Differenze culturali e gelosia

23 Marzo 2019



Differenze culturali e gelosia
Differenze culturali e gelosia

Sono Luisa, ho 56 anni , mi sono sposata giovane e ho avuto due figli:   sono  nonna. Da circa  12 anni  mi sono separata  e anche se ho avuto  qualche relazione, nessun uomo mi piaceva veramente e mi sono abituata alla vita da single. Stavo bene , le mie giornate erano piene, sono abituata a fare piccole gite, cinema, teatro sci. Poi ho conosciuto  Giovanni e  mi sono innamorata in breve tempo, Giovanni usciva da una relazione e non mi ha mai nascosto l’amore che aveva avuto per Sara. Io non sono bella, ho soltanto un diploma, cerco di tenermi informata e sono attiva.  Giovanni  ha un lavoro impegnativo, proviene da una famiglia importante,  è laureato con lode…ecc…  Sin dal principio ho patito molto la nostra differenza culturale, anche se lui la nega. Io  posso dedicargli del tempo,  non ho grandi pretese e  lui dice di volermi bene, di amarmi, fa progetti.

Circa un anno fa ho guardato il suo cellulare, con la sua ex si scambiava ancora molti messaggi, nulla di male: ho  confessato di averlo fatto, dicendogli che  quello che avevo visto mi intristiva molto .  Ieri lui ha dimenticato il cell a casa mia. La tentazione ha vinto. Purtroppo ho visto che lui l ha aiutata con procurandole un idraulico…insomma talvolta si frequentano, si fanno favori reciproci. Si è un po arrabbiato, dicendomi “non è il caso che ti punisca andandomene  o facendo scene, però sappi che a me queste cose non stanno bene” .  Gli ho chiesto se è disponibile a una terapia di coppia e mi ha dato la sua disponibilità. Giovanni rappresenta per me l’uomo ideale, ha tutte le caratteristiche che mi appassionano . Entrambi siamo consapevoli che alla nostra età è naturale avere un passato.  Ma mi sento insicura , non riesco ad apprezzare ciò che stiamo costruendo insieme, c’è sempre un nuvolone che oscura.  Non lo so, so soltanto che sto male .

La ringrazio molto e la saluto caramente

Luisa

 

 

Differenze culturali e gelosiacara Luisa

lei  appare una donna intelligente, capace di affrontare della vita, i momenti buoni e le avversità. Oggi, a 56 anni ha finalmente un buon compagno, adatto a lei che ama: potrebbe dirsi realizzata. Tuttavia  questa sua vita,  che è, che sarebbe, se volesse fare un bilancio, positiva, è avvelenata da una gelosia amara e insidiosa.

Il fatto è cara Luisa che nella prima parte della vita noi in fondo ci affidiamo ai talenti che si sviluppano naturalmente e ai casi fortuiti. Man mano che proseguiamo nella vita ci si pone un compito non facile, costruirci come vogliamo ma questo implica riuscire a far crescere ciò che è rimasto indietro. Lati di noi che non si sono sviluppati  e che possono causarci dei fastidi.  È il caso a mio avviso, della sua  forte tendenza all’umiltà che ostacola la sua ambizione anche in amore:  essere umile  l’ha aiutata ad affrontare la sua esistenza in modo costruttivo senza aspettarsi troppo, ma  ora la sta limitando assai più di quanto non immagini. Rilegga la sua lettera e si renda conto con quale facilità  lei tende a sminuirsi.  Tra l’altro  è molto ben scritta Denota una capacità non comune di raccontare e analizzare.

Questa riflessione la faccio indipendentemente dalla presenza di una rivale, in quanto, sinceramente, non capisco se  Sara lo sia, probabilmente no ( io non credo a due persone  profondamente innamorate che si lasciano per contingenze).

Se ha letto un po’ degli articoli del nostro magazine, che espongono una precisa teoria dell’innamoramento, avrà visto che noi parliamo dell’amore come l’esperienza, forse l’unica nella sua radice, nella quale due persone si incontrano su un piano di parità. Non importano le differenze, perché l’amore crea una nuova entità ci fa trasformare, ci cambia. Lui non ha bisogno di una donna laureata, ma di una donna come lei e in amore dell’altro non vediamo se è laureato ma per noi è unico ” atopos”, come diceva Rolan Barthes: perchè le sembra strano essere amata?  Pensi a Marta Marzotto che proveniva da una famiglia poverissima, faceva la mondina e sposò il figlio di una delle più ricche e importanti famiglie italiane.  E’vero Marta era bella, ma mostrò di avere tante altre qualità, seppe stare al fianco di un uomo importante, era un’ottima padrona di una casa, riceveva persino capi di stato.  E poi seppe anche affrontare la vita da sola, reinventarsi da  capo.Se ha qualche rimpianto, ad esempio di non aver potuto studiare, si dia da fare, si metta alla prova. Impari una lingua, divenga molto brava in un campo che le piace. Poi si impegni a valorizzare se stessa. Ricordi che il fascino non è la bellezza. Smetta di pensare di sè che è brutta: si faccia consigliare un nuovo stile che la valorizza, faccia emergere le sue qualità.

E sinceramente, io non trascinerei quest’uomo da un terapeuta di coppia, non mi sembra ne abbiate bisogno, ma coltiverei la vita con lui come già sa fare.

Ma soprattutto  terrei un profilo elevato, senza andare a sbirciare sul cellulare. Questo è l’unico segno di disparità forte che colgo. Se lo ama, gli stia vicino  e lasci andare tutto il resto. Non  avveleni la vostra vita con dei rimproveri e con i dubbi della gelosia. Lei è molto di più.

Buona fortuna

Cristina Cattaneo Beretta

 

 

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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