Un amore proibito

10 Agosto 2019



Un amore proibito
Un amore proibito

Cara Cristina,

ti invio questa lettera perché è una testimonianza e per avere una consiglio o almeno un po’ di conforto.

E’ molto complicato spiegare cosa mi è successo, perché è anche scandaloso. Ho quarantasette anni e sono sposato con due figli. In questo difficilissimo periodo della mia vita, trovo strano che affiorano alla mia mente le immagini di ragazze di cui mi ero innamorato in gioventù; non solo i grandi amori ma anche persone a cui non avevo più pensato e che ora mi accorgo essere state ed essere carissime; persone con le quali abbiamo magari conversato una sera e poi non ci siamo più visti perché quando ero giovane viaggiavo molto. Ho un vivido ricordo, per esempio, di uno sguardo e di poche parole scambiate con una ragazza danese che aveva sedici anni e io ne avevo appena diciotto: ci eravamo incontrati per caso, come si faceva allora, seduti nella piazza principale di Copenaghen ad ascoltare la musica insieme ad un gruppo di ragazzi che, come me, viaggiavano con l’Inter rail. Ci siamo trovati vicini e stavamo lì, l’uno accanto all’altra, le nostre mani si sfioravano, ma non si sono toccate. In quello sguardo, in quelle parole scambiate nel corso di un pomeriggio sono certo che sia io che lei avevamo trovato l’innamoramento, ma non abbiamo potuto coronare quello che resterà per entrambi nulla di più che un sogno.

Ma veniamo al motivo per cui ti ho scritto. Per lavoro ho a che fare con ragazzi molto giovani.

L’anno scorso è arrivata nel nostro istituto una ragazza di quattordici anni, intelligente, con qualche problema… la faccio breve: nel corso del tempo mi sono innamorato perdutamente di questa ragazza (ma è una ragazzina, per cui altro non può sussistere tra noi che un platonico amore). Poi lei è andata via, da mesi dunque, io non la vedo più. Mi bastava parlare con lei tutti i giorni, tentare di confortarla quando piangeva. Mi bastava ascoltare i suoi discorsi intelligenti, profondi, che non ti aspetteresti da una quattordicenne. Mi bastavano i suoi sguardi pieni di riconoscenza, quando capiva che io la capivo e non la consideravo solo un caso. Lei diceva di non essere tanto bella e invece ai miei occhi è stupenda, intelligente, sensibile

La amo ma non posso e non ho potuto dirglielo, e non posso neanche pensare di divorziare e sposarla. Sono invaso dall’amore per lei , per questo, penso, mi vengono in mente le immagini del passato: paradossalmente queste immagini, che lasciano affiorare anche i sentimenti che avevo provato, mi aiutano a ritornare sulla Terra, mi fanno riflettere, ma poi, dopo questo incessante accavallarsi di ricordi d’amore, finisco sempre per pensare a lei.

Mia moglie si è accorta che qualcosa che è cambiato in me, mi chiede, ma io non posso dire nulla, la ferirei e mi prenderebbe per matto.

Non sono uno sprovveduto: sono laureato, non ho mai smesso di studiare in vita mia e ho una biblioteca con oltre tremila ottimi volumi, Leggo tanto, insomma in un certo senso capisco quello che mi è successo. Ma è successo e tutto ciò mi sta sconvolgendo la vita. Pensavo che con il tempo si sarebbe attenuato l’amore che provo per questa ragazza, e invece, anche con la lontananza, cresce. Oramai è passato quasi un anno, e sto sempre più male.

Scrivo poesie in rima tutte dedicate a lei. Amo Petrarca e ricalco il suo stile, ma in chiave moderna. Tutto ciò che resta sono queste poesie. Alle volte penso di non farcela e vorrei scomparire per sempre, lasciare solo le mie poesie. Poi penso alla mia famiglia, alla mia responsabilità e allora vado avanti. Ma ti ripeto, ho gli occhi perennemente umidi, faccio fatica a stare in casa, quando esco penso a lei. Termino questa lettera inviandoti una canzone ed un sonetto, che ho dedicato a lei, ma che lei non leggerà mai.

Paolo

 

 

 

Un amore proibitoPubblico questa lettera quasi per intero (anche se non le poesie), sia perché è molto bella, sia perché è coraggiosa e straziante e pone un problema che oggi sembra non essere più di attualità: il contenimento del desiderio. Oggi infatti noi pensiamo che l’attrazione verso una persona sia sempre naturale e spontanea. Ma quando si rivolge verso qualcuno che si è ben consapevoli di non poter amare e percepiamo che è sbagliato?

Nell’innamoramento vi è sempre una decisione. Vi è un momento in cui noi decidiamo se lasciarci andare o meno al suo richiamo.

Ora nel suo caso, io credo che lei, quando ha iniziato a provare attrazione verso questa ragazza, non ha imposto a se stesso un veto. Non ha chiesto aiuto a qualcuno, non ha fatto in modo di non vederla più. Pensava io credo, di riuscire a far rimanere la sua attrazione solo a livello di fantasia, di sogno ad occhi aperti. Lei ha un animo molto sensibile, ama la poesia e questa ragazza le ha risvegliato l’ardore poetico.

Così ha pensato che non c’era nulla di male a fantasticare e che la fanciulla potesse diventare per lei una musa poetica come lo fu Laura per Petrarca o Beatrice per Dante. E dal suo cuore stanco, è sgorgata una formidabile  vena poetica. Ma sgorga scrivendo di lei, immaginandola, fantasticando, cercando la rima: così lei continua a concentrare tutte le sue attenzioni sulla ragazza. Il fantasticare ha preso a poco a poco spazio nella sua vita. Una vita che probabilmente è poco vivace, ripetitiva, senza grandi emozioni, nella quale lei non può esprimere le sue potenzialità. Una vita che non le offre alcun appiglio a resistere al fascino di giovane ragazza sensibile, nel pieno del suo fiorire.

Non so se si è reso conto del rischio che correva, non tanto di fare del male a questa ragazza, dalla quale con grande saggezza si tiene lontano e alla quale giustamente non dichiara il suo amore, ma di fare male a se stesso, in questa solitudine in cui non pu parlare con nessuno, di perdere l’equilibrio. La tensione continuamente alimentata ha bisogno di una direzione, di concretizzarsi in qualcosa, di uno sfogo.

Perché si è innamorato di questa ragazza? Cosa rappresenta per lei? Una spiegazione a quello che le sta accadendo io credo ci sia. E quindi anche la chiave per andare oltre.

Proprio nel  riemergere dei suoi ricordi adolescenziali è contenuta  la soluzione del suo enigma. È il contrario di quello che lei pensa: questa ragazza le ricorda la sua giovinezza, la sua stessa esuberanza, una promessa di vita non realizzata. Rappresenta uno stimolo a vivere più pienamente  la sua vita. Le ricorda di aver avuto una giovinezza piena di vita, piena di stimoli, di incontri , che ora è diventata stabile, ma anche noiosa, penso poco interessante.

Non si tratta di mandare all’aria il suo matrimonio: lei vuol bene a sua moglie, ma certamente se vuole uscirne, dovrà dedicarsi a rendere più interessante viva e piena di emozioni la sua vita.


Come posso mi dirà? Io mi sento di darle un piccolo ma prezioso consiglio. Dato che ha una vera passione poetica, si dedichi alla poesia. Ma vi si dedichi come un vero poeta: non nascosto nell’ombra alimentando sogni che è il primo a rendersi conto di non poter realizzare, ma dedicandosi alla poesia, cercando altri poeti, entrando in contatto con loro ed esercitandosi a esprimere la sensibilità che ha dentro, condividendola con loro, discutendo con loro   e ascoltando il loro giudizio. Per questo non pubblico le sue poesie, perchè è ad altri che devono essere rivolte. 

Le dò anche un consiglio concreto: a Piacenza esiste il Piccolo museo della poesia, un circolo di persone appassionate e colte. A dirigerlo è una persona di grande spessore intellettuale e umano, Giusy Cafari Panico, che collabora alla nostra rivista. Lei è arrivato nel posto giusto. Prenda contatto con lei proprio attraverso la rivista. E si ricordi che il poeta ricorre alle muse, ma la sua opera è la poesia.

Lasci il passato e ciò che non può avere e diriga la sua vita fuori dalla tempesta senza voltarsi indietro.

Cristina Cattaneo Beretta

 

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Un amore proibito

Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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