Continuerà il terrorismo?

27 Settembre 2021



Continuerà il terrorismo?
Continuerà il terrorismo?

Tutti gli anni l’11 settembre noi vediamo la drammatica scena delle torri gemelle. Due aerei si infilano dentro ai grattacieli e li annientano e ogni anno ci sentiamo dire che quell’episodio è stato cruciale nella storia dell’umanità, cruciale per indicare una lotta tra il mondo libero occidentale e il terrorismo.

È la versione americana di ciò che è successo nella seconda metà del 20 secolo. Un mondo islamico aggressivo, irrequieto, che minaccia, bombarda, attacca, distrugge l’odiato occidente.

Ma che cos’è una lotta in cui da un lato ci sono dei paesi ,delle potenze, delle grandi organizzazioni e dall’altra il terrorismo? Una sorta di malattia cerebrale che corre lungo il mondo islamico e li porta a colpire gli odiati occidentali: i crociati.

No, questa versione americana è sbagliata. Lungo tutta la seconda parte del ventesimo secolo è avvenuta sì una lotta ma fra un mondo islamico di tipo tradizionale con i suoi imperi, le sue monarchie, la sua civiltà che veniva attaccato, sgretolato, messo in difficoltà tanto sul piano militare, quanto sul piano culturale dai modelli dell’occidente. L’occidente minacciava il mondo islamico non con le armi, ma perché modificava la sua concezione del mondo, le sue gerarchie, i suoi valori e creava una dipendenza dai modi di essere dai valori, dai costumi della mentalità occidentale; allontanava gli islamici dal loro sentire tradizionale imponendo loro, non con la forza, ma soprattutto con i costumi, con le abitudini, con la vita quotidiana un altro modello di civiltà. Finché è stato forte l’impero ottomano questo pericolo non si è sentito perché semmai era l’impero ottomano che era all’avanguardia, in progresso, vincitore. Ma con il disfacimento l’indebolimento dell’impero Ottomano all’inizio del ventesimo secolo immediatamente sono sorti dei movimenti che è giusto chiamare islamisti e non islamici che non accettavano l’ordine occidentale e volevano restaurare i valori la religione i costumi e il potere del passato. In questa ricerca dei valori della tradizione essi andavano cercando quelli che essi consideravano i valori fondatori, i veri valori dell’islam quelli che valevano all’epoca dei grandi califfi ben guidati e che poi abbandonati hanno provocato il suo indebolimento. Già nell’Ottocento al Wahabi ha fondato l’ordine dei Wahabiti che si è impadronito di buona parte della Mesopotamia e alla fine ha preso il potere sull’Arabia saudita insieme alla famiglia Saud.

Ma ricordiamo alla fine del 19 secolo la grande epopea del Mahadi (ricordiamo che il Mahadi è il nome ebraico che indica il Messia. È colui che viene a restaurare la fede nell’ultimo giorno, colui che dalle montagne della Nubia è disceso con un grande esercito sino a conquistare Khartun e si proponeva di impadronirsi di tutto l’Egitto e restaurare l’impero.

Tanto i Wahabiti come il Mahadi come innumerevoli altri movimenti sorti in quel periodo, non volevano semplicemente conservare l’islam com’era, volevano rinnovarlo dalle fondamenta, rigenerare il mondo ritornando nel passato. Per questo essi non devono essere semplicemente considerati movimenti islamici, ma movimenti islamisti, cioè volti alla rigenerazione dell’islam originario e a un mondo nuovo felice puro fatto di saggezza e dominato dalla Sharia.

Abbiamo detto decine, centinaia di movimenti perché lungo tutto il nord africa dall’Algeria sino alla Palestina ogni volta che c’era una presenza o una avanzata occidentale esplodeva quasi sempre una reazione islamista. Lo provano le storie della legione straniera che era sempre impegnata in avventure nel deserto per respingere attacchi di qualche ribelle locale e finito uno incominciava l’altro. Cioè l’islam, nel profondo, non ha mai accettato questo dominio culturale prima che economico, politico occidentale e c’è stata una grandissima elaborazione concettuale e politica di cui ricordiamo anche soltanto  il fondatore dei fratelli musulmani nel 1929 Al Bahanna.

Said Quud e komeini.

Con l’impetuoso sviluppo economico dell’occidente che ha coinvolto anche i paesi islamici è rinato il sogno di poter convertire  l’Europa all’islam e comunque di poter sconfiggere l’occidente diminuendone la potenza. È in questo quadro di ritorno al passato che un andare verso il futuro di una restaurazione di una purezza originaria che darà ai musulmani la forza di distruggere l’occidente, che ha senso l’operazione incredibile organizzata da Bin Laden portare la guerra negli Stati Uniti.

D’altra parte dove erano andati al potere come in Iran gli Islamisti avevano instaurato una teocrazia che prendeva le tecnologie occidentali ma rifiutava totalmente i suoi valori economicisti di base. Fermenti di questo tipo erano presenti in tutti i paesi islamici, pensiamo alla disperata battaglia di Grozny fino all’avventura dei talebani in Afghanistan e all’intervento americano. Anche i talebani come molti movimenti islamisti volevano restaurare l’islam delle origini e lo facevano nel modo più becero, islamista, con la lapidazione, la mutilazione come all’epoca di Maometto. Ma gli americani non hanno invaso l’Afghanistan per soffocare questo islamismo religioso, lo hanno attaccato perché Bin Laden si trovava in Afghanistan ed essi hanno chiesto ai talebani di consegnarlo per poterlo condannare a morte. I talebani si sono rifiutati e loro hanno invaso l’Afghanistan.

Morto bin Laden avrebbero potuto andarsene e di fatto se ne sono andati attraverso negoziati

Ho ricordato con chiarezza questa distinzione tra mondo islamico e movimenti islamisti perché in questo momento tutti si aspettando una grande recrudescenza del terrorismo. Ma come, dicono, sono arrivati i talebani in Afghanistan e adesso tanto loro quanto altri terroristi sono liberi di fare quello che vogliono. Questo nell’ipotesi che il terrorismo fosse un’organizzazione internazionale che agisce per scopi propri, ma il terrorismo non è un ma è l’espressione di movimenti e in questo momento i grandi movimenti di grande rivitalizzazione dell’islam e di conquista dell’occidente sono molto indeboliti, sono ormai ridotti a piccoli gruppi sparsi.

In Afganistan si contendono il territorio i Pashtun, i Talebani, Al qaeda, l’Isis, ma non vi sono grandi forze islamiste lanciate contro l’occidente. Può darsi che domani ne sorgano di nnuove  ma per il momento non mi sembra che una grave minaccia islamista contro l’occidente sia da considerarsi probabile.

 

 

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Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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