La lunga guerra

9 Settembre 2022



La lunga guerra
La lunga guerra

Sappiamo che se usiamo i social riceveremo solo notizie favorevoli all’Ucraina e contrarie alla Russia e che se daremo informazioni o pareri critici verso gli USA e potenzialmente favorevoli alla Russia, ci verranno censurati. E anche tutte le trasmissioni televisive e il contenuto dei giornali fanno lo stesso, anche se con altri mezzi. Questa è la dimostrazione che gli USA o meglio la sua classe dominante ha ormai asservito tutti popoli europei.

L’atto formale di asservimento statale è avvenuto quando la Russia ha invaso l’Ucraina;  gli Usa hanno scatenato una campagna anti-russa e anti-putin, che tutti i paesi hanno seguito, votando le sanzioni contro la Russia e armando il movimento nazionale di  Zelensky, nuovo capo carismatico della Ucraina. Ci rendiamo conto ora che questo asservimento plebiscitario è stato possibile attraverso il controllo totale della economia e della comunicazione acquistato durante il periodo della globalizzazione, in cui tutti gli stati avevano abbassato le loro difese e consentito il dominio dei grandi monopoli economico-politici americani (con i loro oligarchi).

In questo processo è avvenuta una rottura all’interno dell’Europa fra paesi occidentali e paesi orientali. I primi neutrali, i secondi anti-russi convinti dalla propaganda Usa che la Russia volesse invaderli come all’epoca della guerra fredda e quindi armati fino ai denti e schierati contro il potenziale aggressore. Questa rottura viene accuratamente celata dalla mobilitazione anti-russa ma si può manifestare nei prossimi mesi con le sofferenze dovute alle sanzioni e alla mancanza del gas. Quale di questi paesi può ribellarsi? Chi ne soffre di più è la Germania, costretta suo malgrado a fare la politica contraria a quella che persegue da un secolo, cioè integrare la propria economia con quella russa, creando un potente polo economico industriale. Un processo che spaventa gli Usa che lo hanno sempre osteggiato e ora bloccato creando la cosiddetta cortina d’acciaio che ha la sua forza nell’ostilità fra Germania e Russia.

Ma perché, possiamo domandarci, la mobilitazione anti-russa è scoppiata solo ora? Perché, dopo il muro di Berlino sotto Eltsin la Russia era in sfacelo, con Putin si è risollevata è diventata potente con una politica asiatica. Ha sviluppato rapporti amichevoli con la Cina e gli Usa allora hanno deciso di indebolirla per conservare la propria egemonia.

La strategia americana è di aiutare l’ucraina di Zelensky a indebolire e soprattutto sconfiggere militarmente la Russia in modo da costringerla a cedere i territori annessi o conquistati. Putin sconfitto verrebbe rovesciato. Ma non è un compito facile, più probabile il cronicizzarsi del conflitto e il crearsi di nuovi rapporti Russia e paesi asiatici, come Cina, India e altri protagonisti come la Turchia.

Quindi per l’Italia un difficile periodo di ristrutturazione del sistema industriale commerciale. Il nostro paese deve procurarsi nuove fonti energetiche e farsi strada fra le nuove potenze con una grande abilità non solo industriale, ma anche politica.

 

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Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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