Danza la donna amata

6 Ottobre 2019



Danza la donna amata
Danza la donna amata

Sempre ci sono stati dei grandi danzatori maschi e oggi in primo piano, adorato da tutti, c’è Bolle.

Eppure la danza, nel corso della storia, è stata fondamentalmente femminile, una forma artistica in cui il corpo femminile, attraverso la partecipazione musicale, esprime al massimo il suo erotismo, la sua capacità di seduzione. Ce lo ricorda il caso di Erode Antipa che aveva fatto imprigionare Giovanni Battista perché lo accusava di vivere con Erodiade, moglie del fratello. Ma non intendeva ucciderlo. Allora Erodiade chiede alla figlia quattordicenne di fare una danza licenziosa. Erode ne è e sconvolto e le promette tutto ciò che avesse voluto. La ragazza gli chiede la testa di Giovanni Battista. L’episodio ci offre un esempio di fascinazione erotica a cui l’uomo non sa sottrarsi.

Lo stretto rapporto fra danza femminile e erotismo ci è confermato dalla presenza, nell’antico Egitto, in Mesopotamia e soprattutto in India, di danzatrici sacre, ad un tempo prostitute sacre, di cui ricordiamo in particolare le devasi. La danzatrice sacra balla nel tempio, non solo ispirata, ma partecipata dal dio e i maschi possono averla dando un contributo. Il rapporto con la prostituta sacra era un contatto con gli dei. In Grecia erano presenti i culti di Dioniso. Nel Medioevo il cristianesimo dominante e la musica sacra hanno quasi annullato la danza erotica. Questa veniva praticata nelle corti, nei palazzi in modo privato

È soltanto ne XIX secolo che la danza diventa spettacolo nei teatri e viene fruita dal pubblico, prevalentemente maschile. Nel celebre Moulin Rouge  sono le donne che danzano in modo erotico e gli uomini le guardano. La prosecuzione della danza, in non pochi casi, è la prostituzione. Vi è pero un altro filone della danza, quello classico, in cui il corpo della ballerina è diserotizzato, con il tutù bianco, le calze bianche e le forme prestabilite del ballo stesso. Tutto qui è etereo, spirituale, lontano dall’erotismo che invece si afferma con il Burlesque e che apre la strada al nudo integrale.

Per cento anni ha successo il ballo in coppia, poi, improvvisamente, verso il 1960, la coppia si rompe, i ballerini si agitano sulla pista.

La danza solista, poi, nell’uomo esprime potenza, forza, volo e armonia, e nella donna sprigiona la femminilità e uno straordinario erotismo. È forse, quella solista, la dimensione più propria e più vera del ballo. Pensiamo a Isadora Duncan: è semplicemente la donna che balla, che danza da sola, che danza lasciandosi permeare dalla musica, che lascia che il suo corpo esprima ogni emozione che lo attraversa.

Ma questa stessa donna che danza per sé, può danzare anche per l’uomo che le piace, per l’uomo che ama. Non c’è piacere più grande per un uomo che vedere la donna amata che danza completamente assorbita dalla musica, e si spoglia per lui. Allora il suo corpo, che è per lui sempre eccitante, sempre desiderato, diventa incantato, magico. Per l’uomo è un’esperienza unica, perché non c’è niente di più coinvolgente che guardare la donna amata così trasfigurata.

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Danza la donna amata

Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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