Lasciato con una mail

13 Aprile 2019



Lasciato con una mail
Lasciato con una mail

Gentile dottoressa,

Sono Fabio, ho 46 anni una vita piena, amici e amiche, una bella famiglia, viaggio molto… e vivo con mia madre. Ho avuto una solo una relazione, venticinque anni fa con una donna tormentata e nevrotica. Quando riuscii a dimenticarla decisi che le donne non facevano per me. Ma due anni fa ci sono ricascato: con una mia amica di lunga data l’amicizia è scivolata in un fidanzamento. Io già mi proiettavo nel futuro con lei. Non che la relazione fosse idilliaca. Questa ragazza è difficile, piena di complessi e sta soffrendo particolarmente l’inizio della menopausa. Io le sto vicino e le do tutto il mio aiuto anche se non sempre è facile. Ma qualche giorno fa la doccia fredda: mi ha scritto una lettera in cui dice di non avermi mai amato, molte cose sgradevoli e mi ha lasciato. Per mail! E non mi vuole più parlare. Sono rimasto malissimo ma so che questo suo comportamento improvviso e immotivato,  il rifiuto che ha verso tutto è legato alla menopausa. Io sento che ha bisogno di aiuto. Ma al contempo ho un dubbio: e se fosse vero che non mi ama? Allora mi vengono in mente tanti mutismi, atteggiamenti di chiusura che attribuivo ai suoi problemi. Sono preso tra il dovere di aiutarla e la rabbia di essere stato usato e scaricato, anche se prevale la consapevolezza che la menopausa abbia un ruolo centrale. Ma perché ho tante amiche simpatiche belle intelligenti e con loro va tutto bene?

Fabio

 

RISPOSTA

Lasciato con una mailLa menopausa non è certo un piccolo passaggio nella vita di una donna, ma posso dirle con sicurezza che non c’entra nulla con il comportamento della sua ragazza. Freud suggeriva di prendere alla lettera quello che le persone dicono e questa donna scrive che non l’ha mai amata e non le vuole più parlare. Il mio suggerimento è di prenderla sul serio e lasciarla andare per la sua strada. Due anni sono più che sufficienti per capire se un amore è reciproco e mi sembra ragionevole supporre che questa donna sia piena di problemi: ha cercato in lei un soccorritore, ruolo che lei ha svolto, ma la donna si è difesa dall’amore ed è ritornata nel suo buio nevrotico. Ma anche lei non mi sembra nutrire vero amore. più che dolore lei mi parla di rabbia; ho anche l’impressione che anche lei si stia portando dietro un passato di uomo timido. Forse è stato bloccato sin da ragazzo dal timore di non piacere, di essere rifiutato. Così è stato lontano dalle donne belle e vivaci e ha avvicinato quelle tormentate, donne da aiutare non da amare. Chi ha paura di essere rifiutato sceglie compagni “deboli, difettosi”: accade anche alle donne. Presentandosi come un salvatore, un aiutante, una crocerossina, ci si sente più forti, indispensabili e sicuri di non essere rifiutati. Ma quasi mai queste unioni portano a qualcosa. Quasi mai nasce un vero amore reciproco.

Se questo è il meccanismo che l’ha guidata, è il momento di cambiare. Osare aude! Avvicini le ragazze carine che le piacciono, quelle brillanti, che la coinvolgono, come le sue amiche. Le inviti fuori, al massimo le diranno di no. Ma subito, non dopo due anni. E poi parli con loro, impari a fare loro complimenti sinceri ad ascoltarle. Oggi non è più un ragazzino impacciato, è un uomo interessante con una vita piena. Non sa quante donne cercano un uomo positivo, pieno di interessi e affidabile, buono: proprio come lei. Si metta in viaggio!

Cristina Cattaneo Beretta

 

Per mandare lettere e porre domande scrivete a  Cristina Cattaneo Beretta  (email)

arriveranno nella posta personale, garantendo la riservatezza e l’anonimato di chi scrive.

 

 

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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