Emergenza psicoterapia ed emergenza della società

26 Agosto 2023



Emergenza psicoterapia ed emergenza della società
Emergenza psicoterapia ed emergenza della società

Sempre più persone si affidano quando si trovano in difficoltà, sono angosciati, non sanno progettare il loro futuro, a uno psicoterapeuta. Tale fatto costituisce una differenza profonda rispetto al passato, quando la cura era ricercata più da un élite colta e abbiente, che dalle persone comuni  perché la società offriva altre figure di riferimento. Costoro, il prete, il medico, un familiare, un padre spirituale, erano pienamente inseriti nella struttura sociale, sapevi cosa aspettarti da loro e in genere non chiedevano denaro. La psicoterapia ha dovuto affrontare anche un lungo percorso per essere riconosciuta come un elemento specifico di aiuto professionale nei momenti difficili della vita, per guarire da sintomi invalidanti,  perché non si capiva come ci si potesse ammalare se nell’anima o nel corpo. Nel primo caso serviva una figura spirituale, nel secondo il medico.  

Solo dopo il l Covid, sostanzialmente, la psicoterapia è stata riconosciuta come un intervento necessario e si è voluto renderla disponibile anche a chi ha problemi economici.  Questo è accaduto sia perché negli ultimi decenni si sono sviluppati approcci più pragmatici e gli psicologi si sono presentati più come dei meccanici che aggiustano l’ingranaggio che si è inceppato o rotto, che, come guide o maestri, tecnici che curano senza entrare nella profondità della psiche del paziente. E fanno interventi più concentrati nel tempo.  Ma è accaduto anche perché la società si è destrutturata e sono quasi sparite le figure di riferimento di un tempo: è molto difficile che un giovane possa trovare una guida di vita in un genitore, in un insegnante, o rivolgersi a un confessore o a un padre spirituale. Anche nonni e nonne impagabili consiglieri con la saggezza di una vita e il sincero amore per i nipoti, sono quasi spariti.  Ma il bisogno spirituale, non si cancella. E a partire dagli anni Ottanta, con la New Age il vuoto è stato riempito da guru che hanno diffuso pratiche che hanno l'obiettivo di far evolvere spiritualmente. Una fioritura anche editoriale di questo settore che attestava un bisogno autentico di nutrire la parte profonda dell’essere umano. Ma costoro promettevano spesso risultati che le persone non raggiungevano, come la felicità, la ricchezza, il successo, l’amore. Molti hanno inseguito la chimera del pensiero positivo. Dopo anni di esercizi scoprivi che eri rimasto un adepto, un seguace, dipendente dal guru e immaturo come prima. Sostanzialmente perché ciascuno delinea un suo costrutto spirituale e non si è mai creato un grande sistema spirituale riconoscibile e condiviso come lo sono le grandi religioni. Ed inoltre le facili promesse si scontrano con le difficoltà della vita. Se rileggiamo quello che Freud prometteva come esito del lavoro psicoanalitico, ci accorgiamo che non prometteva quasi nulla e avvertiva che maggiore conoscenza di sé non significa diventare più felici.  

Tra i due estremi, quelli che mettono insieme tutte le pratiche che funzionano e la psicoanalisi classica, si trovano approcci come quello junghiano o quelli umanistici (in cui rientra la Gestalt), che mirano a ricercare la realizzazione del sé attraverso un lavoro di crescita /maturazione che è sostanzialmente un conoscere la propria unicità e trovare modi sociali per esprimerla. La tua unicità devi impegnarti ad attuarla nella vita, sapendo però che in tutti noi vi è un fondo di collettivo. Quindi unicità non è capriccio e guarire è anche imparare a oggettivare, a dare un contributo alla società in cui siamo inseriti. In fondo un dovere sociale. - 

Ma un’osservazione va fatta. La richiesta che si fa a una psicoterapia è molto differenziata. Quando mi rivolgo a un altro perché sono in difficoltà, quando soffro, il primo desiderio è quello di rimuovere gli ostacoli che mi impediscono di vivere pienamente.  Ma i miei disturbi e sofferenze possono essere legati a una mancata maturazione, a un insufficiente apprendimento, a difetti del carattere su cui non ho lavorato e che mi inimicano gli altri. Talvolta uno sviluppo unilaterale. E lo psicologo è un professionista che si propone di curarti senza entrare nel tuo sistema di valori, deve rispettare i tuoi valori morali. Ma spesso sono proprio questi che mancano. Forse non hai nemmeno mai pensato a quali sono i tuoi valori. Per questo un suggerimento a chi vuole sottoporsi a una cura è quello di leggere i testi che la persona a cui pensi di rivolgerti ha scritto, o che hanno scritto i maestri della sua scuola.  

Ed infine, si può pensare di affidare a una categoria professionale, per quanto stia crescendo e si stia professionalizzando sempre più, la risposta o la soluzione a problemi che sono legati alla destrutturazione della società? Un processo disgregativo che è più marcato anche della società liquida di Bauman,  che va verso lo scomposto. E il lavoro dello psicologo in un contesto di questo tipo non è sufficiente. La società deve ritrovare ideali condivisi; nel mentre il lavoro dello psicologo si rivelerà tanto più utile, quanto più saprà contribuire al processo ricostruttivo non solo degli individui ma della collettività.

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L'amore e il tempo (Aracne 2020).

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