Futuro, intelligenza artificiale, umanizzazione

6 Febbraio 2022



Futuro, intelligenza artificiale, umanizzazione
Futuro, intelligenza artificiale, umanizzazione

Coloro che immaginavano l’uomo del futuro l’hanno sempre pensato come un essere emotivamente più freddo, astratto, che si nutre di pillole e conduce in una vita priva di emozioni e di passioni. Un essere che somiglia sempre più ad un automa o ad un robot. Questa immagine di un raffreddamento dello spirito umano e di un suo progressivamente avvicinarsi alla macchina si è dimostrato poi sbagliato.

Negli ultimi cento anni ci sono state passioni e guerre, poi si è avuto un lungo periodo di pace e benessere e molti paesi hanno fatto enormi progressi sul piano medico della salute, dell’igiene, del cibo e anche delle relazioni umane. Il bilancio del progresso è in realtà stato positivo.

Con la globalizzazione si è aperto un periodo che sembrava di illimitato arricchimento. Paesi come la Cina che era poverissima, sono diventati ricchi, poi, questo atteggiamento globale è cambiato. Ed io dubito che dipenda solo dal covid. Nella fase di globalizzazione è avvenuto un mutamento dell’ordine mondiale e la decomposizione delle grandi strutture sociali dell’Occidente.

E oggi?

Oggi siamo all’inizio di una ristrutturazione generale che però non è accompagnata dall’entusiasmo delle origini, non promette un mondo di libertà, di gioia, dove espandi la tua personalità stabilisci nuove e gioiose relazioni.

Un mondo burocratico

No, è un mondo burocratico. Ed è curioso che lo strumento che più avrebbe dovuto migliorare l’umanità, l’informatizzazione, si presenti modalità di controllo sociale, di impersonalità. Non ha fatto aumentare la sicurezza ma la paura di essere controllati, guidati, dominati. Mentre la lotta prima era contro un oppressore esterno, adesso c’è un oppressore interno che cresce, dilaga come un cancro.

Umanizzazione

Molti ritengono che la soluzione verrà dall’intelligenza artificiale che riesce a tenere sotto controllo un numero astronomico di variabili ma col pericolo di raffreddare ancora di più i rapporti umani. In questo modo si potrà solo aggravare la situazione di disagio di solitudine, di vuoto che già caratterizza il nostro tempo. La strada da seguire probabilmente è un’altra: creare condizioni vita più calde, legami più forti, lasciare libero il mondo dell’amore, della poesia degli amici, e della spontaneità.

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Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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