Lui sparisce dopo sei anni

9 Novembre 2019



Lui sparisce dopo sei anni
Lui sparisce dopo sei anni
Buon giorno mi chiamo A. ho 60 anni, una storia finita dopo 6 anni con un coetaneo entrambi senza figli.

Lui dopo una piccola discussione superabilissima con un dialogo, sparisce lasciando tutte le sue cose sue a casa mia . Gli ho chiesto di rincontrarci tramite messaggi .Gli ho scritto una lettera, ma niente, continua nel suo silenzio. Mi aiuti ad uscire da questo stallo mentale ma sopratutto perche’ una persona adulta preferisce il silenzio al confronto ?

Grazie per l’attenzione

 

Cara A.,

Vi sono persone che preferiscono il silenzio al confronto e per essere sicuri di non doversi trovare a tu per tu  e dire cosa sentono, cosa provano, cosa vorrebbero dall’altro o cosa avrebbero voluto ma non hanno mai osato chiedere, spariscono, come ha fatto il suo fidanzato.

E quindi  vi è  la possibilità che, durante la vostra relazione, quest’uomo  non esprimesse  le sue esigenze, non dicesse  apertamente le sue opinioni, non le inviasse chiari segnali di disagio quando lei diceva o faceva qualcosa che lui non gradiva. Forse per non litigare, forse per paura. Di fronte a una persona a cui sembra andare sempre bene tutto, che è arrendevole, quasi tutti finiscono per prendere in mano la situazione e decidere per due. E’ per caso questo che è accaduto?

Se fosse questo che è accaduto, la spiegazione è che di colpo lui sentendosi soffocare sia andato via. La vita procede in modo lineare anche per anni, ma poi improvvisamente emerge qualche discontinuità e allora un banale litigio, come quello cui lei accenna, può essere stato la goccia  goccia  che ha fatto passare al suo compagno il segno.

Jung diceva che la psiche è guidata dal principio di enantriodomia,  il termine, è difficile ma indica semplicemente che  ogni cosa corre verso il suo contrario. Per cui se eccediamo in une direzione finiamo per trovarci improvvisamente a svoltare in direzione opposta.

Un’altra possibile spiegazione,  è che in questa vostra ultima litigata lei abbia toccato qualcosa di nevralgico senza accorgersene, qualcosa che rappresenta per lui un PUNTO DI NON RITORNO. Ci sono cose che possiamo chiedere e dire, e tasti che  non dovremmo mai toccare. Ognuno di noi ha dei buchi neri che risvegliano grandi dolori messi da parte, ma anche delle convinzioni che costituiscono la struttura base della personalità e non si deve mai ferire nessuno in quei punti.

Lei mi dice di averlo cercato, inutilmente, ma lo  accusava di essere andato via senza parlare o prima ha cercato di capire profondamente il motivo serio dietro all’apparente banalità del litigio? infatti  non tutti i litigi sono uguali. La invito a leggere l’articolo  Il litigio che fa male (e magari anche il romanzo di Roth che tocca proprio questo tema).

Io credo che prima di agire lei debba interrogarsi sulla relazione che avevate, se eravate uniti, se avevate un progetto che vi entusiasmava, se eravate l’uno per l’altra qualcosa di prezioso.  Sempre più spesso ci abituiamo a dire: ho una storia con… ma cosa significa una storia? è  come se noi con questa parola intendessimo dire che quello che stiamo vivendo è precario, è mutevole, non durerà, è già “storia”.  Perchè si sa che la storia è il passato.

Dunque faccia una vera analisi senza cercare colpevoli e gli scriva o lo cerchi  soltanto quando avrà capito qualcosa di più  dei bisogni che quest’uomo aveva.

Il consiglio è dunque quello di cercare di capire prima di agire.

Se poi non dovesse farsi più trovare,  le consiglio di non stare troppo a lungo nel tempo vuoto della rabbia e dell’attesa.

Gli faccia avere o regali via i suoi vestiti e i suoi oggetti. Se ne liberi, liberi la sua casa. Altrimenti lei non potrà andare avanti. 

Si liberi dunque di tutto, affronti il dolore della perdita e sappia che è un luogo da attraversare. Non si chiuda in casa, e si interessi al mondo, alle cose che ha intorno.

 

 

 

 

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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