Dicotomie in amore

4 Aprile 2021



Dicotomie in amore
Dicotomie in amore

Vi sono uomini e donne che, quando si innamorano, desiderano l’altro solo per loro, in modo esclusivo e sono gelosi di tutti gli altri. Concepiscono l’amore come coppia esclusiva e fedele al punto da non poter sopportare un rivale. In non pochi casi ho avuto l’impressione che questo tipo di persone per prima cosa, o quasi, si domandano se la donna o l’uomo che hanno appena conosciuto e che piace loro è in qualche modo impegnata, se ha un legame emotivo o sessuale con qualcun altro. Non fanno un’investigazione, non pongono nemmeno domande; si basano sull’impressione del momento. Se lui le si siede accanto, parla solo con lei, non si distrae ma resta attento, interessato, la donna si sente rassicurata, lieta e tende ad aprirsi. Se invece lui è distratto, parla con altre persone, ride con loro, insomma non si concentra su di lei come se in quel momento fosse l’unica cosa importante, allora la donna perde interesse, si distrae e qualche volta si allontana volontariamente. Se poi, continuando il rapporto, si accorge che mentre parla con lei scambia parole anche con altri, si lascia corteggiare, dà confidenza, da un lato può essere attratta, interessata, desiderarlo sessualmente ma, dall’altro, tende a chiudersi emotivamente, a sbarrare le porte dell’amore, della fiducia, della tenerezza. Lo stesso vale per l’uomo. Questa donna può piacergli, ma allo stesso tempo ha paura di abbandonarsi fiducioso ad amarla. A ogni incontro si trova potenzialmente sempre di fronte due strade: una è la strada erotica, l’altra quella dell’amore.

La strada erotica è più facile quando si accorge che l’altra ha già rapporti erotico amorosi con altre persone, scherza con loro, si rende appetibile, e perciò si domanda: “Perché, se lo fa con loro, non lo fa con me? Perché non ne approfitto anch’io?”. Molte donne sono affascinate da uomini che hanno successo con le donne e anche molti uomini desiderano le donne più belle e più corteggiate.

Le persone di cui parliamo in queste situazioni, invece, reagiscono chiudendosi. Sono attratte dal gioco seduttivo, però proprio l’intensità del desiderio che sentono nascere in loro li mette in allarme. Hanno paura di attaccarsi in modo esclusivo a una donna che potrà anche andare con altri, amare altri, farli soffrire. In un istante si convincono se costei potrà costituire una coppia chiusa o non possono esserne sicuri. Un esempio?

Due giovani si incontrano, simpatizzano, però, nel corso della conversazione, lei gli dice che ha un ragazzo con cui sta per partire per una vacanza. E, sentendo che lei sarà subito via con un altro, lui abbassa la saracinesca, tanto dell’eros che dell’amore. Ma solo per il momento. Al suo ritorno tutto è possibile. Non è perciò uno sbarramento profondo, è solo un moto di rinuncia momentaneo.

Quando avviene lo sbarramento profondo?

Io credo quando si è profondamente radicata nella nostra mente la separazione netta fra coppia fedele e amorosa e coppia sessuale, che non ha impegni reciproci. Gli esempi di coppie momentanee, puramente sessuali, sono numerosi e costantemente proposti come modello di relazione. D’altra parte l’attrazione sessuale può risvegliarsi in qualsiasi momento.

Da dove viene invece l’archetipo della coppia esclusiva chiusa? Dall’esempio della propria famiglia? Dall’ideale proposto dalla nostra società? Come ideale proposto dai poeti?

Io penso che esista una struttura archetipica che si attiva nell’innamoramento. Che nasce dal due, i due che ricostruiscono insieme il mondo. Dovremo ritornare in seguito su questa esperienza ed analizzarla più a fondo. Ora però possiamo osservare che un’immagine archetipica di coppia esiste già nell’infanzia, nell’affetto dei fratellini abbracciati quando sono soli o e nell’amico del cuore. Sono solo loro due uniti da un legame infrangibile, che affrontano insieme ogni difficoltà. Sono due uguali, due pari, entrambi eroici come gli amanti della sacra legione tebana.

Sappiamo, però, che anche i bambini si innamorano.

Quando i due bambini sono vicini organizzati subentra l’ordine adulto e nascono i fidanzatini. Quando invece sono lontani l’innamoramento infantile non conduce alla coppia di pari, ma all’assoluta superiorità dell’amato sull’amante. La persona amata viene vista come divinizzata e inavvicinabile. Pensiamo a Charlie Brown innamorato della ragazzina coi capelli rossi. In sostanza, già nell’infanzia abbiamo le basi per una coppia esclusiva e duratura. È il sesso che rompe questa tendenza creando attrazioni, desideri, eccitamenti improvvisi in cui non gioca l’altro nella sua interezza, ma sono implicati solo il corpo e i genitali. Il gioco “del dottore” non è un’esperienza amorosa, ma sessuale. Ed è qui che si biforcano le due strade di cui abbiamo parlato all’inizio, quella erotica, promiscua e l’altra, sessualmente esclusiva.

Nell’incontro, o nei primi incontri, il soggetto arriva a decidere, più intuitivamente che attraverso un ragionamento, quale strada percorrere e quale evitare. Può sembrare assurdo che un processo trasformativo di questa portata, con conseguenze tanto gravi nel corso della vita, possa venir deciso in un tempo così breve e su cosi pochi elementi. Sappiamo che, quando si è avviato, l’innamoramento procede con una forza inarrestabile. E non c’è modo di interromperlo e spegnerlo. Mentre, all’inizio, si può compiere mentalmente un’operazione che lo blocca, che gli crea davanti una barriera mentale invisibile e all’apparenza debolissima, ma invece spesso infrangibile.

Questo tipo di barriere mentali che vengono erette rapidamente e spesso inconsapevolmente in qualche modo assomigliano a un compito ipnotico che si dà a se stessi.

Quando si sceglie di dire no a un amore in cui non c’è esclusività, se lo proibisce profondamente, è come se si desse l’ordine di non far passare, di non ammettere in casa propria, nella mente, nel cuore una certa classe di persone. È un ordine permanente che mobilita tutto il cervello come se fosse una fede religiosa, un’ideologia, un tabù, un a-priori.

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Dicotomie in amore

Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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