L’ambivalenza

9 Maggio 2023



L'ambivalenza
L'ambivalenza

La nostra mente non sopporta il disordine. Cerchiamo di allineare i nostri giudizi al nostro sentire e di eliminare ogni percezione e pensiero che contrasta con  i nostri valori e con le scelte che abbiamo fatto.  Per questo tendiamo a fare una netta distinzione tra amico e nemico, buono e cattivo, noi e loro.  E ci aspettiamo che l’amico sia sempre dalla nostra parte, che ci tratti bene che non ci tradisca e il nemico sia totalmente disprezzabile: da lui si che ci aspettiamo solo male.Sarebbe più facile, ci semplificherebbe la vita.

Ma la realtà concreta non funziona secondo questa netta distinzione, anzi, tutte le relazioni hanno un certo margine di ambivalenza. In ogni rapporto può esservi l’ombra dell’invidia, della gelosia, la competizione, la rivalità, la tendenza al dominio.  Freud ha preso molto sul serio  questa miscela di attrazione e repulsione, di buono e cattivo, di amore e rancore che caratterizza i nostri rapporti, in quanto l’ambivalenza ha un riflesso sulla nostra vita interiore:  ci paralizza nell’azione, produce disordine mentale, confusione, dilemma e angoscia.

No, non possiamo evitarla, allora cerchiamo in tutti i modi di tenerla sotto controllo, vivendola come qualcosa che non ci tocca nel profondo;  oppure ci difendiamo facendo in modo di non dar peso a ogni più piccola sfumatura secondo il detto: “occhio non vede, cuore non duole”.

Se non vedo che il mio amico si comporta male alle mie spalle non ne soffro. Però tutti noi abbiamo il problema di definire un limite  al non vedere, un limite oltre il quale l’amico diventa nemico - oppure il nemico diventa amico (non era così malvagio come pensavo).

Il Cattolicesimo è la confessione religiosa che a mio avviso ha posto maggiormente attenzione a questa complessità e quindi al valore morale dell’azione.  Insegna che prima che nell’altro l’ambivalenza è in noi:“prima di vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro guarda alla trave nel tuo”.

Come difenderci? Abbiamo osservato che quando incontrano l'ambivalenza sul loro cammino, alcuni si distraggono, si concentrano su altro, chiudono il contatto, cambiano ambiente, smettono di pensare. Altri invece  vi rimangono impigliati; si impegnano faticosamente a cercare di ridurla.

Vogliono risolverla mentalmente, ma non è possibile. Cercando di eliminarla spesso in realtà la aumentano. Perché la nostra mente vuole l’ordine, ma le nostre emozioni premono per fuoriuscire, chiedono una scarica.

È certo però che  l’ambivalenza diventa molto problematica quando abbiamo a che fare con un amore, perché in questi casi non possiamo sfuggirla. Può essere la madre, l’innamorato, l’amica del cuore con cui sei cresciuta.

Se l’ambivalenza nei confronti delle persone amate cresce, iniziamo a sentirvi più soli, perdiamo il nostro appoggio, la nostra sicurezza;  critichiamo il nostro amato ma ci sentiamo in colpa per la critica che abbiamo fatto, vorremmo perdonarlo, ma non siamo sicuri che sia giusto. Per qualche motivo restiamo sempre sospesi, incerti. Perché l’altro ha rivelato un lato oscuro che non volevamo vedere e ora ormai l'abbiamo visto e non possiamo dimenticarcene. L'esperienza dell’unità amorosa si è lacerata.

In fondo l’ambivalenza può essere superata in parte mutando interiormente, evolvendo, accettando la sua presenza, almeno sino a un certo limite, nella nostra vita. Amando in modo più compassionevole, più maturo,  riuscendo ad attingere in noi un po' dell'amore di cui abbiamo bisogno.

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L'amore e il tempo (Aracne 2020).

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