Perché soffro di vertigini?

7 Settembre 2019



Perché soffro di vertigini?
Perché soffro di vertigini?

Buonasera Cristina,

Leggo un suo articolo sulla “dea ferita” in un momento particolarmente delicato, e forse per l’ostinazione nel voler trovare un rimedio e per la passione verso questo genere di approccio “simbolico”, le scrivo.

Da giorni soffro di vertigini fortissime, i medici hanno escluso qualsiasi patologia. Si avvicina in me l’idea che possa trattarsi di mal di psiche. Non vengo da un periodo particolarmente stressante, ma la mia attività emotiva è sempre in grande fermento (e spesso repressa o razionalizzata: faccio l’attrice…).
Esco da una difficile rottura con un Onassis, forse male assorbita, e sta fiorendo a grande velocità la relazione con un Meneghini. Relazione che però mi sta portando in traiettoria completamente opposta a quella di prima, sul piano professionale e di scelta di vita in genere…una traiettoria più intimamente vicina a me, ma per molto tempo tenuta nascosta o infiocchettata.

Pensa possa esserci un legame con questo tipo di disturbo?  Mi creda, se arrivo a scriverle senza conoscerla è perché non vedo altre strade, e sono disperata.

Un cordiale saluto,

Sabrina

 

IPerché soffro di vertigini?n base a quello che mi scrive, Sabrina, lei aveva una relazione con un uomo che aveva un grande potere su di lei che è finita non so se per causa sua o di lui.  Suppongo anche per  sua volontà perché subito dopo ha trovato una persona che le vuol bene, che la ama ed è molto rassicurante. Lei adesso e incerta. Ha di fronte il ricordo di una  prospettiva di vita avventurosa e passionale ma anche rischiosa con uomo irrequieto imprevedibile e attraente. Ma sta scegliendo l’altro modello di vita, quello pacifico  e sereno con un uomo che si prende cura di leì. Però il primo le dava, insieme a delle ansie, una passione travolgente, che non trova più nel secondo. La  sua incertezza si traduce in un sintomo psicosomatico, le vertigini che potrebbero essere una rappresentazione simbolica dell’incertezza.

Per quanto riguarda il consiglio su cosa fare, dipende da qual è il suo ideale profondo di di vita. Se il suo ideale è quello di una vita avventurosa, anche rischiosa, con tante avventure, cosa che un’ attrice può desiderare, allora sia prudente ad andare con l’uomo tranquillo, pacifico, perché potrebbe stancarsene. Molte attrici si sono innamorate di un uomo tranquillo e hanno lasciato la loro carriera avventurosa per avere la sicurezza. Ma poi sono prese dall’inquieudine e sono tornate al loro lavoro. Alcune non sono più riuscite e ne hanno sofferto molto.

Prendiamo ora il caso di Maria Calla che aveva trovato in Meneghini un uomo straordinario che l’ha sostenuta e lanciata: poi qualcosa di profondo è scattato in lei e si è innamorata di un altro, potente, spregiudicato, violento: ha prevalso l’avventura. Se avesse voluto una vita tranquilla la Callas poteva tornare da Meneghini ma non l’ha fatto, ha preferito morire sola. Nella vita non sempre l’amore sceglie l’uomo migliore, buono che ti ama di più, talvolta sceglie il delinquente, il violento. Lei è incerta fra queste due strade e il risultato è la vertigine.

Tenga presente pero che non è costretta a scegliere tra due opposti, tra uno che la tiene sempre sul filo del rasoio e un altro che non suscita in lei alcuna emozione. Io credo che lei dovrebbe cercare un uomo che unisce entrambe le qualità, che l’ama veramente ed e protettivo ma nello stesso tempo vivace, ardente, avventuroso e con cui può fare una vita divertente e varia.   In ogni caso queste vertigini l’avvertono che lei ha un dilemma e che deve prendere una decisione essenziale: dare voce a suoi bisogni profondi,  alla sua ambizione, senza tralasciare la parte solida, affettuosa, stabile del suo carattere.

 

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Perché soffro di vertigini?

Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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