Un uomo troppo ingenuo

8 Maggio 2021



Un uomo troppo ingenuo
Un uomo troppo ingenuo

Buongiorno dottoressa,
dopo trent’anni di matrimonio ho scoperto che mia moglie mi ha sempre tradito. Non solo fisicamente, con un amico che frequentava la mia casa, ma ordendo delle vere e proprie truffe a mio danno insieme a lui. E non gli ultimi anni, ma sin dall’inizio. Era sempre molto calma, controllata, mai litigiosa. Ora so che recitava una parte sin dal principio.

Me ne sono accorto solo per caso perché mi è venuta in mano la prova e io, che ho cercato sino all’ultimo di non vedere, ho aperto gli occhi. Sono emersi tanti inganni,  che mi hanno gettato nello sconforto. Come non ho potuto accorgermi di chi avevo in fianco?  Se penso ai nostri primi tempi era sempre perfetta inappuntabile. Non mi ha mai raccontato il suo passato. Sapevo per certo che aveva avuto un amante, ma non lo ammise mai. E anche di quelli prima, lo venni a sapere da altri. In tanti anni varie persone avevano cercato di avvertirmi, ma io non li ascoltavo. Pensavo esagerassero perché non era loro simpatica. Ora sono ferito e pieno di rabbia, ma mi sento anche quasi colpevole di quello che ha fatto lei, questa sconosciuta. Come ho fatto a non vedere?

E cosa faccio ora che so che ho passato la mia vita con una persona così?

Alessandro

Cristina Cattaneo Berettacaro Alessandro,

il matrimonio è un’istituzione molto importante, però oggi  è diventata vulnerabile, perché anche se si parte con le migliori intenzioni,  gli eventi della vita, i problemi, i cambiamenti soggettivi producono crisi difficili da superare.  Talvolta irreversibili.

In pochi casi il matrimonio resiste come  amore sincero, come alleanza che unisce due persone con un patto al quale entrambi tengono fede. Si può sbagliare, si può ferire ed essere feriti, ma resta nel fondo la forza di un legame a cui entrambi credono e che permette di restare uniti.

Invece,  quello che mi sembra sia avvenuto nel suo caso, è che una vera unione non si è mai realizzata, neppure inizialmente. Probabilmente il suo rapporto con sua moglie è stato sin dall’inizio un amore unilaterale.   Quando vi siete sposati lei,  Alessandro, ha sentito di sottoscrivere un patto e ha continuato a onorarlo. Ogni giorno si impegnava, si dedicava, costruiva, ma era solo. Probabilmente sua moglie aveva bisogno di sicurezza, di un appoggio, ma non l’amava sin dal principio. E quindi può essere che alcuni aspetti del carattere che lei aveva scambiato per doti, come la fermezza, o la non litigiosità, erano segni di un severo autocontrollo come non si ha con chi si ama.

Si parla spesso delle donne che cadono in balia di uomini senza scrupoli, che non le amano, dai quali fanno molta fatica a staccarsi e si parla sempre troppo poco del fatto che il rapporto di dominanza, di potere, di sfruttamento non è legato al sesso, e chiunque lo può esercitare se riesce a ottenere la fiducia di un altro essere umano.

Ma come accorgersene? Lei sottolinea come all’inizio, quando vi siete incontrati, sua moglie non le avesse confidato tutto della sua vita. Non le aveva raccontato i suoi amori, i suoi sbagli, i suoi rimorsi. Ma si è sempre presentata come una vetrina. Bella, luminosa, ma senza profondità.

L’amore non può fare a meno della profondità.

Credo che lei fosse anche di carattere un uomo fiducioso, e  la sua “ingenuità” non era solo frutto dell’innamoramento, ma della sua non conoscenza del male.

Lei insomma non aveva idea della “profondità del male” e quindi non aveva neppure armi per difendersi.

Ora sono passati trent’anni. Una vita, la sua vita. Mi rendo conto quanto deve essere forte la sua delusione, la sua rabbia, quella rabbia che afferra chi viene ingannato dalla persona in cui riponeva la massima fiducia.

Qui non si tratta infatti di un problema di amore, ma di un tradimento che va al di là anche dell’amore.  Un rapporto può finire, uno si può innamorare di un altro.

Ma se vieni truffato da qualcuno che doveva esserti  vicino, passi una prova più atroce. Non riesci a comprendere e ad accettare quello che è accaduto e ti puoi sentire persino corresponsabile. Ti puoi sentire colpevole della tua ingenuità,  sporcato da quello che l’altro ha compiuto contro di te. È  stranamente sempre chi ha subito il danno a stare peggio,  anche moralmente. Non il colpevole ma la vittima. Come accade ai ragazzini , alle ragazzine che subiscono violenza, l’innocenza violata  segna sempre intimamente e ti fa sentire colpevole come se il male l’avessi compiuto tu. Infatti lei non si perdona di non essersene accorto.

Caro Alessandro il suo è un trauma intenso in quanto il tradimento di una vita si è rivelato di colpo, inatteso e doloroso come un colpo di spada.

Un’esperienza durissima da attraversare che la cambierà.

Per qualche tempo si sentirà appestato e dovrà fare una convalescenza. Molti ricordi emergeranno e ogni volta avrà la tentazione di chiedersi come ha fatto a non vedere.  Può scriverne sino a che le diventerà quasi indifferente, è di grande aiuto per rielaborare il trauma. Ma non si tormenti, non poteva vedere la verità che oggi conosce.

Piuttosto adesso  la invito a liberarsi prima possibile di tutto ciò che la lega a questa persona, che gliela ricorda.

E il danno che ha ricevuto lo consideri come una ferita di guerra. Ogni mattina quando si sveglia ringrazi  di essere libero. In fondo se ci pensa è già una cosa passata, per quanto sgradevole. E d entri nella sua vita nuova. Sappia che non è mai tardi. Conosco diverse coppie molto felici che si sono formate più avanti nella vita.

Cristina Cattaneo Beretta

Domande sull’amore è una rubrica che esce ogni sabato.

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Un uomo troppo ingenuo

Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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