Amore e guerra

19 Marzo 2019



Amore e guerra
Amore e guerra

Quale insegnamento possiamo ricavare confrontando due esperienze così diverse come la guerra e l’innamoramento?

Cominciamo da  alcune  corrispondenze. Anche la  guerra è una passione, col batticuore, l’attesa, l’angoscia  e l’entusiasmo. In guerra aumenta l’amore di patria, il senso di fratellanza  al punto che ciascuno è pronto a dare la sua  vita. La morte di uno dei nostri  è  come la morte di un  nostro famigliare. Metà della guerra, perciò, appartiene  al territorio dell’amore.

Coinvolto nella guerra, l’individuo viene  assorbito dalla collettività. Il suo io si dilata in una entità più grande, che lo fa sentire invincibile ed  annulla la paura della morte. Noi temiamo la morte quando  siamo isolati, arretriamo con terrore davanti al  pensiero impensabile di non esserci più. Fondendoci nella collettività,  il nostro io perde di importanza. Nelle battaglie gli eserciti si fronteggiano impavidi  fino al  momento in cui  una parte cede. Allora la  forza data dal cemento dell’identificazione collettiva  scompare e gli sconfitti  –  tornati individui isolati –  fuggono in preda al panico abbandonando le armi.

Anche l’innamoramento è una passione totale che  assorbe ogni nostro pensiero. La  persona amata  diventa più importante di noi stessi e noi ci fondiamo  con essa. Nasce così una collettività superiore ai  singoli individui isolati, la coppia, ed essi  trovano pace solo in essa. Anche nell’innamoramento scompare la paura della morte. Anche nell’ innamoramento proviamo terrore e disperazione solo quando ci sentiamo abbandonati dall’altro, soli.

 

Qual è, allora, la  differenza fra i due processi ?

Beh, qualcuno dirà, la guerra riguarda grandi collettività e l’innamoramento due soli individui. Ma vi sono anche guerricciole e  faide fra due sole  famiglie. Il punto da esaminare è un altro. Nella guerra la solidarietà, l’amore per i tuoi, dipende dall’esistenza di un nemico. Scomparso il nemico, scompare l’amore. Freud  ci ha  spiegato perché  accade.

Noi, egli ci dice, siamo ambivalenti, proviamo rancori, invidie, risentimenti, anche verso i nostri amici, i  genitori, i fratelli, il marito o la moglie. Solo nella  guerra l’ambivalenza  scompare perché mettiamo tutto il bene, la solidarietà, l’amore, la  giustizia nei  “nostri” e proiettiamo tutto il male,  tutta l’ingiustizia, sul nemico. Da una parte solo luce, dall’altra le tenebre.

I sociologi hanno applicato questo modello a  tutte le  formazioni sociali e  sostengono  che la collettività resta unita  e la  fratellanza sociale dura, soltanto finché  c’è un nemico. Scomparso questo, svanisce.

L’innamoramento è  importante perché  ci dà la prova che questa teoria non è vera. Ci  dimostra che può formarsi una  comunità  duratura, in cui ciascuno  si dona all’altro, senza bisogno che ci sia un nemico. L’innamoramento è il più piccolo movimento che genera solidarietà, amore, altruismo, per pure forze interne.

Fenomeno che accade  anche nei movimenti religiosi, soprattutto cristiani, in cui ci si converte senza che esista un nemico e si sta insieme e ci si prodiga con generosità per gli altri. Ma l’innamoramento è quello che possiamo sperimentare tutti, atei e  credenti, e da cui nasce la coppia, la  famiglia. Esso dimostra che possiamo liberarci dalla dannazione del conflitto e dell’odio.

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Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020), Il rinnovamento del mondo. E’ mancato il 14 agosto 2023.

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