L’innamoramento va scomparendo?

4 Settembre 2017



L’innamoramento va scomparendo?
Un albero pieno di colori

La vecchia idea che la sessualità fosse il coronamento di uno stato amoroso e potesse essere solo il culmine e il completamento di un amore, questa ideologia la considera un residuo del patriarcato in via di estinzione. La sessualità è una fonte di piacere sui generis che non ha affatto bisogno dell’amore e può essere compiuta con un’altra o più persone qualsiasi. Essa, inoltre, può essere potenziata da farmaci, droghe o oggetti erotici.

La seconda parte di questa ideologia sostiene che noi non dobbiamo legarci affettivamente ad altre persone perché queste possono farci soffrire o lasciandoci, o trascurandoci, o facendoci diventare gelosi. E, se siamo buoni e generosi   facendoci sentire in colpa quando esse soffrono, stanno male perché noi vorremmo sempre aiutarle ma non siamo in grado di farlo. Perciò è meglio non avere rapporti affettivi e non cedere a pericolose dipendenze amorose. Bisogna invece trovare il piacere nel puro sesso fatto con tutti coloro che ci piacciono e che ci fanno godere.

Un esempio

Prendiamo ora il caso di una donna che decide di comportarsi in questo modo. Va a rimorchiare maschi in vacanza, in crociera, su internet ed ha rapporti sessuali con loro ma rapidamente cambia partner. Dove trova il piacere? Nell’atto sessuale stesso arricchito dall’eccitamento della danza, dall’uso di alcool o di droghe, da giochi erotici eccitanti. Ma il rapporto intimo, pelle su pelle, fatto di abbracci di penetrazioni è sempre accompagnato da un sentimento di attrazione, di amore, un amore breve ma che lascia un segno un ricordo. E quindi, se viene sempre interrotto, può anch’esso generare nostalgia, rimpianto, auto rimprovero e soprattutto un senso di abbandono. Questa donna, rompendo i legami per dare il primato al sesso e a rapporti labili, ad un certo punto si sente sola, arida, senza speranza.

L’essere umano infatti non è fatto per vivere senza legami, esso e nato e vive in comunità (madre, padre, amici, colleghi vicini, città, nazione, gruppo sportivo e politico) fa parte di essa, si dedica ad essa e ne ricava un senso di appartenenza e di protezione. Aggiungo che ha bisogno di radici, di radicamento territoriale o storico.  L’uomo senza radici, senza storia, senza rapporti, senza doveri e senza amici è infelice.

E infine ogni essere umano ha bisogno di essere riconosciuto come individuo, di essere amato, apprezzato nella sua unicità, un fenomeno che negli adulti avviene solo nell’innamoramento in cui noi amiamo e siamo amati da una figura divina e ci sentiamo parte viva di un cosmo trasfigurato e amico che ci promette felicità, serenità e gioia.

 

 

L’innamoramento va scomparendo?

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(Illustrazione gentilmente concessa da Mary Fanelli)

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L’innamoramento va scomparendo?

Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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