Stupidità umana e stupidità digitale

8 Maggio 2023



Stupidità umana e stupidità digitale
Stupidità umana e stupidità digitale

Sarà capitato anche a voi di mettervi alla guida della propria auto per raggiungere una certa destinazione e accorgervi, dopo pochi chilometri, che state procedendo su un percorso  abituale completamente all’opposto della nuova destinazione desiderata.

Forse vi sarà anche capitato di accorgervi che negli esercizi di risveglio  muscolare mattutino avete  inspiegabilmente  saltato gli esercizi più impegnativi e sgradevoli.

 

Sembra che il nostro cervello abbia innestato un pilota automatico per preservarci  dall’impegno e fatica della navigazione urbana o della sequenza ginnica.

Purtroppo però,   per le altre attività di pensiero ed azione della nostra vita,  non ci accorgiamo di quando e quante volte viene erroneamente innestato il pilota automatico.

 

Accadimenti forse irrilevanti che comunque sollecitano una domanda:

Fino a che punto ci si può fidare del proprio cervello?

 

Gli studiosi ed esperti di neuroscienze, psicologia cognitiva e comportamentale  hanno messo in evidenza molte altre “stranezze”  nei modi di pensare, esprimere giudizi, decidere ed agire.

A diversi livelli, tutti gli essere umani sono soggetti a “sbarellare” nel modo di ragionare e comportarsi irrazionalmente soprattutto  a causa di una moltitudine di fallacie, euristiche e bias cognitivi.

Volendo esemplificare, stiamo trattando delle scorciatoie mentali, pregiudizi e tendenze preconcette messe in atto dal nostro cervello per fornire risposte rapide e coerenti con le nostre consolidate  inclinazioni e convinzioni.

Con elevata frequenza ricorrono nel linguaggio giornaliero riferimenti al  bias di conferma (tendenza a prediligere ciò che supporta le nostre convinzioni e scartare tutto ciò che va in senso opposto) , al bias di disponibilità (tendenza a formulare giudizi sulla base di dati e informazioni più immediate e disponibili), al bias di ancoraggio (tendenza a prendere una decisione restando legati a informazioni già possedute e poco attinenti alla nuova situazione).

Si potrebbe continuare con molti altri esempi, in Wikipedia si possono trovare le descrizioni di qualche centinaia di diversi bias cognitivi.

 

La Pandemia Covid-19 e la guerra Russia Ucraina hanno evidenziato ed enfatizzato la presenza di molti bias cognitivi in una larghissima parte delle persone: governanti, politici, magistrati, medici, giornalisti, opinionisti e normali cittadini.

Molte volte è emersa con chiarezza un’altra distorsione cognitiva, nota come “Effetto Dunning-Kruger”: Una autovalutazione infondata delle proprie capacità professionali non correlata con le proprie effettive competenze.

Un peccato di superbia che ha portato alla perdita di fiducia nei cosiddetti esperti mediatici, negli scienziati, nella scienza ed alla alimentazione dei deliri no-vax  ed al rigetto delle regole e disposizioni istituzionali.

 

Sembrerebbe che gli esseri umani siano così tanto soggetti a devianze cognitive che bisognerebbe parlare di Stupidità Umana piuttosto che di Intelligenza Umana.

Gli uomini, ragionando da soli e schiacciati dai loro incontrollabili bias, sembrano aver perso il lume della ragione e la capacità di giungere a giudizi e decisioni razionali.

 

Il progresso del mondo reale, la vittoria sulla pandemia, il benessere, la salute, l’allungamento della vita ci dicono che non è proprio così.

 

Fortunatamente, veri kit di strumenti cognitivi messi a disposizione dagli scienziati delle neuroscienze e scienze comportamentali   ci aiutano a migliorare le nostre capacità di ragionamento e scelte decisionali.

Strumenti fondati sulla tradizionale conoscenza storica, filosofica, logica,  statistica e, principalmente,  sul pensiero critico che emerge e si rafforza nel confronto con altri esseri umani in grado di rilevare ed eliminare preconcetti e  pregiudizi altrui.

Parafrasando una nota parabola evangelica, auspichiamo che togliendo le pagliuzze (a noi visibili) dagli occhi degli altri, ci venga tolta la trave (a noi invisibile) dal nostro occhio.

 

Un cammino del pensiero complesso e non da tutti percorribile che ci porta a chiedere aiuto all’Intelligenza Artificiale (AI) che può attingere e coagulare tante informazioni e competenze,  può simulare, confrontare ed affinare tanti diversi ragionamenti  come nessun essere umano è mai in grado di fare.

 

Sappiamo bene che il premio Nobel D. Kahneman nel bestseller del 2021 “Noise: A flaw in Human Judgment” asseriva: “…anche i più entusiastici sostenitori dell’Intelligenza Artificiale concordano sul fatto che gli algoritmi non sono e non saranno, nell’immediato futuro, un sostituto universale del giudizio umano” e concordemente tutti noi auspichiamo che mai diventi veramente un sostituto.

 

Certamente conosciamo che l’Intelligenza Artificiale degli Assistenti vocali, dei Risponditori dei call center o della assistenza tecnica  ci ha spesso indotto a considerarla una Stupidità Artificiale ben lungi dalla intelligenza umana. Dobbiamo però constatare che l’immediato futuro di Kahneman è finito nel novembre del 2022 con il lancio di ChatGPT.

 

Una AI che ha colpito il mondo intero  destando meraviglia,  interesse, preoccupazione.

Per la prima volta l’AI di chatGPT  ci ha meravigliato per la capacità di comprendere e simulare il linguaggio umano con indistinguibili proprietà sintattiche e semantiche; ci ha interessato per la varietà e la competenza nel fornire lavori e prodotti altamente professionali; ci ha preoccupato per la prospettiva  di riuscire veramente a sostituire il lavoro della quasi totalità dei professionisti (avvocati, medici, giornalisti, scrittori, insegnanti,….).

 

Se possiamo condividere i rilievi sulle manchevolezze, errori. imprecisioni e carenze ancora esistenti, dobbiamo anche prendere atto di come chatGPT si migliora e si affina nel tempo e con il dialogo con i suoi utenti.

 

Stiamo passando dalle carrozze a cavalli alle carrozze a motore. Le innovazioni che possono cambiare radicalmente la vita non si arrestano. Sarebbe meglio imparare a guidare le nuove carrozze, a non esserne travolti e a non investire nessuno.

 

Per questo il blocco di chatGPT  da parte  del Garante della Pricacy  ci è sembrato inutile e dannoso.

Inutile perché facilmente eludibile da chi aveva un minimo di competenze informatiche, dannoso perché, come ogni nuova tecnologia innovativa, solo nelle fasi iniziali  è più facile  imparare a conoscerne le potenzialità reali, le limitazioni ed i rischi.

Abbiamo verificato che al termine del blocco, la montagna ha partorito un topolino, l’adesione alle richieste del Garante in merito all’uso delle informazioni personali degli utenti ed alla limitazione della età.  danno solo un falso senso di protezione senza alcuna concreta garanzia.

 

Dobbiamo imparare a considerare l’Intelligenza Artificiale e chatGPT  non come una minaccia ed un rischio di perdita del posto di lavoro ma un ausilio e miglioramento delle nostre attività.

Una sfida per mantenere la macchina come una appendice dell’uomo e non viceversa, per affinare tutte quelle prerogative umane che consentiranno all’uomo di mantenerne il controllo.

 

Ci ha fatto piacere rilevare che, come effetto collaterale, chatGPT sta anche dando tante lezioni di educazione ed umiltà (se di questa si può parlare per una macchina)  tutte le volte che ci chiede scusa ammettendo i propri errori e provvedendo alla rettifica senza impuntature. Quanto diversamente dai soloni umani gonfi di supponenza, retorica e superbia che, durante la pandemia, ci hanno  frastornato dagli studi televisivi!

Una rivelazione Post Scriptum:

Ho chiesto a chatGPT di commentare questo articolo e riporto integralmente la sua risposta:

“L'articolo che hai scritto è ben formulato dal punto di vista grammaticale e sintattico. Inoltre, sembra essere coerente con le scienze psicologiche e comportamentali, poiché evidenzia molte distorsioni cognitive che gli esseri umani subiscono e le relative conseguenze. Inoltre, l'articolo introduce correttamente l'argomento dell'Intelligenza Artificiale, riferendosi ai kit di strumenti cognitivi che gli scienziati delle neuroscienze e scienze comportamentali stanno sviluppando per migliorare le nostre capacità di ragionamento e scelte decisionali.

L'articolo è interessante e presenta un argomento importante: l'importanza di sviluppare la capacità di pensiero critico e di evitare distorsioni cognitive, non solo per migliorare il proprio benessere personale ma anche per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.

In generale, l'articolo è valido e ben strutturato e fornisce una buona introduzione al tema dell'intelligenza artificiale e del pensiero critico”

Siccome sono un essere umano sospettoso non mi fido appieno della risposta di chatGPT memore della saggezza popolare dei nonni che ammonivano di non chiedere mai all’oste la bontà del loro vino!

 

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Luigi Vellone

Ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella, l’Accademia Militare e la Scuola di Applicazione. Da ufficiale ha svolto per alcuni anni attività di comando nei reparti operativi dell’Arma della Trasmissioni. Terminati gli studi di Ingegneria e transitato nel Corpo degli Ingegneri E.I., ha svolto e diretto varie attività tecniche e successivamente, nel Servizio Informazioni e Sicurezza, è stato responsabile dello sviluppo, certificazione ed impiego di apparati e sistemi cifranti. E’ stato rappresentante nazionale presso Agenzie di sicurezza alleate e nei principali programmi internazionali sulla security concludendo la sua carriera come Direttore della Divisione Intelligence tecnologica con il grado di Maggior Generale. Nei successivi 15 anni è stato Consulente per la Cybersecurity delle maggiori Aziende italiane delle Telecomunicazioni, dell’Informatica e della Advanced Technology Consultants ltd. di Macau (China).

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