Intervista a Salvo Nugnes, curatore del libro “Frida, la mia storia vera”

1 Novembre 2022



Intervista a Salvo Nugnes, curatore del libro “Frida, la mia storia vera”
Salvo Nugnez e Silvana Giacobini

Incontriamo Salvo Nugnes, curatore d’arte, scrittore, imprenditore e organizzatore di mostre e grandi eventi, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro sull’artista messicana Frida Kahlo.

La pittrice è una delle maggiori ( ed eterne) icone mondiali dei nostri tempi. E' anche un'icona pop, come John Lennon e Marilyn Monroe: la sua immagine è diffusa in tutto il mondo, il suo viso e il suo celebre monosopracciglio - che nulla toglieva ( anzi!) al suo fascino straordinario sono stampati su magliette, cappellini, poster, giacche, tatuaggi.  L'uso del cognome è un optional, come è capitato solo per i più grandi artisti della storia. Basta leggere il nome Frida per essere immersi in una fantasia di colori, di forza, di libertà. Un fridamania che non smette di appassionare da un capo all'altro del pianeta. Tuttavia, come accade per le icone, si tende ad appiattire la sua storia su poche nozioni stereotipate,  senza un reale approfondimento che porti a conoscere davvero la sua storia, la sua arte, l'innovatività della sua pittura, gli insegnamenti profondi che ci ha regalato con la sua vita, unica come lei.

Salvo Nugnes è quindi il nostro Virgilio in questo viaggio dentro l'arte e l'anima di Frida, per capirla, per amarla ancora di più. Con un libro che sta già avendo ottimi riscontri di critica e pubblico.

“Frida, la mia storia vera”, questo il titolo del suo ultimo libro, ce ne vuole parlare?

Ho sempre pensato a Frida Kahlo come una donna ed un’artista stra­ordinaria, un vero modello a cui ispirarsi, simbolo di voglia di vivere, di resilienza, di forza e vitalità. È riuscita a trasformare tutte le brutture della sua vita, e ne ha avute tante, in bellezza e colori. Penso si possa dire che, con la sua arte, abbia anticipato inconsapevolmente tematiche che sono state sviluppate solo di recente, come quella dell’arteterapia, di cui sono un convinto sostenitore da sempre.

Sa, tutti conosciamo l’immagine di Frida Kahlo ma penso che in pochi sappiano veramente la sua storia. Ed è qui che nasce l’esigenza di questo volume che ho voluto scrivere, per raccontare la sua vita e per farla conoscere a tutti.

Una peculiarità del libro è che stato scritto in prima persona, come se fosse l’artista stessa a raccontarci la sua storia, da dove viene questa scelta?

Ho pensato che scrivere il racconto sotto forma di diario personale fosse il modo più diretto ed efficace per far passare in modo semplice la figura di Frida. Il testo in questo modo risulta molto scorrevole e appassionante. Ho deciso poi di aggiungere diverse curiosità, foto storiche, foto dei quadri per renderlo più completo ed esaustivo.

Si tratta, quindi, di un libro adatto a tutti?

Lo scopo che mi sono sempre prefisso, sia nelle mostre che negli eventi che organizzo, è quello di rendere la cultura e l’arte il più possibile fruibile ed accessibile a tutti. Non deve essere un settore chiuso a una nicchia ristretta ma deve essere un patrimonio di tutti. Lo stesso concetto vale per questo libro.

Può essere letto da bambini, da neofiti che si affacciano al mondo dell’arte, da semplici curiosi che vogliono conoscere la figura di Frida Kahlo.

Lei ha sempre sostenuto, anche nelle sue iniziative, le artiste donne, come mai?

L’arte femminile è sempre stata presente, ha solo avuto meno occasioni e meno probabilità per esprimersi. In proporzione, infatti, ricordiamo, nel corso della storia, pochissimi nomi di donne rispetto al grande numero di uomini che sono diventati celebri. Il mondo dell’arte è sempre stata una prerogativa maschile, anche se fortunatamente abbiamo esempi di grandi artiste: Artemisia Gentileschi, Tamara de Lempicka, la stessa Frida Kahlo.

Per quel che le riguarda, penso che grazie alla sua personalità così forte e accesa sarebbe divenuta comunque nota anche senza il marito, il fa­moso artista Diego Rivera, era solo questione di tempo.

Parlando di grandi donne, chi le ha scritto la prefazione del libro?

Il testo introduttivo del libro è di Silvana Giacobini. Ho voluto chiedere a lei perché la considero, oltre che una amica, una vera forza della natura. Anche lei, un po’ come Frida, è una donna forte, energica, che ha sempre lottato per i diritti delle donne e che si è fatta strada in un mondo al maschile come può essere quello del giornalismo. È arrivata persino alla Casa Bianca a Washington per intervistare Hillary Clinton, ai tempi first lady.

Ci ha anticipato che la Kahlo può essere considerata precorritrice del concetto di arte terapia, di cui lei è sempre stato grande sostenitore.

Si, ho sempre sostenuto che ogni forma di creatività, sia essa pittura, scultura, poesia, danza..., possa dare sollievo sia a chi la fa che a chi la guarda.

Osservando le numerose opere presentate nelle varie rassegne da me organizzate, ho potuto constatare che l’arte è spesso intesa come soluzione a molti disagi della nostra era, in quanto è capace di rimuovere in profondità e portare in superficie le emozioni e sensazioni che ognuno di noi ha nascoste dentro di sé. È un bellissimo e delicato strumento grazie al quale è possibile mettere in ordine i pensieri e i fatti della nostra vita attraverso l’immaginario.

Fare arte, ma anche semplicemente fruirne, è un modo per “staccare” dai problemi più o meno grandi della quotidianità, un modo per esplorare se stessi, mettendo a nudo e affrontando ansie e preoccupazioni, esorcizzando in qualche modo i propri demoni. L’arte e la bellezza, sono fondamentali per ritrovare la serenità nei momenti bui come quello che stiamo vivendo.

Quali sono le prossime tappe di presentazione del libro?

Ho in programma la presentazione del libro in diverse città.

Sono partito dalla storica Milano Art Gallery, centro culturale con quasi 60 anni di attività nel cuore del capoluogo lombardo. È stata una bella festa a cui hanno partecipato tanti amici come Roberto Villa, fotografo internazionale amico di Pasolini, Marco Columbro, presentatore televisivo, l’attrice Marzia Risaliti, Sebastian Caputo, ceo di 012factory, Gianni Marussi, già responsabile Mostre Tgcom ed altri.

La prossima tappa, invece, sarà il 5 novembre a Bassano del Grappa, alla libreria La Bassanese e al Palazzo delle Arti. Anche in questa occasione mi accompagneranno tante personalità tra cui Silvana Giacobini, che, come detto, mi ha fatto l’onore di scrivere la prefazione del libro.

In un suo commento critico il Sottosegretario alla Cultura, il Prof. Sgarbi definisce il libro di Salvo Nugnes  l’idea “creativa e vincente per portare ai più la storia della grande artista”.

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Giusy Cafari Panico

Giusy Cafari Panico, caporedattrice (email), laureata in Scienze Politiche a indirizzo politico internazionale presso l’Università di Pavia, è studiosa di geopolitica e di cambiamenti nella società. Collabora come sceneggiatrice con una casa cinematografica di Roma, è regista di documentari e scrive testi per il teatro. Una sua pièce: “Amaldi l’Italiano” è stata rappresentata al Globe del CERN di Ginevra, con l’introduzione di Fabiola Gianotti. Scrittrice e poetessa, è direttrice di una collana editoriale di poesia e giurata di premi letterari internazionali. Il suo ultimo romanzo è “La fidanzata d’America” ( Castelvecchi, 2020).

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