La forma conta anche in amore

15 Maggio 2021



La forma conta anche in amore
La forma conta anche in amore

Buongiorno dottoressa Cristina,

Sono Elisa, ho 41 anni e da tre convivo con un uomo che amo, stiamo insieme da dieci e sino a poco tempo fa progettavamo di sposarci .  Da lui mi sono sempre sentita amata e compresa, ma da qualche tempo mi dice che è stanco, che non è più sicuro di voler stare con me. Ieri per la prima volta mi ha detto in modo perentorio che se non cambio mi lascerà, non perché non mi vuole più bene o perché ha un’altra, ma perché non ce la fa più a sopportare il mio brutto carattere. Dice che “gli abbaio” dietro per un nonnulla, che lo critico continuamente, che lo ferisco con le mie osservazioni perentorie.

Ho sempre pensato che tra di noi la cosa più importante fosse la comunicazione onesta e sincera. Pensavo che lui mi apprezzasse per il mio essere diretta e dire subito tutto quello che provo e penso; ma ora mi accorgo per la prima volta che non era così e ho paura di perderlo per sempre. So infatti che non è un uomo che torna sui propri passi.

È la prima volta che mi vedo dal di fuori e quello che vedo è un’immagine che non mi piace.  È un comportamento che mi porto dietro sin da quando ero piccola, da quando posso dire ho iniziato a parlare. In casa elogiavano le mie frasi salaci, la mia arguzia era vista come intelligenza. E quello che mi appariva pregio lo vedo ora come il peggior difetto. Ma ora mi accorgo che c’è ben poca intelligenza nel perdere qualcuno che si ama.  Sono davvero pentita. E quel che è peggio non so dove cominciare per correggermi. Come posso fare? La prego mi aiuti.

Elisa

 

Cristina Cattaneo BerettaCara Elisa,

lei ha già cominciato a cambiare, ha già fatto il primo passo nel momento in cui ha “ascoltato” e preso sul serio quello che il suo partner le ha detto. Ha fatto anche un altro passo quando è riuscita a vedersi dall’esterno, con gli occhi di lui e quando, vedendosi, ha provato sgomento e pena.

Se non vi sono ragioni profonde di incompatibilità tra di voi, tenga presente che il suo partner, che le vuole bene, le sta dando un’indicazione importante per migliorare la sua vita. Non solo il rapporto con lui, ma immagino tutti i suoi rapporti sociali.

Avverto nelle sue parole una sana determinazione. È molto importante che lei sia veramente decisa, perchè è molto difficile cambiare soprattutto se non si intravvedono gli effetti negativi  dei propri comportamenti.

Pensiamo a chi si lascia dominare dalla paura ed inizia a evitare tutte le situazioni che lo intimoriscono un po’. Chi rimanda sempre e perde occasioni importanti; chi diventa schiavo del piacere e non si da una disciplina di vita e non raggiunge neppure un obiettivo pur avendone le capacità.

Ma come cambiare  un comportamento che ormai fa parte di noi al punto di essere diventato un automatismo? in primo luogo come ha iniziato a fare lei: osservandosi dall’esterno.

osservandosi potrà individuare alcune situazioni tipiche che  la portano a rispondere reattivamente scaricando tutte le tensioni. E questo rapporto istantaneo tra il disagio che prova e la parola con cui si scarica, sarà ciò su cui dovrà soffermare la sua attenzione.

E’ anche importante accorgersi delle convinzioni che lo sostengono.  Ogni  modo di agire che è diventato rigido e stereotipato, difettoso, è intrecciato saldamenti alle nostre convinzioni. E queste sono a loro volta legate ad alcune emozioni, come la paura, il piacere, il dolore, la rabbia.

Nel suo caso l’emozione che lei non riesce a contenere mi sembra sia la rabbia, talvolta il dolore. E nel momento in cui qualcosa le suscita rabbia o dolre, lei non riesce a trattenere  ciò che prova, osservarlo, elaborarlo. Deve buttarlo fuori subito per liberarsi da un disagio che vive come insopportabile. E nel tempo la sua sensibilità alla rabbia si è così acuita che lei reagisce probabilmente in modo esagerato anche a stimoli neutri.

tuttavia il disagio  di cui lei si libera viene avvertito dal suo interlocutore che ci resta male e reagisce negativamente.  E lei viene vissuta come una persona collerica.

Compreso questo, può esserle molto utile individuare le convinzioni che nella sua vita l’ hanno  spinta ad adottare questo comportamento.

Alcune le ha già trovate. L’apprezzamento familiare per il suo reagire sagace quando era bambina non l ha spronata a cercare una strada più costruttiva per affermare la sua intelligenza.  Ma probabilmente troverà altre convinzioni. Siamo figli di un’epoca in cui la libertà è stata intesa come diritto di dire tutto quello che passa per la mente,  di essere spontanei.
Un’epoca in cui non si educano i giovani a prestare attenzione alla forma.l’etichetta, il bon ton sono stati ridicolizzati.

Tenga presente che ogni sua reazione, come aveva già osservato lo psicologo americano James, viene da uno stimolo interno (un suo pensiero) o esterno: ma una volta attivata è difficile da fermare.

Quindi il suo lavoro sarà più facile se riuscirà  a evitare certi pensieri ricorrenti e prevedere la situazione in cui può eccedere, più che a frenare l’impulso quando è già partito. Si dovrà allenare con molta pazienza.

non avendo lo spazio per entrare nei dettagli,  posso suggerirle un’immagine guida che può esserle molto utile.

Provi a immaginare a  una cascata immensa di acqua che travolge tutto, che tutto distrugge e solleva un’immensa quantità di schizzi. E poi visualizzi un torrente che scende lieve  e sinuoso da una vallata, con un decorso molto più lungo e pieno di curve, rispettoso di ogni sasso, di ogni ciuffo d’erba, ma che niente può fermare.  Cerchi ogni giorno di assomigliare  sempre più a quel ruscello, di sollevare meno spruzzi, di avere un suono armonioso.

 

Mandate le vostre lettere, scrivete le vostre domande  a  Cristina Cattaneo Beretta (clicca qui) . 

Condividi questo articolo

La forma conta anche in amore

Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

ARTICOLO PRECEDENTEPROSSIMO ARTICOLO
Back to Top