Dopo la globalizzazione

3 Dicembre 2020



Dopo la globalizzazione
Dopo la globalizzazione

Per capire che cosa sta succedendo nel nostro tempo e che cosa può succedere domani, dobbiamo sempre cercare di capire in quale circolo storico ci troviamo. Alla fine della Seconda guerra mondiale siamo entrati nel ciclo della divisione del mondo in due sfere USA URSS.  Questo periodo è terminato con la caduta del muro di Berlino. Con questa data inizia un nuovo ciclo in cui non c’è più un nemico, si aprono i confini, si liberalizza il commercio, vengono tolti i dazi, inizia lo sviluppo impetuoso della Cina e si crea un unico mercato mondiale. Nel frattempo è esploso il web che ha reso possibile il contatto di tutti con tutti.  È la globalizzazione.

È  stata una grande onda storica a cui hanno partecipato tutti, con straordinari progressi tecnici, la rivoluzione informatica e del lavoro, l’aprirsi di grandi speranze e di meravigliosi orizzonti. In poco tempo si è visto che nel mondo senza confini emergevano delle superpotenze politiche come Cina e India e delle superpotenze economiche come Apple, Google, Amazon, Facebook…

Il processo di distruzione dei confini, delle barriere, ha coinvolto anche le strutture più solide istituzioni, imprese, costumi, chiese, in particolare quella cattolica, le relazioni erotico amorose, la famiglia. Ha preso il sopravvento quella che Bauman chiamava la società liquida. La gente comune, gli imprenditori, i grandi finanzieri, i capopopolo, i capi di stato avevano l’esperienza di avere possibilità illimitate e di godere di una libertà assoluta. Non c’erano più freni, più doveri, più obblighi ma una sola legge: ” fa ciò che vuoi”. Un analogo “potere” di affermare la libertà individuale da ogni imposizione si è diffuso nei rapporti familiari, amorosi, amicali. Il risultato è stata una crescita economica diseguale, una lotta sfrenata per affermarsi, ma anche un periodo di disfacimento dei rapporti, di solitudine e di grande incertezza sul futuro, perché non vi erano più valori guida e principi etici assoluti.

È stato un immenso abbraccio, ma anche una lotta di tutti contro tutti e un crescere continuo del disordine.

L’avvento del coronavirus ha di colpo annientato questo senso di possibilità e di libertà totale perché ha reso pericolosi i contatti, gli spostamenti; ha fatto riapparire i limiti, i confini, statali, sovranazionali. Ed ha fatto di colpo apparire essenziali le leggi e le istituzioni e sorgere il bisogno di un nuovo ordine mondiale.

Il processo di separazione si è esteso subito anche a livello geopolitico. Pensiamo al trattato di libero scambio fra i paesi asiatici del pacifico, il RECP firmato il 19 novembre 2020, che ha dato inizio al decoupling cioè al ‘disaccoppiamento’ della economia occidentale e di quella orientale sotto l’egemonia cinese. E questo può essere l’inizio di un riordinamento del mondo, forse addirittura di una nuova polarizzazione imperiale USA CINA.

È  perciò probabile che, sconfitto il coronavirus coi loro vaccini, i paesi euratlantici abbiano una vigorosa ripresa per il forte slancio vitale e un sussulto di orgoglio per la vittoria sulla pandemia. Ecco dove siamo: alla fine della fase globalizzazione disordinata e di standardizzazione e all’inizio di una nuova epoca di ripresa politica economica, e scientifica e ad un nuovo ordinamento del mondo.

Condividi questo articolo

ARTICOLO PRECEDENTEPROSSIMO ARTICOLO
Back to Top