Politica e potere

28 Marzo 2019



Politica e potere
Politica e potere

La politica e fatta di tre componenti: l’interesse, l’ideologia e il potere.

Incominciamo dall’interesse. La gente appoggia un certo partito politico perché spera che soddisfi certi suoi interessi, come favorire la produzione, aumentare le retribuzioni, fare dei lavori pubblici, dare aiuti ai disoccupati o difendere certi settori industriali. Di solito il comportamento dei politici viene spiegato dalla stampa in base agli interessi.

Ma a muovere la politica non ci sono solo gli interessi. Ci sono altri fattori intellettuali ed emotivi profondi, cioè le ideologie. Una ideologia è un modo di concepire i rapporti umani, di organizzare la società, di stabilire chi la deve governare.

Nei paesi occidentali domina l’ideologia della democrazia parlamentare. In questo sistema i cittadini mandano al Parlamento i loro rappresentanti perché operino tanto a vantaggio dei loro interessi, come degli interessi di tutti, del bene comune. Essi non devono solo realizzare le richieste popolari, non sono portavoce del popolo, ma devono anche essere la “classe dirigente”, cioè delle guide capaci, intelligenti, lungimiranti.

La seconda ideologia e quella marxista leninista. Per questa ideologia la società è divisa in sfruttatori e sfruttati, capitalisti e proletari. Bisogna eliminare gli sfruttatori e dare il potere agli sfruttati. Ma anche questa classe proletaria per un certo periodo di tempo ha bisogno di una guida e a questo serve il Partito Comunista.

La terza ideologia invece è quella anarchica, secondo cui non ci deve essere rappresentanza, né parlamento, né partito guida, perché governano direttamente tutti i cittadini attraverso il web. In realtà c’è sempre un piccolissimo gruppo al vertice che ha tutti i poteri.

In Italia sono presenti tutte queste ideologie, quella parlamentare nei partiti di centro destra, nel Pd è rimasta l’idea di fondo che il partito sia una guida superiore. Il movimento grillino è nato come ideologia anarchica, dove governano solo gli iscritti al movimento tramite il web. In realtà questi sono manovrati da un piccolo gruppo di capi.

Passiamo alla terza componente della democrazia: il potere. La politica è una competizione a somma zero. Ciascuno vuol aumentare il  suo potere a scapito degli altri. In Italia i gruppi politici che hanno prevalso alle elezioni (Lega e 5 stelle) avevano ideologie opposte ma, unendosi, hanno raggiunto il potere, sono al governo, occupano tutte le cariche. Naturalmente non vogliono perderlo e faranno di tutto per tenerlo per i prossimi cinque anni. Poiché hanno ideologie opposte devono fare continui compromessi. Ciascuno mostra ai suoi militanti la sua faccia ideologica, mentre al pubblico nazionale dice che sono tutti d’accordo. Ma è un falso. L’unica forza che li unisce è la volontà di conservare il potere il più a lungo possibile con ogni mezzo, per esempio anche aprendo le porte all’avanzata cinese.

Condividi questo articolo

Politica e potere

Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

Back to Top