Tempi moderni

19 Giugno 2022



Tempi moderni
Tempi moderni

Mi rivolgo al nostro tempo. Faccio fatica a stargli dietro con lo sguardo. Ogni cosa si muove freneticamente. Ogni porzione della società umana, dall’economia, alla politica, dalla società al singolo individuo, dalle scelte soggettive a quelle su scala globale sono caratterizzate da una sorte di frenesia. L’etimo di Frenesia trova radici nel greco antico. Phrén ovvero animo o diaframma -come sede delle emozioni che da esso scaturiscono-. Per estensione direi moto del respiro affannoso per pulsante attività diaframmatica, dovuta a continua sollecitazione e riduzione degli stati di quiete.

La si vede nel consumismo, nel traffico, nelle capacità di giudizio, nel modo in cui si vive il quotidiano, nel modo in cui si guarda al passato ed al futuro. Nessuno è esentato dall’entrare in contatto con questa frenesia. Molti ne sono fagocitati, sempre o a intermittenza. Alcuni resistono, creando forti attriti, altri ne sono immuni, ma sono pochissimi, io credo. La frenesia è un’accelerazione che si spiega benissimo con il termine latenza. Da fonte Wikipedia “La latenza  in informatica e telecomunicazioni, indica in un sistema di elaborazione dati e o di telecomunicazioni, l’intervallo di tempo che intercorre fra il momento in cui viene inviato l’input/segnale al sistema  e il momento in cui è disponibile il suo output. In altre parole  è  una misura della velocità di risposta di un sistema”.

Noi umani riteniamo che lo strumento più potente attualmente disponibile sia la comunicazione e che una migliore comunicazione sia quella con una latenza sempre più ridotta.  Ne deriva che la latenza viene interpretata  come ritardo o inceppo comunicativo, non come momento di riflessione e di ponderazione e diviene ostacolo da rimuovere.

Meno ostacoli -> più comunicazioni in rapida successione -> più frenesia.

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