteriormente il piacere sessuale femminile, e nel matrimonio il piacere femminile scompare. La masturbazione femminile viene considerata addirittura una causa di malattie, tra cui l’isteria. L’excursus storico del piacere sessuale è lungo e complesso; passo quindi a considerazioni riguardanti i tempi moderni, che hanno permesso, grazie allo studio del corpo umano, del comportamento delle persone e della psicologia, di giungere a una rivalutazione della sessualità e del piacere, più simili a quelle dei patriarchi greci.
La maturazione del sistema nervoso dipende molto dalla stimolazione sensoriale, così come dagli aspetti emotivi e cognitivi. Se osserviamo un’ecografia, possiamo notare come nel feto maschio siano presenti riflessi di erezione sin dai primi mesi di vita, prima della nascita. Allo stesso modo, si può notare che al primo giorno di vita le bambine possono presentare lubrificazione vaginale e erezione clitoridea (Master e Johnson, 1986).
Sulla base di uno sviluppo specie-specifico, iniziano a svilupparsi i contatti tra i genitori e il cucciolo umano attraverso la cura del bagno, dell’allattamento e del gioco. Le risposte ai comportamenti sessuali riflessi dei bambini da parte dei genitori sono fondamentali per lo sviluppo della futura identità sessuale e per la capacità del bambino di stabilire e mantenere relazioni intime. Questo dipenderà dalla capacità dei genitori di reagire in modo naturale e positivo alle reazioni dei figli. Gli organi sessuali catturano l’attenzione poiché, grazie alla stimolazione, producono sensazioni piacevoli. Secondo alcuni autori, l’attività di stimolazione inizia verso i 6/7 mesi di vita e diventa sempre più esplicita a 15/16 mesi; nelle bambine può iniziare a 10/11 mesi e poi rimanere più sporadica e occasionale, assumendo forme diverse rispetto ai maschietti.
Queste forme di stimolazione non sono pericolose; oltre a favorire uno sviluppo naturale della sessualità, offrono l’opportunità di una migliore conoscenza di sé e del proprio corpo. Sarà intorno ai tre anni che i bambini inizieranno a percepire gli atteggiamenti di disapprovazione dei genitori nei confronti dei giochi genitali. A questo punto, diventa importante che i genitori comunichino e insegnino alcune regole di comportamento sociale, facendo attenzione a non trasmettere messaggi negativi o di disagio nei confronti della sessualità.
Il tema proposto è importante e meriterebbe una trattazione approfondita. È per questo motivo che ho ritenuto fondamentale condividere con i lettori la naturalezza della sessualità e del piacere che accompagnano lo sviluppo dell’umanità e delle persone sin dalla gestazione. Oggi, più che in altri periodi, percepisco confusione e timore nell’affrontare un tema che richiama molti aspetti della nostra esistenza. Spero quindi che la giornata dell’orgasmo, qualunque essa sia, possa riaccendere l’attenzione sulla sessualità, sul piacere e, soprattutto, sull’importanza della responsabilità nelle relazioni.
Angela Campanelli
Psicologa Psicoterapeuta Consulente Sessuale







