La vita è avventura: in ricordo di Mino Milani

11 Febbraio 2022



La vita è avventura: in ricordo di Mino Milani
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Mino Milani abitava vicino a noi. Non è difficile a Pavia, o almeno non lo era un tempo, nel quale di padri in figli si viveva spesso nelle stesse case. Era amico di mio padre, avevano quasi la stessa età. Ma io lo conobbi personalmente solo quando pubblicai il mio primo libro; “Il pozzo e la luna" (ed. Aracne, 2014). Era un libro nato dall’incontrarsi di due forze: l’amore per la terra sarda e i suoi monumenti di cui si sapeva allora poco, i pozzi sacri - e i miei studi sui simboli. Fu allora che chiamai Mino Milani. Anche se il mio libro non era un racconto, ma un saggio, lui subito si mostrò disponibile, lo volle leggere e ci incontrammo per parlarne.

Fu una simpatia immediata, a prima vista. Io ero consapevole di trovarmi di fronte a un grande scrittore ed anche a una di quelle persone perbene la cui semplicità traspare già dallo sguardo e dal modo di condurre la vita.

A Pavia, città non sempre generosa, Mino era, vorrei dire è, molto amato. Un amore ricambiato totalmente. Non solo non ha mai lasciato la sua città, ma è stato di ispirazione per tantissimi libri.

Avevo letto diverse sue storie, ma in quel periodo mi immersi completamente nella lettura con grande piacere. Che splendido narratore, come sapeva rendere un’epoca storica, come sapeva scandagliare l’animo umano. Ma sempre con l'istigazione al coraggio, all'azione giusta.

Mi raccontò ridendo che anche lui era incappato in un pozzo. Forse sacro, ma in ogni caso misterioso. E ovviamente ci aveva scritto una storia molto avvincente comparsa sul leggendario Corrierino, storia dal titolo "In fondo al pozzo" (Corriere dei piccoli, 1965-66)

Il romanzo, apparso a puntate sul Corrierino, era ambientato a Oak Island, il luogo è realmente esistente. Nel 1795, in quei luoghi, era stato ritrovato un misterioso pozzo, di origine non naturale, su cui erano fiorite tante leggende. Si diceva che vi fosse sepolto un tesoro di pirati o quello dei templari. Insomma dovevano esserci oro, pietre preziose. Questo aveva attirato molti cercatori, ma nel tentare di entrarvi si erano verificati crolli e una serie di morti disgraziate. Il pozzo e il suo segreto non si erano lasciati violare.

"Quindi anche io -mi disse sorridendo Mino Milani- ero entrato in contatto con il mistero del pozzo".

Il mio era un saggio, la sua una splendida storia di avventura. Entrambi eravamo attratti da un mistero da comprendere. E questo ci mise in contatto.

La vita è avventura

Infatti, come mi disse,

"la vita ha tante parole ma quella che per me sin da bambino ne coglieva maggiormente il senso è -avventura-. L’avventura riguarda tutto. La guerra, l’amore, l’amicizia, ma soprattutto l’eroismo, il coraggio."

Valori che Mino Milani ha portato tra i giovani instancabilmente, avvincendoli, facendo amicizia con loro, rispondendo alle loro domande, raccontando loro la storia. La storia, diceva, ti determina. Anche il tuo anno di nascita, diceva, ti influenza in modo profondo. Ad esempio lui era nato nel '28. E questo lo aveva esposto alla guerra, anche se indirettamente. Troppo giovane per andare al fronte, l’aveva però vissuta in modo molto diretto tramite suo fratello appena più grande. Ma sua mamma aveva portato avanti la sua gravidanza in pace, dunque non era vissuto con i fantasmi della grande crisi economica che secondo lui aveva attanagliato quelli che erano nati solo un anno più tardi, nel '29.

I libri colorano la vita

Ricordo con emozione la prima volta che entrai a casa sua. Mi trovai in una casa piena di libri, a questo ero abituata. Ma in quella casa particolare, solenne e semplice allo stesso tempo e antica, i libri creavano un colore particolare, un colore caldo e mutevole. Mi resi conto in quel momento che i libri possono dare un colore del tutto unico al luogo in cui si trovano. Il suo studio, la stanza dove scriveva, sapeva di lavoro, di fantasia, di raccoglimento, ma era anche colorata, allegra, birichina. Tante volte sono tornata a trovarlo.

Solo due anni fa, ci siamo ritrovati alla presentazione di un altro mio libro Amore mio come sei cambiato (ed. Piemme, 2019). Sono stata in sua compagnia, non tanto come avrei voluto. Ci siamo incontrati altre volte, quando passavo da lui, mi apriva la porta sorridendo, mi offriva sempre qualcosa da bere -qualcosa di forte- per festeggiare e parlavamo di tutto. Ma soprattutto, grata, lo ascoltavo.

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L'amore e il tempo (la nave di Teseo 2020), 1989-2019 Il rinnovamento del mondo (La nave di teseo, 2021)

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