Un amore troppo forte

25 Giugno 2023



Un amore troppo forte
Un amore troppo forte

Gentile dottoressa,

ho 40 anni non ho avuto molte esperienze sentimentali, una storia lunga, e altre due di durata media non finite bene. E ora,  da più di sei mesi muoio dietro un uomo sposato. Ho anche dolori psicosomatici… mal di pancia, caldo al petto, ansia.
Lo cerco, lui ha da fare: lavoro, moglie… forse anche altre donne.  Non immaginavo, era iniziata come una amicizia; non abbiamo fatto sesso perché lui non vuole (…?). Vado nel pallone quando non mi risponde, non riesco ad aspettare che mi chiami! Mi piace tanto, come posso odiarlo? All’inizio era più presente, ci vediamo pochissimo, prima un po’ di più. Io ho sempre sofferto di gelosia.

A.

 

Un amore troppo fortebuongiorno A.,

capita a molti,  di innamorarsi almeno una volta di qualcuno che non li ama. Ed è una esperienza dura. E taluni, tanto più si accorgono che l’altro si sottrae, più sentono che il loro attaccamento aumenta.  Come nel detto: “In amore vince chi fugge”.

Ma perché vince? Noi stavano parlando d’amore, mica di una battaglia! Eppure il proverbio coglie nel segno. Perché l’occhio dell’innamorato infelice si restringe e si focalizza completamente sul suo oggetto d’amore. Sa una cosa sola, che lo desidera ardentemente, che lo vuole a qualsiasi costo. È sposato? Non m’importa. Non mi ama? Imparerà ad amarmi. Ho sentito spesso persone che dicevano: “perché non fa l’amore con me? Cosa gli costa? Perché non mi vuole rendere felice? Il mio amore basta per due”.

E invece non basta. L’amore ha bisogno della reciprocità, nasce da due persone che liberamente si scelgono.  Altrimenti non è amore, ma dipendenza amorosa.

Ed è lì, intrappolata nella dipendenza, che si trova ora lei. E mentre soffre e si dispera, una parte di se stessa è consapevole di essere andata oltre e di essere in pericolo. Infatti mi scrive: “muoio dietro a un uomo (sposato)”. L’espressione morire dietro è indicativa dell’esperienza di svuotamento che sta vivendo.

È il momento di raffreddare, di riprendere il controllo, di rientrare in se stessa.  Le somatizzazioni sono indicatori importanti da prendere sul serio. Se da sola non riesce, si faccia aiutare da un bravo psicoterapeuta. 

Perché ho l’impressione che lei abbia sempre amato così, che abbia sempre percepito l’amore come un bisogno, come un vuoto che deve essere riempito. In realtà l’amore ci rende vivi e ci mette in comunicazione con l'altro, quando è un fiorire, uno sbocciare, uno straripare di energia, è un donare.

Quando ci innamoriamo deve venirci in soccorso non l'artificio, ma l’arte di amare, come diceva Publio Ovidio Nasone.

La seduzione, se vogliamo, è un lavoro: non è solo  spontaneità.

Cosa significa? Significa chiedersi cosa desidera la persona che ama e quindi portarla in un mondo più desiderabile di quello in cui vive: se vive in un mondo di dolore portarla nel piacere, se vive nelle tribolazioni portarla nella pace, se vive un mondo di costrizione, ampliare il suo orizzonte di possibilità.

Il mondo della seduzione non è un inseguimento, ma è un mondo di attrazione, di offerta, di dono. Ad amare e a vivere relazioni più felici ed appaganti, e anche a essere amati, si impara.

 

Cristina Cattaneo

 

 

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L'amore e il tempo (Aracne 2020).

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