La confusione linguistica, Torre di Babele di oggi

14 Maggio 2021



La confusione linguistica, Torre di Babele di oggi
La confusione linguistica, Torre di Babele di oggi

Qualsiasi iniziativa volta alla promozione dell’educazione e del rispetto per le persone e in particolare per le minoranze di qualsiasi tipo, dovrebbe essere salutata con favore e sostenuta con entusiasmo.

Non è stato così per il Glossario del linguaggio rispettoso per la comunicazione interna ed esterna dell’Europarlamento redatto dalla “Unità Uguaglianza, Inclusione e Diversità” della Commissione Europea.

La stampa più moderata, e prevalentemente conservatrice, non ha esitato a bollare il documento di ridicolo, tragicomico, di follia del political correct imperante. Per esempio, quando ci suggerisce di sostituire le parole “madre” e “padre” con “genitore 1 e 2”, oppure “persone LGBTI+”, quelle con particolari preferenze sessuali aggiungendo una “I” per comprendere variazioni Intersessuali e  il segno “+” in previsione di chissà quale ulteriore possibile sfumatura di grigio.

Certamente, non si capisce bene la proposta di chiamare i “balbuzienti” “persone con difficoltà di linguaggio”, quando tali difficoltà potrebbero derivare da tante altre cause: mancanza di cultura, timidezza, saggio riserbo.

Ci sembrerebbe, poi, veramente “tragico” dover buttare in un rogo di savonaroliana memoria le belle canzoni “Angeli Negri” di Fausto Leali e di Don Marino Barreto Jr. (non inibito nell’uso della parola “negro” pur essendolo personalmente) o le registrazioni dello sketch comico di Bramieri–Agus (sempre ispirato dalla canzone “Angeli Negri”), solo perché si menziona più volte l’aborrita e vietata parola!

Insistentemente ritorna in mente la biblica leggenda della Torre di Babele, nella sua rappresentazione simbolica e nella ermeneutica largamente condivisa di atto punitivo della superbia degli uomini e della trasgressione alle regole divine.

Per un richiamo dall’attualità, viene da riflettere sulla particolarità della modalità utilizzata da Dio per la realizzazione della  punizione. Avrebbe potuto distruggere uomini e cose con una sorta di esplosione vulcanica a somiglianza di Sodoma e Gomorra, con una grande alluvione come nel diluvio di Noè, con una trappola mortale come quella praticata per l’annientamento dell’esercito egiziano inseguitore di Mosè attraverso il mar Rosso, con una bomba nucleare di molti megatoni (Dio ne poteva disporre già da allora!).

Nulla di tutto ciò, questa volta, il Dio biblico – severo e castigatore – non vuole annientare indiscriminatamente i trasgressori, ma solo ridurli all’impotenza e farne fallire l’impresa. Scenario operativo e condizioni ideali per l’utilizzo di una nuova e potente arma non letale: la “confusione linguistica”.

Un’arma non letale (in angloamericano, più propriamente arma meno letale “less lethal weapon”) consiste in un dispositivo che non toglie la vita (quasi mai) ma immobilizza, paralizza,  riduce all’impotenza e inibisce ogni azione di offesa e di fuga.

Attendiamo da tempo che le nostre forze di polizia vengano dotate di un’arma non letale (Pistola Taser) affinché possano intervenire con maggiore determinazione ed efficienza a protezione dei cittadini e delle loro case e cose.

Forse caso unico, un’arma, ancorché non letale, può rivelarsi concretamente utile per un miglioramento della civile convivenza.  Diversamente, l’epilogo della Torre di Babele dimostra che, un’altra particolare arma non letale, la confusione linguistica, può invece avere effetti disastrosi e devastanti.

Nel 2016 l’Oxford English Dictionary  ha eletto parola” dell’anno Post Truth, definendola come “relativa a circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica del ricorso alle emozioni ed alle credenze popolari”.

L’inganno della Post Truth sembra abbia contribuito pesantemente alla vittoria del referendum Brexit e successivamente influito in altre competizioni elettorali.

Oggi questa parola è praticamente scomparsa, dopo averne sperimentato la sua straordinaria forza distruttiva della verità. Questa potente arma di manipolazione è stata potenziata e sostituita con armi ancora più potenti: le fake news, che ignorano totalmente i fatti oggettivi e la verità e il politically correct che, sotto la maschera dell’estremo rispetto formale verso i supposti più deboli,  genera e nello stesso tempo si alimenta della confusione linguistica a premessa di una vera e propria tirannia ideologica.

Coloro che mascherano e cambiano i significati originali delle parole intendono veicolare distorte percezioni della realtà e nuove emozioni condizionanti, sfruttare bias cognitivi favorevoli e avvelenare la logica e la comunicazione, creare incomprensione, confusione e caos per trarne un vantaggio personale o a favore del proprio gruppo sociale.

Il Glossario dell’Europarlamento non merita di essere ritenuto ridicolo o tragicomico ma infido, tendenzioso, fertile humus per la crescita della cultura della cancellazione (cancel culture), dell’ostracismo e dell’eliminazione di chi non si dimostri perfettamente allineato al pensiero mainstream che, ben noto, non è qui necessario definire.

Dio, con la Torre di Babele, ci ha fatto conoscere la confusione linguistica come un’arma non letale; alcuni uomini la stanno trasformando in un’arma di distruzione di massa.

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La confusione linguistica, Torre di Babele di oggi

Luigi Vellone

Ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella, l’Accademia Militare e la Scuola di Applicazione. Da ufficiale ha svolto per alcuni anni attività di comando nei reparti operativi dell’Arma della Trasmissioni. Terminati gli studi di Ingegneria e transitato nel Corpo degli Ingegneri E.I., ha svolto e diretto varie attività tecniche e successivamente, nel Servizio Informazioni e Sicurezza, è stato responsabile dello sviluppo, certificazione ed impiego di apparati e sistemi cifranti. E’ stato rappresentante nazionale presso Agenzie di sicurezza alleate e nei principali programmi internazionali sulla security concludendo la sua carriera come Direttore della Divisione Intelligence tecnologica con il grado di Maggior Generale. Nei successivi 15 anni è stato Consulente per la Cybersecurity delle maggiori Aziende italiane delle Telecomunicazioni, dell’Informatica e della Advanced Technology Consultants ltd. di Macau (China).

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